Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta arte

La mostra "memorie ritrovate" di Monfalcone? Mostra politica di stampo nazionalista

Immagine
Dobbiamo dircelo chiaramente, senza girarci intorno: quando prendi l’arte e la schiaffi a forza dentro la politica, cosa pretendi che ne esca fuori?! Ne esce una cosa che con l'arte non c'entra più un accidente! Ne esce propaganda, pura. Ed è esattamente quello che sta succedendo con la mostra "Memorie ritrovate" a Monfalcone. Ma io vi sfido ad entrarci! Voi entrate lì e cosa vi trovate davanti? Una galleria d'arte? Ma neanche per idea! Vi sembra di essere piombati a piedi giunti dentro la sede di una di quelle organizzazioni ultra-nazionaliste che per decenni hanno fatto dell'antijugoslavismo il loro dogma sacro e intoccabile! È un'operazione scopertamente politica, di uno stampo nazionalista che fa rizzare i capelli! E badate bene: il problema non sono gli artisti! Sia chiara una cosa: qui nessuno sta mettendo in discussione la grandezza o la qualità delle opere di Pietro Fragiacomo, di Guido Grimani, di Piero Coelli o di Carà. Per carità divina! L...

La mostra "memorie ritrovate" di Monfalcone? Mostra politica di stampo nazionalista

Immagine
Dobbiamo dircelo chiaramente, senza girarci intorno: quando prendi l’arte e la schiaffi a forza dentro la politica, cosa pretendi che ne esca fuori?! Ne esce una cosa che con l'arte non c'entra più un accidente! Ne esce propaganda, pura. Ed è esattamente quello che sta succedendo con la mostra "Memorie ritrovate" a Monfalcone. Ma io vi sfido ad entrarci! Voi entrate lì e cosa vi trovate davanti? Una galleria d'arte? Ma neanche per idea! Vi sembra di essere piombati a piedi giunti dentro la sede di una di quelle organizzazioni ultra-nazionaliste che per decenni hanno fatto dell'antijugoslavismo il loro dogma sacro e intoccabile! È un'operazione scopertamente politica, di uno stampo nazionalista che fa rizzare i capelli! E badate bene: il problema non sono gli artisti! Sia chiara una cosa: qui nessuno sta mettendo in discussione la grandezza o la qualità delle opere di Pietro Fragiacomo, di Guido Grimani, di Piero Coelli o di Carà. Per carità divina! L...

L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

Immagine
      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

Quella geniale contaminazione tra antico e contemporaneo ad Aquileia

Immagine
  Nell’antico Impero Aquileia non era una città qualunque. Era la seconda città di tutto l'Impero , subito dopo Roma! Una metropoli brulicante, immensa, ricchissima. Oggi, certo, se uno ci va, di quell'immensità vertiginosa è rimasto poco in superficie. Ma se voi entrate nel Museo Archeologico Nazionale di Aquileia... ebbene, vi accorgete che quel passato glorioso è ancora tutto lì. Aquileia è un posto incredibile, una perla del Friuli dove si ha davvero la sensazione fisica che il tempo si sia fermato. È un luogo che trasuda storia da ogni singolo muro, da ogni angolazione. Ma la cosa straordinaria è quello che hanno sperimentato in mezzo a tutto questo. Un'idea che è di una semplicità disarmante eppure... di un'efficacia spaventosa! Cosa ti inventano? I colori! Ma non colori qualunque: i colori di Schifano, di Andy Warhol, di Festa, di Lichtenstein, Sergio Lombardo! Hanno preso queste serigrafie, questi quadri, e li hanno messi lì. E la cosa formidabile è che queste ...

Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

Immagine
  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

La Venere, gli stracci e la misura del tempo

Immagine
    Ma capite la genialità? Bisogna figurarsela, quella scena, perché noi spesso ce ne dimentichiamo.Siamo innanzi ad un qualcosa di magistrale che continua a stupire continuamente dagli anni Sessanta. C’è un fondo nero, buio, assoluto. E poi, lì nel mezzo, questo fondoschiena bianchissimo. È la Ed è pazzesco, se ci pensate, perché qui – tra quell’oscurità e il marmo contaminato – Michelangelo Pistoletto non sta solo facendo un'opera d’arte. Sta mettendo in scena il cortocircuito di una società spietata, che ha del tutto smarrito i suoi valori.  Ma come nasce un capolavoro?  La cosa meravigliosa – e qui sta la grandezza vera – è che quest'idea folle nasce quasi per caso. Un’intuizione estemporanea, casuale! E invece, da oltre sessant’anni, questa combinazione continua a colpire, a sbalordire chiunque la guardi. È una delle opere più significative e impattanti del nostro tempo.  E sapete perché? Perché a un certo punto l’arte smette di essere pura decorazion...

Il Villaggio dell'Arte di città fiera di Udine: Quando la Bellezza Conquista l'Insolito

Immagine
  L'arte non chiede permesso. Non cerca templi sacri per esistere, ma conquista spazi ovunque , vibrando laddove l'umanità si ritrova, anche nei luoghi più inaspettati. Nel cuore di Udine, capitale del nostro Friuli, tra le geometrie quotidiane del Città Fiera, è fiorito un manifesto di pura meraviglia: uno spazio espositivo in movimento , battezzato con grazia "Il Villaggio dell'Arte" . Questa alchimia visionaria nasce dal desiderio di Antonio Maria Bardelli e dall’energia dell’imprenditrice Elena Iuri (amministratore unico di City Adv e coordinatrice del progetto), guidata dal segno colto del noto designer e direttore artistico Stefano Borella — orgoglio del territorio, recentemente selezionato nella giuria internazionale del prestigioso Prize Designs for Modern Furniture + Lighting 2026 . Il percorso inaugurale si rivela come un viaggio in due tempi, un ponte teso tra l'emozione pura e la memoria storica attraverso due mostre straordinarie: "Oltre lo...

Il caso non figlio del caso Mario Schifano: quando l'incomprensibile diventa arte

Immagine
    Signore e signori, qui dobbiamo intenderci su un punto fondamentale: che cos'è, alla fine, un artista? È uno che ha fatto l'accademia? Uno che sa fare il chiaroscuro come si deve? Beh, se pensate questo, Mario Schifano vi avrebbe fatto saltare sulla sedia. Quest'uomo non aveva finito le scuole. Zero. Titoli di studio? Nessuno. Eppure, quest'uomo si metteva davanti alla tela e sprigionava una potenza di fuoco impressionante. Una produzione industriale, febbrile, quasi disumana: in una sola giornata era capace di sfornare centinaia di opere. Ma capite cosa significa? Centinaia! Erano sfuriate di colore puro, pennellate sfrenate, un’orgia di blu, di verdi, di gialli. Sperimentazioni continue che lasciarono a bocca aperta persino i mostri sacri d'oltreoceano. Pensate che un certo Andy Warhol  arrivò a dire, con quella sua aria sorniona: «Se non fossi Andy Warhol, vorrei essere Mario Schifano.» Ora, i critici più severi – e ce n'erano eccome – dicevano, storcendo...

Bologna l'icona della street art del "nord est"

Immagine
Nessun miglior luogo di Bologna vi poteva essere per ospitare la mostra dell'artista anonimo più famoso dell'Universo mondo, Banksy, che con il suo ingegno clandestino è riuscito a compiere ciò che l'arte deve saper osare, far discutere e diventare protagonista ritagliandosi uno spazio nel vuoto cosmico culturale e intellettuale di una società spietata priva di ideologia e retta solo dal dogma assoluto del capitalismo, di cui Banksy ha saputo cogliere i suoi aspetti più controversi sbattendoteli in faccia con le sue opere sparse in ogni angolo di questa società. Dalla Palestina, a Venezia, passando da quella Bristol che ha conosciuto la più importante repressione dell'arte di strada che il mondo della street art abbia mai vissuto nel corso della sua opera. Bologna è una città in profonda metamorfosi, assediata come tutte le città di noialtri dal turismo, si omologa con le prime proteste comprensibili di cittadini che da Trieste a Bologna alzano la testa per dire no ad u...

L'Incipit del Mito: Scarabocchio o Genio? Il caso Cy Twombly

Immagine
Prendete un nome qualunque, squisitamente borghese:  Edwin Parker, Jr. Poi dimenticatelo, perché la storia dell'arte ha preferito battezzarlo Cy Twombly . Inizia così la parabola di uno dei protagonisti più divisivi, sfrontati e assoluti del contemporaneo. Un uomo capace di spaccare in due il tempio della critica con un colpo di pastello. Da un lato, il coro dei profani indignati, pronti a giurare che un'opera del genere «saprebbe farla anche un bambino della scuola dell'infanzia» ; dall’altro, l'aristocrazia dell'intelletto che, per usare le parole di un nume tutelare come Mario Schifano , esigeva di «aprire la mente» per sintonizzarsi sui canali del nuovo che allora irrompeva tra i vicoli e i palazzi della Capitale. Il risultato? Capolavori assoluti. Incompresi dalla massa, certo, ma chiarissimi all'olfatto finissimo dei mercanti d’arte. Sia chiaro, Twombly non è nato dal nulla e non ha dipinto nel vuoto. Se il talento era puro istinto, il posizionamento soc...

Il Niente Sovrano e la Trincea della Bellezza

Immagine
Non sarà l'arte a salvarci dal naufragio della storia, ma rimarrà l'ultima trincea, l'ultimo rifugio dell'anima. Viviamo nel crepuscolo delle grandi ideologie, in un millennio dove la globalizzazione ha cannibalizzato il pensiero, portando il consumismo alla sua ennesima, feroce potenza. Da un lato assistiamo al boom osceno e indomabile delle diseguaglianze sociali; dall'altro, l'arte contemporanea vaga come un fantasma, interrogandosi sul proprio senso dentro una società sbandata, cieca, che consuma l'esistenza alla giornata. Questa non è anarchia creativa: è il trionfo del vuoto assoluto. Un nichilismo sistematico che annichilisce ogni visione prospettica. L'ossessione dell'originalità a tutti i costi ha prosciugato le sorgenti della creatività differente, e l'arte, drammaticamente, si è adeguata. Si è sottomessa, facendosi merce tra le merci, un feticcio speculativo il cui unico scopo è alimentare i flussi del capitale. Una banana brutalmente ...

Oggi c'è la necessità di un nuovo manifesto per l'arte

Un tempo c’era la vita, c’era il sangue, c’era l’ardimento! C’erano i Futuristi che sputavano in faccia al passatismo, c’era Filippo Tommaso Marinetti che incendiava le accademie, c’era Mario Schifano che aggrediva la tela con la furia di chi vuole conquistare il mondo! C’erano i manifesti, c’era un’idea comunitaria, violenta, estatica dell’arte! E oggi? Oggi il nulla! Il deserto assoluto dell’anima! Siamo circondati da individualisti, rinchiusi nel loro microscopico  guscio. L'arte contemporanea è diventata come il calcio: una manica di mercenari! I galleristi non sono sempre critici, sono procuratori d’assalto. Ma serve una rivoluzione! C’è un bisogno disperato, assoluto, di un nuovo Manifesto! Qualcosa che torni a far vomitare i perbenisti e a far piangere d’estasi chi sa ancora vedere! Abbiamo bisogno di una pittura che torni a essere carne, di pennellate che squarcino la tela immortalando questo vuoto pneumatico del terzo millennio per distruggerlo! Basta con questa mercificaz...

Memoriale Brion: Il Tempio dell'Assoluto

Immagine
Esistono luoghi che non si limitano a occupare uno spazio, ma lo creano per osare anche l'oltre della materia tra cinema e profezia, tra artificiale e sacro. E questo sito esiste, in un luogo tanto genuino quanto periferico, ma incredibilmente centro di quell'universo che saprà sorprendere come pochi manufatti e opere d'arte dell'ingegno umano  sono in grado di fare. Il Memoriale Brion. Non è un caso che questa cattedrale di cemento sia diventata l'altare scenico di visioni futuristiche, dai mondi sabbiosi di Dune alle atmosfere iconiche de Le città di pianura . Qui, l’architettura compie l’impossibile: rendere tangibile l'assoluto. Laddove il cemento armato solitamente opprime, e sopprime, nell'opera di Scarpa  incredibilmente assume una funzione quasi poetica di elevazione verso il sublime. Considerata il testamento spirituale di Carlo Scarpa — che non ne vide mai il compimento definitivo — l’opera richiese un decennio di gestazione. Mentre l...

Chichiarelli e la grande inchiesta mancata sul mondo dell'arte corrotto

Immagine
Roma, quartiere Talenti. È una notte di settembre del 1984. Via Ferdinando Martini. Il buio è denso, di quelli che nascondono bene i segreti, ma non il rumore secco dei colpi di pistola.Precisi. Un’esecuzione in piena regola. A terra resta un uomo. Si chiama Antonio Giuseppe Chichiarelli , ma per tutti, nel mondo dell’arte e in quello delle ombre, lui è solo "Rally" .  Aveva urlato contro il killer, cercò di affrontarlo prima di essere ucciso, ma non ebbe scampo. Ma chi era davvero Tony Chichiarelli? Un artista mancato? Un falsario geniale? O un ingranaggio pericoloso in un meccanismo molto più grande di lui? Chichiarelli non era un soggetto qualunque. Era un talento straordinario. Le sue opere originali si racconta che fossero notevoli e più autentiche delle sue riproduzioni. Uno capace di dipingere un De Chirico o un Guttuso così bene che persino gli esperti restavano a bocca aperta. Ma non si fermava alle tele. No. Nella sua villa trovano di tutto   come i ti...

La contesa tra "Gorizia" e Dublino per la presa di Cristo

Immagine
Due opere che si contendono l'originalità. Chi dice che sono entrambe "autografate" perchè Caravaggio si firmava con l'autoritratto, chi dice che quella di Dublino non è la prima versione, ma una versione successiva a quella esposta a Gorizia, chi sostiene che solo una delle due è di Caravaggio e l'altra realizzata in una scuola artistica ispirata a Caravaggio, insomma, la certezza non c'è, si dovrebbe parlare di opere attribuite al Caravaggio senza rivendicarne la paternità fino a quando la certezza assoluta non ci sarà. Ma così non è.  Ognuno seguace della propria teoria, della propria storia, potrebbero essere entrambe delle copie, oppure solo una l'originale. Non è la prima volta che accade nel mondo dell'arte dove la contesa è la norma che non sempre fa rima con arte. A Dublino sostengono che la cattura di Cristo, a prestito  a tempo indeterminato alla National Gallery of Ireland dalla Comunità dei Gesuiti, Leeson St., Dublino, che riconosce la g...

Ligabue a Trieste, una meraviglia

Immagine
  C'è poco da dire, la bellezza, la profondità, la follia dell'arte di Ligabue, ti prende per mano e ti accompagna dal principio, alla fine. Ancora una volta, Trieste, riesce a fare centro, con una meravigliosa mostra.  mb

Monfalcone "mitteleuropea, veneziana, luogo di migrazione interna dal Sud Italia" ma si dimenticano i bengalesi

Immagine
Il movimento spazialista, con la mostra di Fontana, esalta la destra al governo regionale e cittadino. Parlano di rilancio della città. E vabbè, ognuno può raccontare ciò che gli pare e trovare nell'arte i riferimenti che vuole. E nell'euforia dello spazialismo si afferma che "Monfalcone è "mitteleuropea, veneziana, luogo di migrazione interna dal Sud Italia e città del lavoro, con la presenza dei cantieri navali. Un dna, quello del dei monfalconesi - che in virtù di questo percorso ha origini importanti". Ottimo. Meraviglioso. Ma dove li mettiamo i circa 3000 bengalesi monfalconesi? Che costituiscono poco più della metà dei cittadini stranieri presenti a Monfalcone? Città che ha il rercord regionale di stranieri,in base al rapporto con la popolazione residente? Il 24%. Forse si sono persi nella dimensione spazio temporale del movimento spazialista? Può essere... Eppure era stato detto durante la presentazione della mostra, a Monfalcone, che "c...

In FVG non esistono solo i siti UNESCO da tutelare

Immagine
In Friuli Venezia Giulia fanno parte del patrimonio mondiale culturale riconosciuto dall’Unesco i seguenti siti regionali:    a) Zona archeologica e Basilica Patriarcale di Aquileia; b) Gastaldaga con il Tempietto Longobardo, il complesso episcopale e il museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli, nell’ambito del sito “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”; c) Sito palafitticolo di Palù di Livenza e Santissima (Polcenigo), nell’ambito dei “Siti palafitticoli preistorici delle Alpi”; d) Fortezza di Palmanova, nell’ambito del sito “Le opere di difesa veneziane del XVI e XVII sec. Stato di terra-Stato di mare occidentale”.    Mentre, fanno parte del patrimonio mondiale naturale riconosciuto dall’Unesco le Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave (Pordenone, Udine), nell’ambito del sito naturale Dolomiti, di seguito sito regionale naturale Dolomiti UNESCO. Ora, la Regione, con la legge 51 del 2019 al fine di garantire l’attuazione deg...

Cent'anni d'Italia in FVG non fanno rima con bellezza

Immagine
E sono cento. Ancora un niente rispetto all'esperienza asburgica e via scivolando in quel passato che ha connotato questa fetta d'Europa. Cent'anni d'Italia son bastati per stravolgere la fisionomia di questo territorio, stravolgere le identità culturali, linguistiche. Con l'avvento dell'Italia qui si ricorda più ciò che è stato distrutto, compromesso che ciò che è stato costruito, edificato, in segno propositivo. Andando a guardare le questione delle opere, la bellezza dei luoghi che vogliono Trieste come la piccola Vienna d'Italia, Gorizia come la Nizza d'Austria e Udine in armonia con l'eleganza di un tempo che non esiste più, in quella nostalgia diventata poesia ma anche pericolosa illusione è dovuta esclusivamente a quel passato che con l'avvento del Regno d'Italia è stato effettivamente annientato. Se pensi all'Italia a quali opere pensi? Al faro della Vittoria? Alla scalinata di cemento che ha conquistato il Carso di Redipuglia...

Ronchi, "iera" una volta, un viaggio nel tempo che può prendere forma

Immagine
Di proposte nel corso del tempo per rilanciare quella che a detta di molti è una piccola bella addormentata, per altri un centro anonimo periferico dell'estremo NordEst, Ronchi, ve ne sono state a bizzeffe. E non potendo o non riuscendo a migliorare l'esistente o preservare il fascino del passato, dovendo spesso fare i conti con casse sempre più strangolate dall'austerità in un sistema andato totalmente in cortocircuito ci si rifugia in un tempo che non c'è più dove effettivamente la cura per il bene comune era reale, c'era fascino, eleganza e sensibilità e anche bellezza. A Grado, ad esempio, si è voluto dimostrare come vi è stata una sorta di continuità tra i suoi fasti imperiali ed il terzo millennio con dei riquadri sparsi per la città che ritraggono alcuni punti fermi della città in bianco e nero. A Ronchi si potrebbero fare tante cose. Dai sogni possibili anche se enormi, come realizzare un museo condiviso dalla comunità che racconti la vita di questo terr...

Poco più di 2 milioni di euro per il progetto Bellezza in FVG. La propaganda della bellezza o investimento?

Immagine
Sarà un caso, ma il noto progetto bellezza che ha stanziato in Italia 150 milioni di euro, una manciata di danaro rispetto alle reali necessità del Paese, è stato ultimato a fine dicembre 2017 . Un piccolo regalo al Paese molti hanno detto. D'altronde è evidente a tutti che la bellezza è sempre stata una costante di questo Paese, abbiamo contemplato ed ammirato un passato su cui ci siamo cullati per vederlo depredare, violentare senza battere ciglio. A partire dalle professioni. Un Paese dove, per rimanere in tema di bellezza, arte e cultura, sono più le volte che gli insegnanti si trovano a dover pagare il biglietto intero senza riduzione per acculturarsi con mostre, per poi trasmettere alla propria classe ciò che si è appreso pagando di propria tasca,  mentre riduzioni vengono riconosciute alle categorie più disparate.  Una manciata di danaro che per le piccole cose è tanto. Un tanto che verrà sicuramente apprezzato. Il tema della bellezza diventerà propaganda? Servir...