Passa ai contenuti principali

Il 3 ottobre Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione



Approvata alla Camera dei Deputati la scorsa primavera, la proposta di Legge che istituisce la giornata della memoria e dell'accoglienza è ancora ferma al Senato. Il 3 ottobre è stata scelta come data simbolica per ricordare la strage del 3 ottobre 2013, dove quasi 400 migranti hanno perso la vita. Il testo della Legge è semplice e prevede che la Repubblica riconosce il giorno 3 ottobre quale Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, di seguito denominata «Giornata nazionale», al fine di conservare e di rinnovare la memoria di quanti hanno perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro Paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria. La Giornata nazionale non determina gli effetti civili di cui alla legge 27 maggio 1949, n. 260. In occasione della Giornata nazionale sono organizzati in tutto il territorio nazionale cerimonie, iniziative e incontri al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica alla solidarietà civile nei confronti dei migranti, al rispetto della dignità umana e del valore della vita di ciascun individuo, all’integrazione e all’accoglienza. In occasione della Giornata nazionale le istituzioni della Repubblica, nell’ambito delle rispettive competenze, promuovono apposite iniziative, nelle scuole di ogni ordine e grado, anche in coordinamento con le associazioni e con gli organismi operanti nel settore, al fine di sensibilizzare e di formare i giovani sui temi dell’immigrazione e dell’accoglienza.  Certo, si deve essere consapevoli che l'ipocrisia è tanta, e questa andrà denunciata e contrastata. E' una Legge particolare, poiché istituisce il riconoscimento di una giornata, quale il 3 ottobre, per ricordare una delle tante stragi accadute nel Mediterraneo, stragi che non si arrestano, stragi che continuano, e la memoria si scontra con la realtà dell'intolleranza, dei fascismi crescenti. 
Ben venga questa giornata, soprattutto per il coinvolgimento fondamentale delle scuole,  anche se, come logica e buon senso vorrebbe, non andrebbe il ricordo e tutto ciò che vi è connesso limitato solo ai migranti e profughi che hanno perso la vita perché diretti verso l'Italia, ma diretti verso l'Europa, di cui l'Italia, nel bene o nel male è parte integrante anche se si fa fatica a vederlo.
Che non sia la solita passerella auto-celebrativa istituzionale, che non sia condita dalla solita retorica e demagogia, qui urgono risposte concrete, reali e rapide che sappiano dare una risposta alla richiesta di accoglienza, di solidarietà umana, senza alcuna strumentalizzazione politica, per fini elettorali o similari.
Pensando al Friuli Venezia Giulia, ed in particolar modo a Gorizia, città in questi mesi diventata simbolo di un scontro durissimo sulla questione accoglienza nei confronti dei profughi, è importante costruire, a prescindere dal fatto che questa giornata diventi Legge in tempo utile per il 3 ottobre 2015, una risposta partecipata e condivisa che possa cadere in tale giornata, che sia la giornata dell'accoglienza contro ogni razzismo, fascismo, intolleranza ed odio razziale e che Gorizia diventi il centro di gravità di una nuova società, di nuovo modello sociale, di solidarietà, d'integrazione. Gli odi e le intolleranze sussistenti faranno passare questa giornata come quella dei buonisti. Ma l'antirazzismo non è buonismo, nessun buonismo. E' una questione banale, semplice, di civiltà, di stato di diritto, di rispetto dei diritti umani. 

Commenti

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Quattro studentesse dell'Università di Padova in Egitto per una tesi. Era proprio indispensabile?

Circola in rete la notizia che  quattro ragazze Unipd vanno  “alla conquista” dell’Egitto, per lavorare alla loro tesi di laurea e frequentano il corso di Progettazione e gestione del turismo culturale, Dipartimento di Beni Culturali dell'Università di Padova. Si legge  con grande enfasi che  "La loro tesi si è concentrata sulla riprogettazione e sul riallestimento della Sala dei Cimeli nel Sacrario militare italiano. Il Sacrario è un edificio costruito per commemorare i caduti italiani durante le battaglie di El-Alamain, che si sono svolte nel 1942 durante la Seconda Guerra Mondiale."
Ora, non so se vi sono già state altre iniziative del genere da quando è stato assassinato Giulio Regeni, quello che so è che  il rettore dell'Università di Padova, Rosario Rizzuto, ha dedicato la giornata dell'inaugurazione del 794° anno accademico a Giulio Regeni con queste parole "Voglio inoltre ricordare in questa occasione con affetto e dolore Giulio Regeni, il g…

Quella sera a Ruda... e Giulio ci ha fatto conoscere il dolore degli altri

Una miscela di emozioni, di sentimenti. E' stato definito come il pellegrinaggio per la verità e giustizia per Giulio. Sempre costantemente in movimento Paola e Claudio ed ovunque vengono accolti, abbracciati, incontrano l'affetto dell'Italia vera, quella che non ha accettato e mai potrà accettare l'ignobile compromesso che ha portato al cambio di rotta repentino segnato dalla politica di Roma, mai tanto distante quanto ora dalla via della verità e giustizia per Giulio. La politica ha intrapreso la via della normalizzazione dei rapporti, neanche due anni son trascorsi. E son bastati per ritornare amici come prima se non più di prima. D'altronde, lo scrivono in tutte le lingue, Italia ed Egitto sono in rapporto amichevole da 2000 anni. Come a dire, vuoi che 2000 anni di storia vengano compromessi da Giulio?  Non da Giulio, ma da chi ne ha cagionato la morte, da chi ha determinato depistaggi, sviamenti, distrazioni, da chi ha cercato di auto-assolversi, passando in …

Quando venne soppressa la provincia di Gorizia perchè troppo slava e l'italianizzazione dei cognomi a Ronchi

Il libro il " fascismo di Confine" di Degrassi, pubblicato in collaborazione con il Comune di Ronchi, offre dei dati storici interessanti. Principalmente incentrato sulle vicende complessive del Confine Orientale e della Venezia Giulia, si addentra anche su come il fascismo ha condizionato e stravolto la vita soprattutto a Ronchi passata dalla provincia di Gorizia a quella di Trieste, a cui vi rimarrà fino al '47, per poi ritornare a quella di Gorizia successivamente fino all'attualità che la vede nell'UTI Carso Isonzo Adriatico.

Le elezioni del 1921 segnarono l'inizio della fine della provincia di Gorizia come determinatesi dopo la fine della grande guerra. In quel collegio vi erano 117 mila abitanti di lingua italiana, 193 mila di lingua slovena, pari al 60%, circa 4 mila di lingua tedesca e circa 5 mila di altre lingue . Dunque era una provincia a forte connotazione slovena. La batosta che verrà subita a livello elettorale dal primo blocco fascista, dove no…