Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

Immagine
Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Arte a Trieste: una nuova mostra di Calligaris nella sala Comunale d'Arte della città



Un salto nel tempo di qualità importante per Alessandro Calligaris. Aveva già esposto parte della sua concezione del tempo, in quella eterna  lotta, tra interiorità e l'immutabilità ed inevitabilità del tempo, nel giugno del 2014 sempre a Trieste. Ma dal 5 dicembre fino al 22 dicembre, l'artista originario di Monfalcone, che si è formato con il maestro Livio Možina e alla Scuola del Vedere di Trieste con i pittori Raffaella Busdon, Christian Hache e Luca Vergerio e grazie alla collaborazione con altri artisti, tra cui Luciano Olivieri e Francesco Mancini, esporrà nella importante Sala Comunale d’Arte, Piazza dell’Unità d’Italia, 4 di Trieste. 
L'inaugurazione è prevista sabato 5 dicembre 2015 alle ore 18 e la mostra rimarrà aperta sino al 22 dicembre 2015 con orario feriale e festivo: 10-13 e 17-20.
Ho visto parte dell'opera  surrealista moderna di Alessandro prendere vita, forma, colore. Soffermarsi per qualche minuto all'interno della cornice più bella d'Italia, Piazza dell'Unità, ex Piazza Grande, per ammirare, osservare, e riflettere sulla inevitabile concezione di ciò che vorrebbe misurare la nostra vita, è importante per comprendere che alla fine dei conti siamo umani e l'immortalità altro non è che una utopia,  e non sarà sicuramente tempo perso, anzi.



Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?