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L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

Dopo #JesuisCharlie ora sarà #JesuisCarpi?

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Ogni volta che nel mondo del calcio, per ragioni governate da sentimenti o risentimenti politici, viene fuori una porcata che evidenzia lo stato della non arte di questo mondo, dagli abissi dell'ipocrisia italiana emerge tutta la falsità perbenista della nostra società. Un calcio dove un calciatore non festeggia il goal perché così ha concordato con il suo procuratore per contrattare il rinnovo contrattuale, un calcio ove si massacrano gli arbitri diventati alibi del proprio fallimento agonistico, un calcio ove una linea di prospettiva, vista dalla prospettiva diversa, diventa pretesto d'interesse di parte per i milionari diritti TV, un calcio ove contano solo i soldi od il gossip di cosa stupirsi dell'ennesima schifezza di questo febbraio 2015? Una telefonata privata resa pubblica ove tra le altre cose è emerso che la presenza del Carpi in serie A sarebbe in sostanza una rovina per la serie A. Ma in fondo, con tutto il rispetto del Carpi, per come funziona questo calci...

#Calcio: Piazza Affari aveva premiato la Roma ma dopo la sconfitta il titolo perde quotazioni, quale libertà nel calcio?

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Tra allibratori e borsa il calcio moderno è andato veramente oltre ogni limite. Business, affari, scommesse, proiezioni, quotazioni quale libertà nel calcio?  Piazza Affari alla vigilia di Juventus Roma aveva premiato la Roma, società che per la borsa, per continuare ad esercitare quello che si chiama trend positivo, deve ottenere ottime performance nel Campionato ma anche nella Champions League e nel prossimo mercato di gennaio. Dunque non è consentito sbagliare.Pena?Milioni di euro andati in fumo.  Basta una partita di calcio caratterizzata da qualche errore arbitrale, o di qualche giocatore per scatenare un putiferio che va oltre la dinamica sportiva, comprensibile e normale.  Ora si ricorre al ricatto della quotazione in borsa, dei danni economici maturati da chi scommetteva sulla vittoria della Roma invece che su quella della Juventus. Tutto ciò è inaccettabile  perché  trasforma letteralmente il calcio non più in un mero evento sportivo ...

Calcio: chi vincerà lo scudetto? Avranno ragione gli allibratori del calcio o ci saranno sorprese?

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Mancano ancora diversi giorni per la chiusura del calciomercato, ma il grosso è già delineato. Nel  settore  del  calcio-scommesse , la Juventus è data come favorita, si va da 1,9 per la Juve campione d'Italia al massimo di 2,4, segue, al secondo posto, la Roma da 3 a 3,5, al terzo posto si colloca il Napoli,da 5 a 5,4, al quarto posto l'Inter da 9,5 a 17, al quinto posto il Milan da 13 a 20 , al sesto la Fiorentina da 15 a 17 al settimo la Lazio 81 a 151 e chiude all'ottavo posto il Parma. Sarà questa la classifica finale del campionato italiano?  Se così sarà, si registrerà un grosso fallimento per le milanesi, che aspirano, nel mondo dei migliori sogni, ad oggi sogni illusori, di giocare la finale di Champions League 2016 nella propria città, a Milano. 

Ho perso la fiducia nel Calcio.

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Il Calcio. Quanti ricordi della mia infanzia. Quanti ricordi vissuti e condivisi nel corso di un tempo che risucchia ogni emozione ogni passione, ogni giustificazione e comprensione. Da piccolo trascorrevo il tempo a giocare a Calcio con i miei amici. Sull'asfalto, un pallone sempre bucato dalle spine delle rose, o che si perdeva in qualche balcone. A volte ti facevi male, cadere sull'asfalto era doloroso, però provavi anche soddisfazione. Sì, perché organizzare le partite con gli amici, emulare campioni e campionati, era un sano divertimento. Chi vinceva brindava con un succo di frutta ed un pane condito con olio e zucchero dalla nonna. Ricordo mio nonno, che invalido di guerra, trascorreva il suo tempo ad osservare noi bambini a giocare a pallone e poi chiedeva sempre " a Marco a Marco la Reggina che ha fatto?" Gran tifoso della Reggina. Purtroppo è venuto meno proprio nell'anno in cui la Reggina è salita per la prima volta, se non erro, in serie...