Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Goriziani e Goriziane il 23 maggio scendete in piazza con noi contro i fascismi di ieri e di oggi



Siamo quasi a mille adesioni, e destinate ad andare oltre, ci saranno soggettività variegate, da sindacali a partitiche, da movimenti a semplici cittadini e cittadine. Italiani e sloveni ed anche austriaci, tutte e tutti uniti per una determinata ma pacifica e viva manifestazione che partirà dal luogo ove si è svolta la storica battaglia di Gorizia, attraverserà alcune vie della città, con un solo grido, no ai fascismi di ieri e di oggi, no alle celebrazioni della grande guerra, di quel maledetto massacro, che ha comportato anche la distruzione della splendida e contesa Gorizia. Non abbiate timore, non abbiate paura, quel giorno se Gorizia dovrà rifiutare qualcosa, sarà l'invasione di chi ha scelto di celebrare in questa città con un motto in pieno stile da tremendo ventennio, quale risorgi, combatti e vinci, la macelleria umana, "l'inutile strage" che è stata la prima guerra mondiale. Forse perché il prodotto principale di quella guerra è stato il fascismo? Gorizia, pur con mille difficoltà, è oggi una città che guarda al futuro, con un piede, senza più muri, puoi essere in Italia ed ora in Slovenia, ora a Gorizia ora a Nova Gorica, ed è questo il futuro che noi vogliamo, un mondo senza più muri e confini, un mondo di pace tra popoli, un mondo ove il dialogo ed i valori dell'antifascismo, valori fondanti la nostra Costituzione, siano da guida per tutte le generazioni. Non abbiate paura, non abbiate timore. Gorizia deve dare una risposta, democratica, pacifica ma determinata. Un ripudio netto ai fascismi, di ieri e di oggi. Ed è questo l'intento della manifestazione organizzata dall'Osservatorio regionale Antifascista del FVG insieme anche a diversi cittadini di Gorizia e della nostra amata regione e non solo. 
Il luogo del concentramento sarà nel piazzale della Stazione alle ore 15. 00 del 23 maggio. Partecipiamo tutte e tutti insieme per dire basta a quelle ignobili strumentalizzazioni di sofferenze e drammi disumani che hanno caratterizzato la prima guerra mondiale, partecipiamo tutte e tutti insieme per abbracciare l'amicizia tra popoli che oggi più che mai, con un ritorno becero di pericolosi esasperati e reazionari nazionalismi, è a rischio. Venite in piazza, percorriamo insieme le vie della città, per dire che Gorizia respinge i fascismi, respinge esaltazioni di macellerie umane, che Gorizia è e vuole essere la culla di amicizia tra i popoli, Né guerre, né fascismi né confini.

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