Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Goriziani e Goriziane il 23 maggio scendete in piazza con noi contro i fascismi di ieri e di oggi



Siamo quasi a mille adesioni, e destinate ad andare oltre, ci saranno soggettività variegate, da sindacali a partitiche, da movimenti a semplici cittadini e cittadine. Italiani e sloveni ed anche austriaci, tutte e tutti uniti per una determinata ma pacifica e viva manifestazione che partirà dal luogo ove si è svolta la storica battaglia di Gorizia, attraverserà alcune vie della città, con un solo grido, no ai fascismi di ieri e di oggi, no alle celebrazioni della grande guerra, di quel maledetto massacro, che ha comportato anche la distruzione della splendida e contesa Gorizia. Non abbiate timore, non abbiate paura, quel giorno se Gorizia dovrà rifiutare qualcosa, sarà l'invasione di chi ha scelto di celebrare in questa città con un motto in pieno stile da tremendo ventennio, quale risorgi, combatti e vinci, la macelleria umana, "l'inutile strage" che è stata la prima guerra mondiale. Forse perché il prodotto principale di quella guerra è stato il fascismo? Gorizia, pur con mille difficoltà, è oggi una città che guarda al futuro, con un piede, senza più muri, puoi essere in Italia ed ora in Slovenia, ora a Gorizia ora a Nova Gorica, ed è questo il futuro che noi vogliamo, un mondo senza più muri e confini, un mondo di pace tra popoli, un mondo ove il dialogo ed i valori dell'antifascismo, valori fondanti la nostra Costituzione, siano da guida per tutte le generazioni. Non abbiate paura, non abbiate timore. Gorizia deve dare una risposta, democratica, pacifica ma determinata. Un ripudio netto ai fascismi, di ieri e di oggi. Ed è questo l'intento della manifestazione organizzata dall'Osservatorio regionale Antifascista del FVG insieme anche a diversi cittadini di Gorizia e della nostra amata regione e non solo. 
Il luogo del concentramento sarà nel piazzale della Stazione alle ore 15. 00 del 23 maggio. Partecipiamo tutte e tutti insieme per dire basta a quelle ignobili strumentalizzazioni di sofferenze e drammi disumani che hanno caratterizzato la prima guerra mondiale, partecipiamo tutte e tutti insieme per abbracciare l'amicizia tra popoli che oggi più che mai, con un ritorno becero di pericolosi esasperati e reazionari nazionalismi, è a rischio. Venite in piazza, percorriamo insieme le vie della città, per dire che Gorizia respinge i fascismi, respinge esaltazioni di macellerie umane, che Gorizia è e vuole essere la culla di amicizia tra i popoli, Né guerre, né fascismi né confini.

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