La grande ipocrisia: il caso Regeni e il bluff dell'amicizia egiziana

  Allora, guardate, la questione è d'un’evidenza quasi imbarazzante, e bisogna avere il coraggio di dirlo con grande chiarezza. Perché qui siamo di fronte a uno di quei casi in cui la storia — e la cronaca giudiziaria — ci mette sotto gli occhi una realtà drammatica, senza infingimenti. Il punto centrale è questo: l’Egitto, che a parole è sempre stato descritto come questo grande alleato, questo partner fondamentale dell’Italia nel Mediterraneo, sul piano della verità e della giustizia per Giulio Regeni non ha mosso un solo millimetro. Mai. E si è arrivati a questo paradosso straordinario — ed è una sentenza davvero incredibile — in cui la Corte ha condannato alcuni funzionari per il sequestro di Giulio, per quell'atto di violenza di Stato, ma non per la sua uccisione. L'accusa di omicidio, che la Procura contestava al solo Sharif e per la quale era stato chiesto l'ergastolo, non è stata riconosciuta.  In tutti questi anni, la cooperazione giudiziaria da parte egiziana ...

I vestiti dei migranti sul Carso triestino e la visita di Salvini: una scenografia ad hoc



Questo il breve messaggio di Salvini, dopo aver visitato il Carso Triestino, confinante con la Slovenia:  "Un saluto dal confine con la SLOVENIA: chilometri e chilometri SGUARNITI, indumenti, coperte, scarpe sparsi ovunque... Grazie al governo Renzalfano, qui ENTRA ed ESCE chi vuole... altro che controlli alle frontiere!!! Fai girare!" Un video che ha avuto oltre cento mila visualizzazioni. Dunque effetto mediatico riuscito. Si vede Salvini, seguito da alcune telecamere e giornalisti addentrarsi in luogo specifico. Poi un paio di Jeans in bella vista su quello che rimane di un povero albero, scarpe, una bottiglia di plastica, uno zainetto color nero ecc.



Immagini che ricordano quelle pubblicate in estate 2015 dalle ronde triestine( che sono quelle che ora seguono). Già, perché a Trieste, città tipica per il no se pol, ma in questo caso stranamente se pol, da diverso tempo esistono delle ronde, che pattugliano la città, ed anche il Carso. Come si può vedere la somiglianza della "scenografia" è abbastanza simile.  Magari i luoghi saranno anche diversi, chissà, però dei pensieri sorgono.




Da quanti tempo sono lì i vestiari dei migranti? Perché non sono stati rimossi? Sorge il dubbio, diciamo così, che servivano  anche a questo. 
A creare una scenografia mediatica finalizzata a denunciare il fatto che i confini sono non presidiati. Peccato che la rotta balcanica, ad oggi, non ha neanche sfiorato il Friuli Venezia Giulia, se non in modo praticamente inconsistente. Peccato che l'esercito che è stato annunciato ai confini, ed in questo caso per fortuna, è stato più una mera operazione mediatica e politica che sostanziale. Peccato che la Slovenia si è già chiusa con il suo maledetto filo spinato. E dunque di cosa stiamo parlando qui? Del nulla. Di una immensa speculazione politica sull'inesistente. Il FVG ha certamente dei problemi in materia di non accoglienza. Il caso di Gorizia ha fatto pessima scuola, Trieste con il suo Silos, diventato per l'ennesima volta luogo degli invisibili, anche. Ma parliamo di casi minimi ed irrisori, seppur importanti e gravi per le mancanze istituzionali che ne sono derivate, e per il degrado umano che hanno vissuto e che continuano a vivere esseri umani, rispetto al più complesso fenomeno inevitabile della emigrazione ed immigrazione a cui stiamo assistendo e che comunque, almeno nel 2015, anno dell'emergenza, ha visto l'Italia vivere gli stessi numeri più o meno del 2014. E nel 2014 non vi è stata nessuna conclamata emergenza. Ma cosa aspettarsi da chi si fa fotografare con il noto pugile di ‪Trieste il cui motto è famiglia, dio e patria, anche se siamo nel 2016 e qualcuno forse dovrebbe ricordargli che il mondo è cambiato da un pezzo rispetto al medioevo e lo invita, ridendo, ad andare dall'altro lato della via a dare due cazzotti?  Il riferimento era a chi ha protestato contro Salvini e le sue  politiche, che intanto viene caricato e violentemente un paio di volte.




Ma se davvero Salvini vuole dare due cazzotti a chi protesta contro di lui, perché non ci va realmente? Senza farsi proteggere dalle forze dell'ordine? Se gli piace questo tipo di politica maschia, da pugile, da ring? Certo, si dirà era una battuta.
Ma la politica non ha bisogno di battute, ma di serietà e di cambiamento  e Salvini rappresenta certamente una battuta d'arresto per quel tipo di società multiculturale, mitteleuropea che non vogliamo soprattutto a Trieste. 

Commenti

  1. Andè a veder su a Opicina, sia nel vecio hotel obelisco che nelle grotte nei dintorni xe pien de vestiti buttadi

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