Passa ai contenuti principali

Dopo il caso di Trieste ora tocca a Monfalcone, una targa per la falsa liberazione

Che il 25 aprile sia letteralmente sotto attacco è un dato di fatto ben noto, che vi siano intenti e provocazioni finalizzate a dividere è altrettanto noto, che si voglia strumentalizzare la storia per sostenere operazioni di revisionismo storico è più che evidente, che qualcuno voglia forse la restaurazione, visti i tempi che viviamo, non deve sorprendere, sorprendere deve invece l'indifferenza a tutto ciò.
Nel goriziano, ultimamente, si realizza un mero accanimento in tal senso. Penso all'ennesima ricorrenza che ha visto nostalgici della X mas, che hanno combattuto con forze naziste, ricevere tutti gli onori, siano essi civili che non, si celebrano podestà che hanno operato sotto il fascismo, si vogliono dedicare piazze o vie a personaggi che hanno avuto un ruolo di primo piano nelle violenze fasciste. A tutto ciò seguendo il revisionismo storico che alcuni hanno proposto a Trieste e comunque immediatamente rispedito al mittente, a Monfalcone d'incanto e con la tipica retorica nazionalistica si propone di realizzare una targa per ricordare la fine dell'occupazione “titina”ergo la vera liberazione di Monfalcone. Alcune brevi e sintetiche premesse storiche.
Monfalcone, così come Trieste, felicemente faceva parte dell'Impero Austro Ungarico. Impero che in via scellerata volendo punire una intera comunità, quella serba, per il noto attentato di Sarajevo, determina la prima guerra mondiale. Il Regno d'Italia decide di frantumare l'alleanza, manda al macello più di 500 mila soldati, guidati da criminali, mai puniti anzi onorati, ed occupa terre appartenute all'Impero caduto. Nel mentre di tutto ciò, un giorno non qualunque, D'Annunzio con un gruppo organizzato di militari e volontari, parte da Ronchi per occupare una città straniera, Fiume. Primo atto di militarismo, di grave eversione, dopo la grande macelleria umana, primo atto che fungerà da legame tra l'irredentismo reazionario ed il fascismo che arriverà da lì a breve. Atto che vede a Monfalcone l'esistenza del noto monumento, sostenuto dal sindaco di quel tempo appartenente a Gladio e progettato da un noto architetto fondatore del sindacato fascista degli architetti. Dunque vi è stata una cosa, durata vent'anni, che si chiama fascismo, che qualcuno forse dimentica  che vedrà molti legionari di primo livello svolgere un ruolo determinante ed esercitare la sua massima brutalità proprio nel confine orientale colpendo in particolar modo sloveni, serbi, croati, spazzando via identità secolari radicate da lungo tempo in queste terre. Processi che diventeranno ancora più brutali con il nazifascismo e l'occupazione della Jugoslavia. Ci sarà poi la resistenza, e non guerra civile, perché si è contrastato un regime, perché si è morti per la libertà e per una idea diversa di società, seguendo le orme della resistenza Jugoslava a Selz si formerà la brigata proletaria, uomini e donne che lotteranno per la nostra libertà ad un prezzo elevatissimo. Sino ad arrivare al 1° maggio del '45 quando i partigiani Jugoslavi con una operazione congiunta con i partigiani italiani, libereranno Monfalcone, ed a Trieste i partigiani Jugoslavi  saranno i primi ad entrare, ad esempio, nella Risiera di San Saba liberando de facto la città dall'occupazione nazista. 
42 soli saranno i giorni di amministrazione provvisoria con l'affermazione del comitato esecutivo italo-sloveno, poi subentreranno le altre truppe alleate che a Trieste rimarranno sino al '54 ed a Monfalcone sino al '47. Intanto sotto la reggenza delle truppe anglo americane si realizzeranno più di 500 giornate di violenza, tollerate, sostenute e non contrastate, di matrice fascista contro antifascisti, comunisti, anarchici e sloveni.  Dal tipico lancio di bombe, a morti, a feriti, ad intimidazioni, a liste di proscrizione. Ma tutto questo non deve essere ricordato. Quello che deve essere ricordato, invocando sempre le solite storie e facendo  poi con tutto il fieno un solo demagogico covone, mescolando fatti ed eventi diversi con il tipico vittimismo, con il tipico ragionamento mistico e passionario religioso e senza mai avere colpa o responsabilità alcuna è che i liberatori, quale i partigiani Jugoslavi, devono divenire gli occupanti e tutti gli altri i liberatori nel nome di quella italianità abusata . 
Eppure forse si dimentica che la Jugoslavia aveva vinto la seconda guerra mondiale ed aveva, in ogni caso, tutti i diritti e le ragioni per eccepire  legittime pretese su Trieste, Gorizia, Ronchi e Monfalcone, ad esempio. Si voleva allora realizzare un grande Stato socialista, ma questo non doveva essere permesso, nonostante le grandi manifestazioni a sostegno della Jugoslavia. 

Commenti

Post popolari in questo blog

FuoriRoma ed il caso Monfalcone sul servizio pubblico nazionale,un ceffone alla sinistra

Finalmente il caso Monfalcone è approdato sul servizio pubblico nazionale. Su Rai Tre, nel programma di Concita De Gregorio Fuori Roma . Da quando ha vinto le elezioni il Sindaco della Lega Nord, passata alla storia come il "Sindaco con le palle", diversi programmi si sono occupati del perchè della Caporetto della "sinistra" a Monfalcone, ma mancava il servizio pubblico. 47 minuti di programma, che hanno ben illustrato le motivazioni, hanno ben spiegato la situazione sociale sussistente a Monfalcone, città dei cantieri, nel senso, come è già stato detto più volte, che appartiene ai cantieri navali, alla Fincantieri. Perchè, nel bene o nel male ne ha subito le politiche a partire da quelle immigratorie e della delocalizzazione al contrario sul lavoro attingendo manodopera da certi e noti Paesi perchè le leggi del mercato lo consentono, la normativa europea ed italiana lo consentono ed i riflessi sono stati ingestibili, dove nessuno ne è uscito vincitore ma tutti sco…

Da quando Trump ha iniziato a giocare alla guerra è diventato un "bravo ragazzo" con i media prostituiti alla guerra

Nazista, dittatore, fascista, pazzo, non è l'America. Votato da milioni di Americani, anche se non dalla maggioranza. Doveva impostare una politica in stile isolazionista. Doveva mettere in discussione la Nato, obsoleta. Doveva tante cose. Ma da quando ha iniziato a prendere i primi schiaffi, uno su tutti, il blocco della controriforma sanitaria, qualcosa è mutato. Arrivano finanziamenti pesanti per l'esercito. Ed iniziano a cambiare i rapporti internazionali. La Russia è ora se non un nemico poco ci manca, la Cina, che prima era il nemico numero uno, ora è diventata alleata pro tempore. Ma la cosa che più impressiona è da un lato il silenzio di tutti i grandi democratici da quando ha iniziato a mostrare i muscoli militari, ad attuare azioni che ben avrebbe adottato la Clinton, ed infatti non è un caso il silenzio che ad oggi arriva proprio da quel gruppo politico, almeno qui in Europa. Dalla buffonata della madre di tutte le bombe, che ha ucciso comunque, alla questione cont…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …