Passa ai contenuti principali

Ancora sul 23 maggio di Gorizia transennati i contenuti della manifestazione

Il Piccolo di Gorizia, on line, riporta questa notizia: "A seguito di accertamenti, la Polizia ha identificato e denunciato in stato di libertà uno dei manifestanti dell'osservatorio antifascista resosi responsabile del lancio di una transenna metallica contro le forze dell'ordine, che precedentemente aveva divelto dalla barriera posizionata lungo via Duca d'Aosta nel corso della manifestazione svoltasi sabato 23 maggio in contemporanea a quella di CasaPound e alla presenza di Roberto Saviano a èStoria". Premetto che quello che ora scrivo, così buona parte delle cose che scrivo, è a titolo personale, ma zitto non posso stare.  
Di  questo gesto, apprendo il tutto solo ora. Eppure ero lì insieme a tante e tanti e mi domando come sia possibile che una cosa del genere sia sfuggita ai più. Dopo il 23 maggio sono emerse onde oceaniche di polemiche, su questioni prevalentemente politiche, dimissioni o non dimissioni dell'Assessore Romano? E poi ecco il caso concerto Casapound a Monfalcone, e poi chissà quante cose ancora.  Di tutto si è parlato, tranne che della cosa più importante, forse quella più scottante per parte della Gorizia nazionalista. 
I contenuti della manifestazione del 23 maggio come indetta dall'osservatorio regionale antifascista. Questa è stata ricca di contenuti contro la guerra, contro il fascismo, sono state lette tantissime testimonianze, che riguardavano professori universitari che hanno perso il lavoro perché si sono rifiutati di iscriversi al partito fascista, alle vicende che hanno riguardato i disertori della grande macelleria umana, alle violenze subite da sloveni a Gorizia, ai 650 mila morti italiani e 650 mila morti per mano italiana, (soldati austriaci uccisi sul fronte "italiano"), al milione ed oltre di feriti, al ruolo delle donne, alle vicende che hanno dovuto affrontare i deportati politici e non solo ecc. Per non parlare della presenza di tanti italiani, sloveni, goriziani/e uniti/e tutti/e dall'antifascismo ed antimilitarismo. Gorizia ha mostrato un volto fiero, sorridente e determinato contro la celebrazione della prima guerra mondiale e contro il fascismo di ieri e di oggi, contro ogni nazionalismo, irredentismo, e per la solidarietà, pace tra popoli in una città che pur non avendo più confini materiali è viva di confini immateriali, anche oggi. Vedi, per esempio, la questione profughi.  Nell'attesa di comprendere e capire cosa è realmente accaduto, trattasi di gesto isolato. L'Osservatorio aveva detto e scritto e comunicato che la manifestazione sarebbe stata pacifica? E pacifica è stata, così come anche partecipata e comunicativa. Non sarà dunque un gesto isolato di cui si apprende solo ora l'accadimento,ed andrà compreso cosa è realmente accaduto, a demolire il lavoro che è stato, con fatica, posto in essere, e che porteremo avanti soprattutto a Gorizia oltre che nella nostra difficile regione. La manifestazione è stata sì indetta dall'Osservatorio ma è il caso di ricordare che hanno aderito una moltitudine di realtà ed individualità. Diverse bandiere di diversi partiti, vi erano anche sindacati, sia di base che non, vi erano delegazioni di varie realtà associative e non, italiane e non e tanti e tante cittadini e cittadine di Gorizia, in prima fila. Certamente sono stati transennati i contenuti di una manifestazione importante per una città come Gorizia. E' di questo che si deve parlare, è su questo che si deve riflettere, sul fatto che Gorizia non è una città fascista, nazionalista e chiusa, come molti la vorrebbero, è una città che cerca di andare oltre sentimenti ottocenteschi che solo male hanno fatto alla sua gente ed a quella che è stata con violenza scacciata perché non italiana. Questo volto di Gorizia, lo vogliamo mostrare? O dobbiamo nasconderlo? O dobbiamo eluderlo dedicando solamente attenzione a questioni politiche, singoli atti o gesti, che non smuoveranno di una virgola lo stato delle cose? Stato delle cose superato dalla storia, superato da generazioni di oggi che non vogliono, con consapevolezza, più sentir parlare di madre patria, nazionalismi, confini, guerre e fascismi? 

Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Togliatti: "tutte le campagne circa le persecuzioni degli italiani in Jugoslavia sono calunnie e menzogne"

Togliatti nella prima pagina dell'Unità del 7 novembre 1946, racconta il suo viaggio a Belgrado e l'incontro con il Maresciallo Tito. "Il Maresciallo Tito mi ha dichiarato di essere disposto a consentire che Trieste appartenga all'Italia, cioè sia sotto la Sovranità della Repubblica italiana qualora l'Italia consenta di lasciare Gorizia alla Jugoslavia, città che anche secondo i dati del nostro ministero degli esteri è in prevalenza slava. La sola condizione che il Maresciallo Tito pone è che Trieste riceva in seno alla Repubblica italiana uno statuto autonomo effettivamente democratico che permetta ai triestini di governare la loro città ed il loro territorio secondo principi democratici". Alla domanda, cosa pensava di questa proposta, Togliatti, rispose: io penso che è ora di smetterla di servirsi della questione triestina per seminare discordia tra due popoli i quali sono entrambi popoli di lavoratori che debbono collaborare nel modo più stretto allo scop…

Il concerto di Trieste per la sofferenza degli innocenti ed il discorso assurdo di Arguello al Family Day

Domenica 25 giugno, alle ore 20.30, piazza Unità d’Italia, ospiterà il concerto “La sofferenza degli innocenti”, organizzato da Diocesi, Comunità Ebraica e il Comune di Trieste. Si legge che "composta da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, l'opera sinfonico-catechetica presenta la sofferenza di una madre ebrea, Maria di Nazareth, che vede uccidere suo figlio, una sofferenza inaudita che le attraversa l'anima, una spada, un dolore assimilato a quello di ogni madre davanti alla morte dei propri figli, vittime innocenti in tanti campi di concentramento come Auschwitz, Majdanek, Mauthausen, Treblinka, Trieste." Tutti coloro che parteciperanno a quel concerto dovrebbero avere ben ferme nella mente le parole assurde pronunciate da Argüello nel suo discorso, al Family day del 2015 a Roma,  tra le altre cose applaudito, con uno striscione enorme alle spalle con scritto "stop gender nelle scuole". Una riflessione che nasce sul femminicidio e da un…