La rosa di Nova Gorica dove il tempo si è fermato oltre la linea del confine

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Qui non siamo semplicemente su una collina; siamo su una faglia della storia, un punto dove le placche tettoniche della memoria europea hanno deciso di scontrarsi e miracolosamente, di restare in equilibrio. Immaginate la scena. Una scena reale, perché esiste e non è generata dall'I.A.  Siete lì, vi guardate intorno. Da una parte c'è il Castello di Gorizia , la fortezza, il Medioevo che è diventato nazione, con quel Tricolore che sventola a dire: "Qui siamo in Italia". Ma poi basta girare la testa, appena un po', ed ecco che la storia vi tira a modo suo per la giacca, sulla montagna di fronte, il Sabotino, quella scritta monumentale, TITO , che urla ancora oggi a tutto il mondo che Nova Gorica non è nata per grazia divina o per eredità dinastica. No, l'ha voluta il socialismo jugoslavo, l'ha creata l'uomo dal nulla, per sfida, sulla linea di confine. E in mezzo a questo scontro di simboli, tra nazionalismi e ideologie del Novecento che si sono fatte la...

La morte di Giulio Regeni: evitiamo un nuovo caso Alpi/Hrovatin

Appena appresa la drammatica notizia della morte di Giulio Regeni, la prima cosa che ho pensato è stato il caso Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Tra le prime ricostruzioni "ufficiali" e quelle non ufficiali, vi sono delle discrepanze enormi. Il caso Alpi/Hrovatin attende ancora oggi piena giustizia. La verità, dopo anni ed anni sta venendo fuori. Altro che rapina o tentativo di sequestro andato male. Sono stati uccisi perché loro erano l'obiettivo, per le loro inchieste  scomode che colpivano interessi economici e criminali enormi e specifici. Il Friuli Venezia Giulia è scosso dalla tremenda notizia della morte di Giulio. Delle anomalie in questa vicenda vi sono state fin dall'inizio, per arrivare al comunicato del Ministero degli Affari Esteri ove si scriveva che: " Il Governo italiano ha appreso del probabile tragico epilogo della vicenda del nostro connazionale Giulio Regeni al Cairo. In attesa di conferme ufficiali da parte delle autorità egiziane, il Ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni esprime il profondo cordoglio personale e del Governo ai familiari che si trovano al Cairo e che sono stati informati di questa notizia ancora priva di conferme ufficiali.". Esprimere cordoglio su una questione di cui ancora non si ha conferma, piena ed ufficiale. Ufficiale e non ufficiale. Incidente, o tortura. Si fanno tante ipotesi, ma mai quanto ora l'ufficialità si scontra con la non ufficialità. Proprio come accaduto nel drammatico caso di Ilaria e Miran. Diventerà un caso internazionale? Probabile. Il Segretario Generale della Farnesina Michele Valensise ha convocato con urgenza l’Ambasciatore della Repubblica Araba d’Egitto Amr Mostafa Kamal Helmy per esprimere lo sconcerto del Governo italiano per la tragica morte del giovane Giulio Regeni al Cairo. Si parla di sconcerto.  E su questo sconcerto vi sono tanti indizi che vanno in una sola direzione, gravi, precisi e concordanti. Verità per Giulio, verità per Ilaria e Miran, verità per chi, per amore del proprio lavoro, dei propri studi, dei propri ideali, è stato barbaramente ucciso. Ed è importante che il FVG e l'Italia tutta non chini la testa su questa vicenda, è importante che anche l'Europa si faccia sentire. Ed è fondamentale stringersi intorno alla famiglia di Giulio ed alla sua comunità, non solo oggi, in questo momento di dolore, ma almeno fino a quando giustizia piena non sarà fatta.

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