Passa ai contenuti principali

Ad oggi la "corsa per Gorizia" pare essere più vicina alla disfatta di Caporetto



Lo shock culturale e politico che auspicavo per Gorizia, al momento, pare essere utopistico. Leggendo la corsa dei nomi per Gorizia devo dire che si va in modo ostinato contro quello shock che era ed è vivamente auspicabile da tutti quelli che non ne possono più dell'esistente moribondo. Un filo di continuità con il passato, quel passato che non è stato utile per risollevare questa città che ha perso ogni ruolo di rilevanza politica sia nella nostra regione che in Italia. Una città che si accontenterà di essere la capofila di una piccolissima UTI, quale quella della destra Isonzo. Piccolo feudo da governare, piccola fortezza da proteggere, ma da cosa? Ha ragione Maurizio Cattaruzza quando scrive, a proposito delle elezioni di Gorizia, che da "qui a maggio la strada è lunga, quanti candidati si bruceranno? Basta un soffio di vento (o un’ambulanza in più) per vedere all’improvviso un altro film". L'unico nome, al momento, che mi piace è quello che non è stato ancora fatto. Non mi sorprende tanto che "orfanelli", come li ha definiti il Piccolo, od altri cercano di dare continuità al loro passato, magari con una veste diversa, perché tanto la coerenza non è più virtù di questo secolo, ma il passato non si dimentica, determinate scelte, modi di fare, su singole o più questioni non verranno dimenticate.

Quello che è stato è stato, ma non verrà dimenticato. La coerenza e l'affidabilità prima di tutto. Governare una città, governare una Regione, governare un Paese è una cosa complessa, difficile ed articolata. La politica non deve essere una professione, la politica è tutela del bene comune, ed il bene comune deve prevalere sempre sull'interesse personale e particolare. Tutti i cittadini devono avere il diritto ed il dovere di esercitare un ruolo di “rappresentanza”, questo non può essere solo esclusività di poche persone. Altrimenti non sarebbe più politica, democrazia e libertà, ma personalismo, quello che giorno dopo giorno manda in rovina il nostro non più Bel Paese. E non è neanche una questione generazionale o di esperienza. Ho conosciuto, anche a Gorizia, persone di età avanzata con uno spessore umano e politico che oggi si intravede solo con un telescopio nelle generazioni moderne. Delle eccezioni esistono, ed è a queste eccezioni che bisogna dare fiducia. L'esperienza la si matura sul campo, la politica non è una professione a vita. Ma quali contenuti e programmi?

Quale idea di città? In gran parte non è dato sapere, ma la griglia di partenza è quasi pronta anche se vi sono ancora dei tentennamenti, e vi è ancora chi deve fare il giro di qualificazione. Ma questa gara rischia di non entusiasmare. 

Purtroppo, Gorizia, in questo momento rispecchia la situazione politica sussistente in Italia. Se queste saranno le alternative all'esistente, è facile immaginare una grande astensione nel momento del voto, salvo, ovviamente, l'operato delle truppe che seguiranno i propri fedelissimi capi. Però, è anche vero che Gorizia, paradossalmente e nonostante alcuni segnali facciano intendere il contrario, ha tutte le potenzialità per andare controtendenza rispetto a quanto accade, ad esempio, a Trieste o Pordenone. Esistono le condizioni per una formidabile rottura con il passato. Se Gorizia vuole cambiare aria, vuole diventare una città con un ruolo, vuole essere altro, o semplicemente città, rispetto al nulla che oggi rappresenta, se vuole battersi per riconquistare l'unità di quel territorio che è stato in modo becero frammentato, deve cambiare radicalmente pagina. Delle indicazioni, in tal senso, ci sono. Ed arrivano proprio da chi il nome del candidato Sindaco ancora, e giustamente, ha deciso di non bruciarlo nel caldo estivo. Perché prima si deve parlare dei contenuti, prima si deve parlare dei programmi, prima si deve parlare di che cosa deve vivere o morire questa città, che si appresta a "celebrare" il centenario della sua prima presa da parte dell'Italia, ma paradossalmente se le cose persevereranno sulla errata via viene da pensare che il 2017 è anche il centenario di Caporetto, e della perdita di Gorizia. Ecco, evitiamo che queste elezioni possano essere la Caporetto di Gorizia, perché questa è una delle ultime chance che la città ha per salvarsi, il tempo a disposizione è ancora poco.

Commenti

Post popolari in questo blog

Incredibile ma vero, il Consiglio Comunale di Trieste approva mozione contro il Sindaco di Napoli

All'inverosimile non vi è mai fine, ed a Trieste meno che mai. Trieste e Napoli due città distanti, che già hanno "guerreggiato" sulla primazia del caffè, quando qualcuno a Trieste collocò un cartello, ancora non rimosso, sulla strada che conduce verso Opicina, con scritto città del caffè, in aggiunta a città della Barcolana. Ma gli scazzi tra Trieste e Napoli non sono mancati neanche ultimamente su diverse questioni politiche e battute miserabili. E la sfida, se così la possiamo chiamare tale situazione politica a dir poco assurda, continua. In relazione ai noti fatti di Napoli, in merito alla visita di Salvini, e manifestazioni di protesta che ne sono conseguite, non avendo nulla di meglio da fare, cosa ha deciso di approvare il Consiglio comunale di Trieste? Una mozione proposta dal partito della lega nord, nella quale si critica duramente l'operato del Sindaco di Napoli, sia "per il diniego dato a Salvini per la sala richiesta" che per i toni utilizzat…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

La Carta di Roma? Un documento privo di autocritica e si persiste sugli errori dell’Europa. Così non va

Una dichiarazione simbolica, sottoscritta da 27 leader, così si legge in premessa, dei vari stati membri delle istituzioni dell’UE. E si dice subito che sono orgogliosi dei risultati raggiunti dall’Unione Europea. Le fondamenta dell’attuale Unione Europea sono quelle del mercato, dell’economia, sulla circolazione delle merci, solo successivamente si sono affermati importanti diritti umani, o situazioni finalizzate a garantire la libera circolazione delle persone, a partire dalla demolizione delle frontiere. Ma scrivere in premessa di essere orgogliosi dei risultati raggiunti, significa auto-celebrarsi, senza capire che le politiche governative degli ultimi decenni hanno portato l’Europa nella situazione disastrosa nella quale noi tutti ci troviamo, Grecia docet ed Italia pure. Europa nata dalle macerie della seconda guerra mondiale, che ha conosciuto conflitti importanti, come quello devastante della Jugoslavia, d’altronde non poteva esistere una Jugoslavia socialista forte alle port…