Nel 2026, 80 anni dalla strage di Vergarolla, come per la strategia della tensione, senza verità, anche se non si era più in Italia

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  Ancora oggi non c'è una lapide istituzionale che ricordi a dovere le vittime della strage di Vergarolla di cui non si conosce il numero esatto dei morti, 64 furono  le vittime identificate. Quanto accaduto il 18 agosto del 1946 ha lasciato il segno indelebile nella storia delle complesse vicende del confine orientale spesso strumentalizzate per revisionismi storici, nazionalismi nostalgici, che nulla c'entrano con la verità e la giustizia negata alle vittime di quel fatto drammatico. Come accaduto durante lo stragismo neofascista durante la strategia della tensione, praticamente non vi è stata alcuna verità, nessuna inchiesta degna di nota. Solo supposizioni, teorie, ipotesi, spesso istanze degne di ultras più che di seguaci della verità. Quel fatto tragico è stato chiaramente utilizzato dalla retorica revisionista per le proprie battaglie ideologiche anticomuniste e contro la Jugoslavia comunista di Tito. Quando accadde quel fatto, Pola, era una zona enclave all'interno ...

Expo2015,un pensiero very bello,viva la figuraccia internazionale

Ci sono atti che valgono tanto, tanto soprattutto quando ad essere attaccato è il giorno che rappresenta la conquista di diritti laicamente sacrosanti per i lavoratori, diritti oggi giorno sempre più storti a causa delle continue bastonate pervenute dal sistema dominante. Nonostante tutto la parola chiave di disordine è resistere. Non è la prima volta che l'EXPO inizia il 1 maggio, così è stato ad esempio a Torino nel 1961, a Knoxville nel 1982,in Cina nel 2010 ed ora Milano nel 2015. Non verranno tollerate iniziative di protesta, azioni di lotta, azioni di contrasto perché l'Italia non si può mica permettere una figuraccia colossale. Già, come se nel Bel Paese tutto funzionasse ai massimi regimi della decenza. 
l'Italia è la terra delle mafie, della corruzione,delle speculazioni, del clientelismo, è la terra piegata al Vaticano, è la terra della non accoglienza, è la terra che mai si è assunta responsabilità per crimini contro l'umanità, mai carnefice, sempre vittima, eppure il 1 maggio figuracce internazionali non devono accadere.
Ridere o piangere?
Scioperi? 
Verrai precettato.
Pretendi diritti?
Verrai licenziato.
Ed in tutto ciò anche molti di coloro che dovrebbero battersi contro questa merdaccia di situazione cosa decidono di fare? Protocolli per salvaguardare il buon nome di un Paese fallito. Viva la pizza, viva l'apparenza, viva la bella vita e con un buon digestivo questa continua. Il primo maggio del 1924 Picelli, per protestare contro l'abolizione da parte del fascismo del 1 maggio, issò sul balcone del Parlamento una bandiera rossa. 15 minuti di resistenza, 15 minuti passati alla storia, 15 minuti di lotta e dignità contro il regime e contro chi violenta i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici ed il 1 maggio.
A prescindere da tutto ciò che è l'EXPO, fiumi di ottime osservazioni, fiumi di documenti, di critica sono stati sollevati, già il fatto che inizia il 1 maggio con tutte le conseguenze del caso è una grande schifezza. Però un pensiero very bello lo coltivo, pensando anche a Picelli uno sciopero generale per una colossale figuraccia internazionale per questo Paese, ed allora sì che sarà tutto più very bello. Perché se difendere i diritti dei lavoratori, difendere il 1 maggio, lottare contro la speculazione, significa porre in essere una figuraccia per l'Italia,allora, ben venga questa!


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