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L'ANPI di Ronchi e della provincia di Gorizia in viaggio in alcuni luoghi della resistenza in Slovenia (foto)

Per il 70° anniversario della guerra di liberazione 1945 – 2015 l’A.N.P.I. Provinciale di Gorizia, in collaborazione con l'ANPI di Ronchi ha organizzato un viaggio socio culturale nei giorni 26 - 27 settembre 2015 in ricordo dei giovani partigiani dell'Isontino e non solo caduti nelle terre slovene. Si è trattata della trentunesima iniziativa organizzata dall'ANPI nelle località che ora verranno indicate e per questo 2015 l' itinerario storico è stato dedicato in memoria di Silvano Bacicchi, commissario di battaglione della brigata F.lli Fontanot, senatore della Repubblica Italiana, presidente onorario dell'A.N.P.I. Provinciale di Gorizia.  Ben 51 i partecipanti a questo importante e significativo viaggio, che ha visto come prima tappa la città di Ljubljana ed il pensiero è andato all'assedio della città come posto in essere dai fascisti, agli effetti delle oltre 200 pagine che illustravano la maledetta Circolare 3 C di Roatta che ha comportato rappresaglie, incendi di case e villaggi, esecuzioni sommarie, raccolta e uccisione di ostaggi, internamenti contro gli sloveni, gli antifascisti, i comunisti in particolar modo. Poi nella zona di Korinj in ricordo dei 33 partigiani italiani ed ovviamente di tutti quelli sloveni caduti contro il nazifascismo con la presenza delle guardie d'onore della Repubblica slovena innanzi al monumento progettato da un architetto di Monfalcone e che viene curato dalle locali comunità con grande amore e rispetto, così come accade per tutti i numerosissimi monumenti per la resistenza che ricordano i partigiani italiani ed ovviamente sloveni caduti nella guerra di liberazione contro il nazifascismo.



Emozionante è stato il ballo tradizionale effettuato dai bambini di una locale scuola, che si ripeterà anche Suhor dove è nata la Brigata Fontanot, così come importante è stata l'accoglienza come riservata da parte delle varie autorità locali e soprattutto delle comunità che ci aspettavano.




Non vi è stata una sola tappa che non abbia visto cibo, e vino essere offerto dalle persone del luogo. Sono stati portati in dono, dall'ANPI di Ronchi, anche dei regali ai bambini delle località visitate . Il senso della comunità, il senso della fratellanza, il senso della condivisione, che spesso nella presente epoca si perde nella retorica o peggio ancora nella demagogia, in questo viaggio in alcuni luoghi della resistenza è stato semplicemente concreto. È nella resistenza e con la resistenza che italiani e sloveni, dopo gli effetti nefasti del cancro fascista, hanno ritrovato l'unità e la fratellanza nel nome di una società antinazifascista, senza più guerre e governata dal popolo sovrano. Conservare la memoria storica è fondamentale, difenderla dai tentativi di revisionismo è altrettanto fondamentale così come si deve evitare che la memoria diventi sterile se non vuota, perché i monumenti che si visiteranno, le lapidi che si incontreranno, che ricordano centinaia di centinaia di partigiani caduti, rischiano di diventare colate di cemento o di bronzo senza più alcun senso. I valori di buona parte della resistenza non sono stati recepiti dall'attuale Unione Europea, che, ricordiamo, nacque originariamente come CEE, Comunità economica, conferendo valore assoluto alle merci, all'economia e non ai diritti umani,e non alla solidarietà, all'equa distribuzione delle ricchezze. Poi, dalla CEE derivò la CE per arrivare all'attuale UE, dove ancora ci sono muri, dove ancora ritornano i fascismi vecchi o nuovi, nazismi vecchi o nuovi, una UE in fase di tracollo. La resistenza ha voluto consegnare alle nuove generazioni, al prezzo della vita di giovani, di ventenni, che impreparati, da semplici civili, ma dagli ideali forti, hanno imbracciato le armi, hanno perso la vita, altri rischiato la vita, subito torture, vissuto situazioni dolorose, una società di giustizia, di pace, di uguaglianza, e non governata da pochi neanche eletti, che massacrano diritti sociali, annientano il diritto al lavoro e del lavoro,nel nome dell'esasperato profitto e capitalismo.  

Quando ci si è soffermati in alcuni luoghi, come a V. Korinj, oppure a  Dvor portando un mazzo di fiori ed un minuto di silenzio per i due partigiani di Fogliano lì caduti e per tutti i partigiani sloveni lì ricordati,
quando ci si è recati nei pressi di Birčna vas per salutare i 12 partigiani lì sepolti, ove anche si leggerà: " Italijanske brigade  Gregolet Bruno", 


quando ci si è soffermati al cimitero di Jurna Vas dove 27 sono i partigiani anonimi diversi i conosciuti di cui 5 della Fontanot l'emozione e la commozione è stata forte.
Ma il punto di maggior intensità, superando Metlika, gemellata con il Comune di Ronchi proprio per le lotte partigiane, ove dominano monumenti imponenti dedicati all'esercito popolare di liberazione della Jugoslavia e non solo, ove centinaia e centinaia sono i nomi dei partigiani caduti e ricordati e fermi nel tempo, è stato certamente nei pressi di Žužemberk.



In cima alla verde altura, dopo aver percorso la stretta via di Cviblej, sorge un monumento alto poco più 24 metri edificato nel 1961 e che viene curato da due persone, oggi anziane, di cui una ha visto la propria sorella essere torturata dai domobranci, i collaborazionisti fascisti.

59 Sono i caduti italiani di cui 32 indicati nelle lapidi 27 verranno aggiunti prossimamente e 1144 i nomi dei partigiani caduti riportati nelle lapidi, su oltre 2000 caduti partigiani nella zona circostante. Lì capisci cosa significa scarpe rotte e pur bisogna andar e leggendo gli oltre mille caduti partigiani contro il nazifascismo e vedendo come il mondo oggi avanza, comprendi quanto sia fondamentale collaborare e lavorare con le scuole e nelle scuole. L'ANPI che conta oltre 100mila iscritti ha raccolto il testimone, difendendo la nostra Costituzione, nata con quel sangue, con quel sacrificio della resistenza, l'unico modo per arrestare od evitare l'oblio, l'ignoranza, è coinvolgere le scuole, le nostre scuole in un percorso formativo ed attivo e didattico attraversando idealmente ma anche fisicamente i luoghi della resistenza, non solo perché quanto accaduto non possa più ripetersi, ma per costruire un mondo migliore che certamente non è quello che oggi noi viviamo ed i principi fondamentali della nostra Costituzione, spesso inattuati, sono anche l'espressione della resistenza e di quella unità, fratellanza, solidarietà che italiani e sloveni hanno ritrovato, dopo l'avvento di istanze reazionarie post-risorgimentali prima e del fascismo poi che hanno considerato, ad esempio, i nostri vicini di casa come schiavi, barbari o di una razza inferiore.

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