Passa ai contenuti principali

Quella bandiera nazista nel Bunker del castello di Duino


Si racconta che il primo maggio del 1945, quando le truppe neozelandesi giunsero nei pressi di Duino, a pochi km da Trieste, videro la bandiera di guerra nazista sventolare sulla torre del castello. Partirono diversi colpi in direzione del castello, perché si presumeva che i nazisti fossero ancora lì. Invece lo abbandonarono poco prima del loro arrivo e quando quella bandiera venne tolta, i colpi cessarono. Percorri cento scalini, scendi nella profondità del castello di Duino, l'acqua scivola via, l'umidità è tanta e non potrebbe essere altrimenti. Poi, dopo aver visto qualche cimelio dell'esercito nazista, ecco in fondo, la bandiera di guerra nazista. 

Non l'avevi mai vista nella realtà, ma solo nei libri, in qualche film o documentario.
La sensazione è strana. La vedi a colori, pur essendo abituato ad immaginare quel tremendo e nefasto e maledetto periodo in bianco e nero. La prima cosa che pensi, dopo averla guardata, con nausea, è che gli stessi colori e non solo vengono ancora usati da forze neofasciste e neonaziste, ed anche nel nostro Paese oltre che nella cattiva Europa a rischio tracollo. E' giusto che quella bandiera sia lì? Sì, è giusto che sia lì, anche se non sai se è l'originale, se è quella che ha sventolato sul castello di Duino. E' giusto che rimanga lì, nella profondità del castello, nel Bunker scavato dai nazisti nel '43. E' giusto che sia lì, come monito perchè quello che è stato non possa più ripetersi, è giusto vederla nella profondità, nel buio, perché è lì che deve rimanere, perché è nel buio più totale che l'umanità è caduta con il nazismo e fascismo. Poi, risalirai i cento scalini, sperando che quella bandiera o sue emulazioni non tornino più a sventolare sulla torre del castello di Duino e da nessuna parte in questo nostro complicato mondo.


Commenti

Post popolari in questo blog

Non insegnare lo sloveno significa negare le radici slave del FVG

Numeri. Quantificazione. Dimmi quanto siete e ti dirò quanti diritti puoi avere. Dimmi chi sei e ti dirò che diritto potrai avere. Stiamo letteralmente dando i numeri ultimamente contro gli amici sloveni. Purtroppo qualche giapponese nella giungla in Friuli Venezia Giulia vi è ancora. Pensano di essere ancora ai tempi della guerra fredda o forse del fascismo dove tutto ciò che non era italiano andava annichilito, in particolar modo se era slavo. Concetti che già emergevano ai tempi della Carta del Carnaro dannunziana. La quale in modo fittizio tutelava le minoranze. Nel testo di quella carta emergeva che "nella terra di specie latina, nella terra smossa dal vomere latino, l’altra stirpe sarà foggiata o prima o poi dallo spirito creatore della latinità". E la soccombenza è avvenuta,come ben sappiamo con il fascismo, con i processi di italianizzazione forzata. Qualche nostalgico ancora oggi lotta contro il bilinguismo. I nazionalismi non appartengono più a questa epoca, vi è …

Celebrazione di D'Annunzio e Fiume, risponde l'Ambasciata croata: Basta celebrazioni ci attiveremo

Il cinque settembre, come è noto, avevo scritto una lettera all'Ambasciata della Repubblica di Croazia con sede in Roma in merito a quanto puntualmente ogni anno avviene in Monfalcone. Si celebra l'occupazione militare di Fiume ed un poeta razzista nei confronti dei croati quale D'Annunzio. Mi ero sempre chiesto ma perchè la Repubblica di Croazia tace? Probabilmente perchè non era a conoscenza di quanto accade in Italia? Per tagliare la testa al toro ho scritto la lettera di cui in premessa e mi ha risposto gentilmente ed in tempi anche rapidi il Ministro Plenipotenziario dell'Ambasciata della Repubblica di Croazia Mladenka Šarac-Rončević.


Questo il testo della sua risposta, come si potrà vedere chiaro, conciso:


"Ringraziamo della Sua mail del 5 settembre 2017. Condividiamo la Sua opinione che simili anniversari danneggiano l'atmosfera dei rapporti amichevoli tra i nostri due paesi e che celebrarli incita sentimenti nazionalistici. L'Ambasciata della …

A Gorizia migranti abbandonati in mezzo alla strada. Appello del volontariato: servono coperte,cibo,vestiti

Gorizia è una città che non vuole installazioni artistiche che dovrebbero rappresentare muri, perchè a dirla tutta di muri forse ne hanno già tanti in questa piccola città estrema e periferica d'Italia e dimenticata dall'Italia. E quello visibile contro i migranti fuori convenzione, cioè che non rientrano all'interno di certi e dati parametri numerici, che quindi rimangono letteralmente nel bel mezzo della strada, è diventato da anni l'assoluta normalità. Una vergogna indicibile. Altro che Gorizia umanitaria e solidale. Menzogne. Ovviamente non è questo il motivo che ha determinato in città la morte precoce di una mostra artistica. Sbatterti in faccia la realtà può essere un qualcosa di indigeribile. Una indigestione che la politica dell'apparenza deve perseguire. Così come a Gorizia continua a muoversi la macchina del volontariato. Variegato. Esistono diverse realtà. Diverse situazioni.  Da segnalare l'appello della comunità di volontariato indipendente L'…