Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Scuola: lo sloveno andrebbe insegnato in via obbligatoria nelle scuole del FVG

Con la caduta del fascismo, regime violento,specialmente nei confronti delle comunità slavofone, lentamente, nella Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, hanno ritrovato vita le scuole con lingua di insegnamento slovena, nonché con insegnamento bilingue sloveno-italiano. Il Ministero per l’Istruzione della Repubblica di Slovenia segue con attenzione le istituzioni scolastiche in lingua slovena della regione e le sostiene. A tale scopo organizza, come si può leggere nella pagina dedicata dell'USR FVG “ seminari di formazione sia in Slovenia che a Trieste o Gorizia, conduce escursioni per gli studenti e per gli insegnanti e ogni anno mette a disposizione otto borse di studio annuali dedicate agli insegnanti delle scuole slovene in regione al fine di offrire loro delle opportunità di aggiornamento linguistico e pedagogico-didattico presso gli istituti universitari sloveni”. Il Friuli Venezia Giulia confina con la Slovenia, piccolo ma importante Stato raggiungibile in pochi minuti da Trieste o Gorizia o Tarvisio, per esempio. Quando ti rechi in Slovenia e sono tanti gli italiani a recarsi in questo Stato per diverse ragioni, noterai che gli sloveni del luogo comprenderanno e parleranno l'italiano, mentre l'italiano medio conoscerà, al massimo, due o tre parole di cortesia in sloveno. Ed è chiaro che arrivati ad una certa età, per diversi motivi, è difficile riuscire ad imparare una lingua nuova, cosa diversa è invece iniziare sin da piccoli a studiare una nuova lingua. Sono pochissime le opere slovene tradotte in italiano e sono poche le scuole italiane del FVG che insegnano lo sloveno anche come materia integrativa nel piano dell'offerta formativa ivi considerata. Sarebbe, a parer mio, giusto, che nelle scuole italiane del Friuli Venezia Giulia, almeno in tutte quelle rientranti nei comuni e nelle province confinanti con la Slovenia, si insegnasse lo sloveno come materia obbligatoria, almeno nei primi due cicli di scuola, mantenendo integre le scuole slovene e quelle bilingue con le loro specificità. Andrebbe inserita questa lingua come materia di studio, affinché, le generazioni del futuro, possano avere delle basi, per comunicare, per rendere concreti gli scambi culturali, sociali, con i vicini sloveni. Sarebbe un bel gesto, d'integrazione, ma anche di civiltà, visti anche i pregressi storici nefasti e tutte le violenze che gli sloveni, in primis, hanno subito, a causa del razzismo e del fascismo della solita “brava gente”. Conoscere la cultura di un popolo vicino, attraverso il dialogo, la comunicazione, la lingua, è il primo passo per solidarizzare è il primo passo verso quella fratellanza che dovrebbe caratterizzare la multiforme Unione Europea.
Piccoli passi di civiltà ed integrazione.


Commenti

  1. Sono d'accordo con te Barone!Ti aspetto nel mio blog http://bardo-lusevera-news.blogspot.it/

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