Passa ai contenuti principali

Il crocifisso nelle scuole "è una benemerenza del fascismo”.Correva il ventennio


Nella Seduta del 17 dicembre 1924 si affrontava, alla Camera, la discussione del disegno di legge: "Stato di previsione della spesa del Ministero dell'istruzione pubblica per l'esercizio finanziario dal «luglio 1924 al 30 giugno 1925". Prenderà la parola il Deputato Leonardi il quale ricorderà che “Aver ricollocato il Crocifisso nelle aule scolastiche, aver incluso nei programmi delle scuole elementi di insegnamento catechistico, aver definito con un colpo netto le varie questioni dell'insegnamento religioso, per cui in Italia erano corsi fiumi di inchiostro e di parole in un cinquantennio di discussioni bizantine nel Parlamento nella stampa, nei giornali, nei Consigli comunali è una benemerenza del Governo fascista che non si può cancellare. Ed è quella che meno di ogni altra benemerenza gli perdona l'odio settario, che forse proprio per questo motivo, all'interno e all'estero, ed all'interno per conto dell'estero, organizza tutta le avversioni contro di esso ! (Approvazioni). Onorando nelle scuole italiane la religione e la tradizione cattolica, il Governo fascista ha compiuto un alto dovere nazionale, ha obbedito ad una finalità nazionale, se bene rammentiamo la massima di G. Battista Vico che « Nazione di atei o di casisti o di fatisti al mondo fu mai »”. 

Trascorre qualche anno e nella seduta del 29 maggio 1929 prenderà la parola MACARINI-CARMIGNANI: “il Fascismo è veramente benemerito della religione; il Fascismo appena divenuto Governo riportò il Crocifisso nelle scuole, ed è partendo da questo primo atto che siamo poi arrivati alla Conciliazione; perchè la Conciliazione si era già prima compiuta nello spirito in quanto il Fascismo aveva tradotto in varie leggi dello Stato quelli che sono i precetti fondamentali della religione cattolica. Ma accanto a questo primo atto io vorrei che si aggiungesse una cosa: che si desse ora ai giovani la perfetta cognizione del Cristo. Io non intendo che in ogni scuola si debba impartire un insegnamento teologico, ciò che sarebbe assurdo, e neppure che la scuola invada quel campo che è esclusivamente riservato alla Chiesa; ma penso che se vogliamo formare veramente una classe dirigente nuova, con finalità nuove, se vogliamo veramente risolvere tutti i vasti problemi che si affacciano alla cultura nazionale, è indispensabile che si dia a coloro che saranno i professionisti di domani, che guideranno domani la vita intellettuale della Nazione, una conoscenza esatta del problema religioso almeno dal punto di vista storico”. 

Cosa è cambiato dal ventennio fascista ad oggi in tal senso? Che chi si è azzardato a pretendere di operare in un luogo di lavoro pubblico nell'Italia del 2014, senza simboli religiosi, protestando contro la continua ingerenza di una Chiesa nelle cose interne dello Stato italiano, rivendicando diritti giusti contro l'omotransfobia, è stato investito da scomuniche, insulti, offese ed invitato a confessarsi o pregare nella migliore delle ipotesi.
Certamente non sono mancate prese nette di posizioni di solidarietà, di sostegno, ma leggere ancora oggi concetti che erano tipici nel ventennio fascista, non può certamente lasciare indifferenti,no.
D'altronde di cosa stupirsi visto e rilevato che ci troviamo a discutere di una disposizione normativa partorita proprio dal regime fascista ed ancora sussistente, quale quella che riguarda la presenza del crocifisso a scuola? 
#iostocondavidezotti


Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Togliatti: "tutte le campagne circa le persecuzioni degli italiani in Jugoslavia sono calunnie e menzogne"

Togliatti nella prima pagina dell'Unità del 7 novembre 1946, racconta il suo viaggio a Belgrado e l'incontro con il Maresciallo Tito. "Il Maresciallo Tito mi ha dichiarato di essere disposto a consentire che Trieste appartenga all'Italia, cioè sia sotto la Sovranità della Repubblica italiana qualora l'Italia consenta di lasciare Gorizia alla Jugoslavia, città che anche secondo i dati del nostro ministero degli esteri è in prevalenza slava. La sola condizione che il Maresciallo Tito pone è che Trieste riceva in seno alla Repubblica italiana uno statuto autonomo effettivamente democratico che permetta ai triestini di governare la loro città ed il loro territorio secondo principi democratici". Alla domanda, cosa pensava di questa proposta, Togliatti, rispose: io penso che è ora di smetterla di servirsi della questione triestina per seminare discordia tra due popoli i quali sono entrambi popoli di lavoratori che debbono collaborare nel modo più stretto allo scop…

Il concerto di Trieste per la sofferenza degli innocenti ed il discorso assurdo di Arguello al Family Day

Domenica 25 giugno, alle ore 20.30, piazza Unità d’Italia, ospiterà il concerto “La sofferenza degli innocenti”, organizzato da Diocesi, Comunità Ebraica e il Comune di Trieste. Si legge che "composta da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, l'opera sinfonico-catechetica presenta la sofferenza di una madre ebrea, Maria di Nazareth, che vede uccidere suo figlio, una sofferenza inaudita che le attraversa l'anima, una spada, un dolore assimilato a quello di ogni madre davanti alla morte dei propri figli, vittime innocenti in tanti campi di concentramento come Auschwitz, Majdanek, Mauthausen, Treblinka, Trieste." Tutti coloro che parteciperanno a quel concerto dovrebbero avere ben ferme nella mente le parole assurde pronunciate da Argüello nel suo discorso, al Family day del 2015 a Roma,  tra le altre cose applaudito, con uno striscione enorme alle spalle con scritto "stop gender nelle scuole". Una riflessione che nasce sul femminicidio e da un…