Prima del Ventennio: cronache di intolleranza e squadrismo nel Monfalconese di fine Ottocento

Noi abbiamo questa immagine del vecchio Impero asburgico come di un meraviglioso mosaico di popoli.  Dove italiani, sloveni, tedeschi, ungheresi vivevano tutti insieme appassionatamente, l'imperatore Francesco Giuseppe che vegliava su tutti, e le lingue e le identità di ciascuno venivano rispettate. E in parte è vero. In verità, se andiamo a stringere l'obiettivo, se andiamo a guardare cosa succedeva davvero tutti i giorni, ad esempio nel Monfalconese e anche a Ronchi, scopriamo che la realtà era un bel po' più spigolosa. Nei documenti e nelle cronache troviamo episodi che, a leggerli oggi, mettono i brividi. Roba che noi chiameremmo squadrismo bello e buono, ma vent'anni prima che nascessero i fasci di combattimento! Un'intolleranza becera verso gli sloveni e verso l'uso stesso della loro lingua. I giornali dell'epoca non facevano una piega. Anziché inorridire davanti alla violenza, si schieravano apertamente, senza il minimo pudore, dalla parte di chi mena...

La morte di Giulio Regeni: evitiamo un nuovo caso Alpi/Hrovatin

Appena appresa la drammatica notizia della morte di Giulio Regeni, la prima cosa che ho pensato è stato il caso Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Tra le prime ricostruzioni "ufficiali" e quelle non ufficiali, vi sono delle discrepanze enormi. Il caso Alpi/Hrovatin attende ancora oggi piena giustizia. La verità, dopo anni ed anni sta venendo fuori. Altro che rapina o tentativo di sequestro andato male. Sono stati uccisi perché loro erano l'obiettivo, per le loro inchieste  scomode che colpivano interessi economici e criminali enormi e specifici. Il Friuli Venezia Giulia è scosso dalla tremenda notizia della morte di Giulio. Delle anomalie in questa vicenda vi sono state fin dall'inizio, per arrivare al comunicato del Ministero degli Affari Esteri ove si scriveva che: " Il Governo italiano ha appreso del probabile tragico epilogo della vicenda del nostro connazionale Giulio Regeni al Cairo. In attesa di conferme ufficiali da parte delle autorità egiziane, il Ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni esprime il profondo cordoglio personale e del Governo ai familiari che si trovano al Cairo e che sono stati informati di questa notizia ancora priva di conferme ufficiali.". Esprimere cordoglio su una questione di cui ancora non si ha conferma, piena ed ufficiale. Ufficiale e non ufficiale. Incidente, o tortura. Si fanno tante ipotesi, ma mai quanto ora l'ufficialità si scontra con la non ufficialità. Proprio come accaduto nel drammatico caso di Ilaria e Miran. Diventerà un caso internazionale? Probabile. Il Segretario Generale della Farnesina Michele Valensise ha convocato con urgenza l’Ambasciatore della Repubblica Araba d’Egitto Amr Mostafa Kamal Helmy per esprimere lo sconcerto del Governo italiano per la tragica morte del giovane Giulio Regeni al Cairo. Si parla di sconcerto.  E su questo sconcerto vi sono tanti indizi che vanno in una sola direzione, gravi, precisi e concordanti. Verità per Giulio, verità per Ilaria e Miran, verità per chi, per amore del proprio lavoro, dei propri studi, dei propri ideali, è stato barbaramente ucciso. Ed è importante che il FVG e l'Italia tutta non chini la testa su questa vicenda, è importante che anche l'Europa si faccia sentire. Ed è fondamentale stringersi intorno alla famiglia di Giulio ed alla sua comunità, non solo oggi, in questo momento di dolore, ma almeno fino a quando giustizia piena non sarà fatta.

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