Monfalcone, la toponomastica racconta l'identità politica di una città da sempre moderata ma nelle scuole prevale l'intitolazione militare

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  Se si vanno a guardare dal 1948 ad oggi le volontà democratiche del popolo monfalconese alle urne, si sono affermati ben otto sindaci democristiani, cinque sindaci socialisti sino al 1993, tre sindaci seppur con mandati rinnovati di centrosinistra,  dal 1993 al 2016 e dal 2016 amministra la destra radicale. Una città fondamentalmente di spirito centrista, moderato, moderazione che la si intravede anche nella storia della toponomastica e odonomastica cittadina. Perchè a volte i nomi dei luoghi, delle vie, delle strade e delle piazze, parlano meglio di qualsiasi altro atto e gesto politico. Fotografano ciò che è stato ma che non è detto che continuerà ad essere, perchè oggi riuscire a cambiare i nomi delle vie, nel bene o nel male, dipende dai punti di vista, è decisamente più complicato rispetto al passato che rischia pertanto di essere indelebile e rappresentare un mondo, una società che non esiste più con tutte le contraddizioni del caso. Su circa 300 vie esis...

Il Partigiano Ignoto di Ronchi

Quando si pensa all'ignoto, scorrono visioni sul nulla, sul vuoto, sull'infinito, sulla indeterminatezza. Eppure, a volte, all'ignoto corrisponde la vita, un respiro, un battito di cuore, una vita spezzata e smarrita sotto le ali della terra, cenere sparsa oltre ogni orizzonte, senza volontà, e poi, ancora, l'ignoto. Ignoto è il milite, e centinaia di migliaia di militi. Senza nome,cognome,età. Altri, hanno un nome, un cognome e la data di morte. Anche loro, senza età. Perché riportar la data di nascita significa ricordare alle generazioni che verranno, che gioventù bruciata dal fuoco amico o nemico vi è stata. Fuoco per conquistare al grido Avanti Savoia, Avanti Italia, piccoli fazzoletti di terra. Uomini senza età. In un presente semplicemente assente.
E'così, ahimè.
Altri ancora, una sola iniziale, la G, come al terribile sacrario di Redipuglia. Una G e tanti puntini. E' bastata una G per non chiamarti più ignoto. Anche se di te non conosciamo l'età, nulla. Una G e non sei più ignoto per quella Italia, Medea senza strazio.

Ma non solo militi ignoti vi sono.
Anche il partigiano ignoto, esiste.
E per l'Italia sono tanti.
A Ronchi, presso il cimitero, leggendo i morti per la nostra libertà, domina, prima di tutti, un nome, o meglio, Partigiano Ignoto.
Forse soldato che dopo quel mercoledì del settembre del '43, deciderà di non consegnare le armi, ma di lottare con le brigate partigiane nostrane. Uomini e donne, tute blu e sognatori, comunisti e non, italiani e sloveni,sacrificheranno la loro vita, per la nostra.
Non li chiamerò eroi, non abbiamo bisogno di eroi.
Ma di esempi sì.
Tu, Partigiano Ignoto, scarpe rotte, per andare a conquistare la rossa primavera, tu Partigiano Ignoto, per quanto ignoto, sei accompagnato dai tuoi compagni e dalle tue compagne di lotta, non sei solo, anche se  per noi senza nome, senza cognome, senza età, ma pur sempre un nostro Partigiano.

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