Passa ai contenuti principali

Alcune foto dall'archivio fotografico dell'ANPI di Udine sull'Isontino durante la resistenza(foto)



Oltre 1900 foto, una lavoro di raccolta immenso, è quello che ha realizzato l'ANPI di Udine. Archivio fotografico destinato a crescere, la cui consultazione è libera e possibile via internet presso una specifica sezione del sito dell'ANPI di Udine. Vi sono foto meravigliose, con tanti volti sorridenti, che ben esprimono il vero senso della resistenza, altre che immortalano la drammaticità della guerra, con volti di partigiani uccisi. Diverse sono le foto che interessano anche il territorio dell'Isontino. Su Gorizia si segnala la foto scattata il 2 maggio del 1945, con i partigiani sloveni in Piazza Vittoria di il cui titolo è, giustamente perché rispettoso della verità storica, partigiani sloveni nel giorno della liberazione di Gorizia, anche se questa è avvenuta in realtà il primo maggio. La mattina del 1 maggio del '45 la Gradnikova brigada mosse con due battaglioni verso Selz e con uno verso Monfalcone. A Selz, racconta Stanko Petelin, vennero disarmati circa 30 tedeschi per poi a Monfalcone costringere oltre 700 soldati a deporre le armi. A Gorizia la Prešernova Brigada si scontrò duramente con i centici ed i domobranci. A Gorizia si trovava anche, il primo maggio, lo Skofjeloski odrerd, la compagnia d'assalto della 31 divisione ed il comando della zona militare della Gorenjska. 



Le unità angloamericane entrarono in città solo il 2 maggio alle ore 11 quando la città venne di fatto già liberata. A tal proposito vengono in mente le immagini che si possono vedere a Bologna nel grande monumento dedicato alla liberazione della città nei pressi di Piazza Maggiore, vicino alla statua del Nettuno. In alcune foto si può leggere che le truppe alleate entrarono a Bologna già liberata dai partigiani il il 21 aprile del '45.
Ma a Gorizia una cosa del genere è ancora oggi impensabile, eppure andrebbe fatta. Sempre su Gorizia si possono vedere altre foto, come la Brigata partigiana slovena Prešernova in marcia nella Selva di Ternova verso il Carso goriziano alla fine di aprile 1945, vi è una foto che immortala la lapide che ricorda, nella Sinagoga, gli ebrei goriziani ed udinesi deportati nei campi di concentramento tedeschi e mai più ritornati . 


Venendo all'attuale provincia di Gorizia, su Ronchi, che come è noto fino al '47 era sotto Trieste, si può vedere una manifestazione presso la sede ANPI del 1997 con con Silvano Bacicchi,



a Monfalcone un gruppo di partigiani del Battaglione Verrucchi della Divisione Garibaldi Natisone e gli effettivi della Brigata Buozzi della Divisione Garibaldi Natisone in piazza subito dopo la Liberazione della città nel maggio del 1945 nonché una foto che ritrae la riunione dei Sindacati Unici con la canonica bandiera dell' Esercito popolare di liberazione della Jugoslavia e della Brigata Garibaldi. Nonché Partigiani della Compagnia Carso della Brigata d'Assalto Garibaldi Trieste, i componenti erano quasi tutti monfalconesi e sardi, ed anche giovani friulani, triestini e del monfalconese a Suhor  che danno vita alla Brigata Partigiana Fratelli Fontanot combattendo a fianco dell'Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia.













Su Ruda si segnala Ferruccio Cidin di Fogliano di Redipuglia ucciso ad Alture di Ruda dalla banda Rebez-Ruggero il 22 febbraio 1945 e la croce che ricorda due partigiani Ferruccio Cidin “Giordano” e Ugo Zorzenon “Carlo” uccisi dagli uomini della Repubblica Sociale Italiana guidati da Remigio Rebez il 22 febbraio 1945 e la lapide in ricordo del frontista Bruno Montina “Ricciolo” caduto il 17 agosto 1944 . 




Su Dolegna il momento del rancio per la 2ª compagnia del Battaglione Mameli della Divisione Garibaldi Natisone, e Partigiani della Divisione Garibaldi Natisone: da sinistra, “Lince”, il comandante della Polizia della Divisione Guido della Torre “Guido” e Alceo Fornasarig “Leo” corriere del Comando di Divisione.







Su Cormons ritratto di un giovane partigiano e Lino Zocchi “Ninci” e Mario Lizzero “Andrea” rispettivamente comandante e commissario politico del gruppo Divisioni Garibaldi del Friuli in visita alla sede del comando della Divisione Garibaldi-Natisone. Con loro anche Gino Lizzero “Ettore” capo di Stato Maggiore della Divisione Garibaldi-Natisone e la partigiana di Cormons Clelia Stua “Bruna” marzo 1945. 



Commenti

Post popolari in questo blog

Attraversando Pordenone (foto)

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

E' necessario produrre una filmografia sulla resistenza e realizzare musei sulla sua storia

I tempi son mutati ed è di fondamentale importanza, per non rischiare di essere sommersi dall'ignoranza, dal revisionismo storico, dall'indifferenza,  trasmettere i valori della resistenza anche attraverso strumenti e mezzi che ad oggi per ragioni a dire il vero incomprensibili sono stati poco utilizzati. Libertà, uguaglianza, fratellanza, pace, riscatto morale ed etico del nostro Paese, internazionalismo, diritti dei lavoratori, diritti delle donne, diritti civili, ovvero antinazifascismo. Concetti che quotidianamente vengono sistematicamente e metodicamente messi in discussione. E' vitale, per la memoria umana storica attivarsi in ogni ovunque per promuovere una filmografia sulla nostra resistenza, necessità che viene espressa non solo da storici, ma anche da scrittori, registi, e cittadini, nonché promuovere spazi museali affinché si possano raggiungere con maggiore facilità e coinvolgimento, anche emotivo e fisico, le nuove generazioni. Esistono musei di ogni tipo in …