Passa ai contenuti principali

Più autorità e militari che goriziani per il Presidente della Repubblica a Gorizia, e l'omaggio al controverso lapidario

Doveva essere la visita per il centenario della grande guerra, o per la prima presa di Gorizia, anche se a scoppio ritardato e per scherzo del destino è caduta, quella del Presidente della Repubblica, nel periodo coincidente con la disfatta di Caporetto e la perdita di Gorizia. Vi è stata una Gorizia poco imbandierata, un nulla rispetto al raduno degli Alpini, e spiccavano, ad esempio, i colori della vecchia contea di Gorizia che come è noto vennero adottati dalla Provincia, che ora verrà cancellata, con decreto di Mussolini nel 1928 e nel 1929.

Avrebbero potuto mettere delle bandiere della pace, ma così non è stato, neanche a parlarne di bandiere slovene, salvo in determinati inevitabili luoghi cerimoniali, nonostante la visita del Presidente Sloveno. Ma la cosa che ha colpito di più è stata l'importante presenza di autorità, di forze dell'ordine, e salvo qualche scolaresca, pochissimi i cittadini presenti, qualcuno per le strade e sbuffando, dopo l'ultimo saluto di Mattarella all'uscita del Verdi, ha detto che non c'era praticamente nessuno. Il perchè? Può avere diverse ragioni, il poco entusiasmo forse che ha caratterizzato questa visita? Chissà. Entusiasmo vi è stato sicuramente da parte di chi opera per la costruzione del Partito della Nazione elogiando il centenario della Gorizia italiana o la visita del Presidente al contestato lapidario. Visita che non era preventivata e che non aveva alcun senso con il tipo di iniziativa politica e storica che era stata prevista ed originariamente organizzata. Qualcuno avrà ricordato al Presidente che lì vi sono un centinaio di nomi che per errore ed orrore storico non dovrebbero essere riportati e che solo uno è stato cancellato e che si attende ancora giustizia in tal senso? E perchè, a questo punto, il Presidente non ha omaggiato il piazzale della stazione dove si ricorda la celebre battaglia partigiana di Gorizia, a pochi passi dal Parco? Gorizia che è città medaglia d'oro anche per il contributo dato per la resistenza? E che dire delle stragi, diverse, nazifasciste compiute al castello? O l'assalto fascista al Trgovski dom, a pochi metri dal Verdi, avvenuto il 4 novembre del 1926?. Ha sicuramente ragione il Presidente quando dice che oggi si vive in un mondo "nel quale la globalizzazione ha reso vicini anche problemi e fenomeni un tempo considerati lontani", ma è la globalizzazione incontrollata che ha partorito diseguaglianze ed ingiustizie sociali e revisionismi storici. E come si può "continuare a lavorare incessantemente, per consolidare i traguardi che abbiamo potuto raggiungere, coltivando la memoria del passato, affinchè anche le nuove generazioni possano rendersi pienamente conto del lungo, e spesso doloroso, cammino che i nostri popoli hanno compiuto per costruire insieme il loro futuro?", quando il revisionismo storico stravolge la realtà fattuale e la verità storica e certe e date realtà fanno propaganda nazionalistica nelle nostre scuole? Così come è innegabile che il muro di Gorizia, seppur materialmente caduto, esiste ancora, nonostante le parole espresse dal Sindaco di Nova Gorica, i ponti metaforici tra i confini sono di sabbia ed instabili perchè la cooperazione transfrontaliera è stata un fallimento reale con una Slovenia che continua a chiudersi con ridicoli muri anti-migranti ed un Paese come l'Italia che non riesce a garantire la giusta e dignitosa accoglienza umanitaria. Vi è da riflettere su quanto accaduto in questo 26 ottobre a Gorizia e soprattutto sul perchè vi sia stata una scarsa partecipazione di cittadini goriziani.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Per la prima volta nella storia di Ronchi arriva l'antimafia

No, nessun effetto  cinematografico. Niente sirene spiegate, palette fuori dall'auto in corsa. Niente poliziotti con il passamontagna. Ma in una regione come il Friuli Venezia Giulia non più isola felice, ma presa di mira dalla camorra e dalla 'ndrangheta in particolar modo ,quando si realizzano cantieri ed opere di una certa rilevanza bisogna metterlo in conto. Cosa? L'accesso del gruppo interforze che ha la scopo di intervenire per prevenire infiltrazioni mafiose nei pubblici appalti. 
Il prefetto dispone accessi ed accertamenti nei cantieri delle imprese interessate all'esecuzione di lavori pubblici, avvalendosi, a tal fine, dei gruppi interforze  ed al termine degli accessi ed accertamenti disposti dal prefetto, il gruppo interforze redige, entro trenta giorni, la relazione contenente i dati e le informazioni acquisite nello svolgimento dell'attività ispettiva, trasmettendola al prefetto che ha disposto l'accesso. Il prefetto,  una volta acquisita la relaz…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Koper o Capodistria?Fiume o Rijeka?Merna o Miren?Londra o London? Trieste e Trst?

Esistono diversi processi di italianizzazione, i più noti sono quelli figli dell'abitudine, figli di quel modo di fare che hanno trasformato London in Londra, Berlin in Berlino, Barcelona in Barcellona, Marseille in Marsiglia ecc. Si dirà che è semplice traduzione. Fattore tipico di tutte le lingue. Poi vi sono luoghi che sono stati soggetti all'italianizzazione forzata tramite la nota opera nazionalfascista e di esempi ve ne sono a bizzeffe, se ne perde il conto, sia in Italia che in Slovenia che in Croazia che ovunque l'Italia abbia operato in tal modo.
Ad esempio Redipuglia  ha storpiato lo sloveno Sredipolje. In altri casi si utilizza l'italianizzazione per rispetto anche della comunità italiana che vi abita, non chiamare quei luoghi con il loro nome italiano significherebbe negare l'esistenza della comunità italiana, almeno per gli italiani autoctoni del luogo è così, pensiamo Capodistria il cui nome in sloveno è Koper, o Rijeka diventata Fiume. Italianizzazi…