Passa ai contenuti principali

Se criticare #Magazzino 18 comporta una infinità di oscenità ed insulti

















"Canea comunista, squallidi individui, esseri disgustosi accettabili solo da Satana, imbecilli, cialtroni autorevoli, scemi, irrecuperabili stalinisti, pidocchi" per arrivare all'immancabile qualificazione di "negazionisti e giustificazionisti".
Questi sono solo alcuni degli insulti ricevuti pubblicamente ed in rete e diretti a chi il 3 novembre al Knulp di Trieste relazionerà in modo critico su Magazzino 18. Da parte mia, visto che sarò anche io uno dei relatori dell'iniziativa del 3 novembre, voglio, per ora, replicare solo in questo modo, in merito alla vicende complesse ma chiare del Confine Orientale, i reali negazionisti sono tutti quelli che negano e censurano e occultano e minimizzano le responsabilità del nazionalismo ed irredentismo reazionario italiano, nonché, ovviamente, del fascismo. E' anche curioso, leggere che l'iniziativa del 3 novembre avrà come risposta le sei mila presenze del Rossetti, come scaglionate dal 6 al 9 novembre con l'inciso ultimi posti disponibili. 

La critica, che non è polemica, certamente non ha alcuna intenzione di essere canale pubblicitario di quello spettacolo e conseguentemente la stessa non deve essere strumentalizzata per altri fini. In Italia quando si cerca di far trapelare la verità, quella verità che ha come scopo quello di fare emergere le responsabilità del sistema Italia, si viene liquidati od in anti-italiani od in negazionisti, nella migliore delle ipotesi. Nulla di più fuorviante e calunnioso e falso. Il miglior modo di restituire dignità a questo Paese è quello di battersi perché l'Italia possa ammettere e riconoscere tutte le proprie responsabilità e conseguentemente chiedere spontaneamente scusa, scusa per tutte quelle violenze brutali, razziste meschine che ha volutamente cagionato e continua a cagionare, tramite la mistificazione, la menzogna e la censura, nei confronti di comunità, la cui unica colpa era solamente quella di essere non di sangue “puro “italiano o di non parlare italiano o credere in una idea od ideologia diversa ed opposta rispetto a quella dominante. Se non si parte da ciò, tutto il resto è solo vuoto, un vuoto sterile ma pericoloso, perché è un vuoto che attraverso miti, leggende, proclami religiosi e passionari, martiri e vittimismi, determinerà un dogma che sarà il dogma, il dogma dell'Italia perennemente vittima e mai responsabile, quando in realtà la causa principale di tutti i mali che si sono manifestati con crudeltà unica nel confine orientale, ha una origine certa, chiara, precisa e concisa, quell'origine che non deve emergere ma rimanere nascosta nel silenzio dell'omertà. Il miglior modo di essere “italiani” è proprio questo, responsabilizzare l'Italia, condannando senza giustificazione e comprensione alcuna tutti i macchinosi processi che volutamente ha governato per deslavizzare ma anche decomunistizzare ecc intere regioni, città e comunità, perché un solo credo doveva esistere, quello dell'Italia, Italia madre dell'unica civiltà da imporre, dell'unica lingua da parlare e conoscere, dell'unica autorità da riconoscere come sovrana.



Commenti

Post popolari in questo blog

Koper o Capodistria?Fiume o Rijeka?Merna o Miren?Londra o London? Trieste e Trst?

Esistono diversi processi di italianizzazione, i più noti sono quelli figli dell'abitudine, figli di quel modo di fare che hanno trasformato London in Londra, Berlin in Berlino, Barcelona in Barcellona, Marseille in Marsiglia ecc. Si dirà che è semplice traduzione. Fattore tipico di tutte le lingue. Poi vi sono luoghi che sono stati soggetti all'italianizzazione forzata tramite la nota opera nazionalfascista e di esempi ve ne sono a bizzeffe, se ne perde il conto, sia in Italia che in Slovenia che in Croazia che ovunque l'Italia abbia operato in tal modo.
Ad esempio Redipuglia  ha storpiato lo sloveno Sredipolje. In altri casi si utilizza l'italianizzazione per rispetto anche della comunità italiana che vi abita, non chiamare quei luoghi con il loro nome italiano significherebbe negare l'esistenza della comunità italiana, almeno per gli italiani autoctoni del luogo è così, pensiamo Capodistria il cui nome in sloveno è Koper, o Rijeka diventata Fiume. Italianizzazi…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Nella Gradoaustronostalgia i commercianti dicono no ai richiedenti asilo a rischio l'immagine. Pazzesco

L'immagine è tutto. Niente immagine, niente business. La partita a ping pong si gioca tra Grado e le sue frazioni, con la Prefettura che svolge il ruolo di osservatore, ma prima o poi dovrà fischiare la fine di questa partita ed una decisione andrà presa. Se a Fossalon si è assistito a di tutto e di più, dalla deprimente marcia dei trattori, fumosissima visto che non ci sarà, a pensieri figli di una visione distorta del mondo, come se chi voleva ospitare 18 richiedenti asilo si apprestasse a dare accoglienza a 18 criminali incalliti, a Grado si assiste alla reazione di chi ha voce e peso economico importante. Il mondo del commercio. Sul Piccolo del 15 ottobre si apprende che  «Ormai da qualche settimana - ha spiegato il responsabile locale di Confcommercio, Fumolo - si parla dell'ipotesi di ospitalità ad un gruppo di migranti anche da parte del Comune di Grado e la nostra associazione di categoria esprime preoccupazione per le ripercussioni negative che questa azione potr…