Il disastro ferroviario tra Monfalcone e Ronchi evitato per un soffio

Provate a immaginare la scena, perché è una storia straordinaria e, al tempo stesso, assolutamente agghiacciante. Siamo nel mese di ottobre del 1981, precisamente  alla stazione di Nabresina, è sera, sono circa le dieci di un giorno qualunque. C'è la solita routine ferroviaria: gli operai stanno eseguendo delle manovre di routine per spostare sedici vagoni merci da un binario all'altro. Niente di speciale, lavoro quotidiano. Solo che a un certo punto la locomotiva addetta alla manovra dà una spinta. Ma non una spinta normale, prudente: dà una spinta tremenda , un colpo secco, decisamente troppo forte. E succede  una cosa pazzesca, che questi sedici vagoni, stracarichi di merci, superano il segnale di sosta e partono. Da soli. Senza motrice, senza frenatori a bordo, per pura forza d'inerzia! E imboccano la linea verso Monfalcone-Ronchi, che in quel tratto è in discesa. Invece di rallentare,  raggiungono i vagoni una velocità incredibile. Da mettere i brividi. Questi v...

Il caso concerto nazista di Trieste, ora è il turno di San Dorligo della Valle/Dolina e poi basta


Dopo la denuncia relativa alle locandine, come diffuse in rete, che annunciavano un concerto nazista a Trieste, e le relative prese di posizioni istituzionali, consistenti per lo più in dichiarazioni volte a smentire il rilascio di qualsiasi autorizzazione, ora è il turno di San Dorligo della Valle( sulla cui vicenda del nome, cosa che non deve essere rimossa, rinvio a questo mio precedente intervento: San Dorligo della Valle o Dolina? ).Ora, possono, questi cambiamenti, essere intesi anche come delle provocazioni che andrebbero vagliate da chi di competenza. Ma non si deve neanche escludere che la reazione tempestiva e positivamente virale, in primis dell'antinazifascismo,  come maturata in città, alla sola idea di un concerto nazista a Trieste, abbia fatto saltare i piani di chi aveva programmato un simile evento. D'altronde,  la prima locandina è stata diffusa, nei siti neri di loro riferimento, in modo chiaro ed inequivocabile con indicazione di data, orario e luogo. Quali luoghi possibili per un simile concerto, sempre se avrà mai luogo? Nessuno vuole rincorrere questi soggetti e stare al loro sterile gioco, ciò sia ben chiaro, e con questo post chiudo la citata vicenda, salvo eclatanti sviluppi. A Trieste, l'ultimo concerto di "parte", si è svolto, a quanto pare, presso il teatro della Chiesa di Santa Maria Maggiore, gestito dalla locale chiesa,  la cui sala conta circa 280 postiIl circolo identità e tradizione di Trieste ha condiviso sulla propria pagina facebook l'informativa del gruppo nazionalista Trieste Pro Patria :”sabato 8 febbraio 2014, nell'ambito delle celebrazioni del Giorno del Ricordo, presenteremo il primo concerto triestino degli IANVA, gruppo indipendente che più volte ha messo in musica momenti di storia delle nostre terre”. Un gruppo che esalta il guerrafondaio d'Annunzio e sul cui palco, come visibile nelle foto da loro pubblicamente diffuse, era presente anche lo stendardo degli arditi d'Italia .


Ognuno, ovviamente, tragga le sue conclusioni.  Ora, se da un lato vi è stata una buona risposta da parte dell'antinazifascismo triestino, che si è subito mobilitato per bloccare quel possibile concerto, è altrettanto auspicabile una presa di posizione da tutti i Comuni che verranno interessati da questa propaganda nera virtuale. Devono, in modo inequivocabile, non solo dire che le autorizzazioni non devono essere concesse o che non verranno concesse per ragioni tecniche, ma anche, senza se e ma, che queste iniziative non devono trovare nessuno spazio in nessun luogo e forma nei propri territori. Certamente non esiste un pericolo emergenziale nazifascista, anche se i media tendono, in questo periodo elettorale ad esasperar la cosa per ragioni strumentali a logiche chiaramente elettorali. Ovviamente non devono essere sottovalutati simili fenomeni, ed una cosa è certa, se per cercare visibilità, devono ricorrere a simili strumenti e provocazioni, significa che sono realmente ridotti ai minimi termini.  Chiaramente non si può rimanere indifferenti, ma questa situazione può essere, anzi deve essere colta e divenire come  il momento giusto affinché, come sopra scritto, le realtà anche istituzionali interessate, prendano una posizione politica ed antinazifascista netta anche per il futuro. La democrazia non è pensata per i nazifascisti e la nostra costituzione nasce, in parte per come formulata, dalla resistenza. L'antinazifascismo è vigile e deve rivendicare le proprie attività di monitoraggio e denuncia e contrasto. Alcuni media tendono a “censurare” ciò, relegando la risoluzione del problema ad interventi istituzionali, spesso semplicemente di carattere burocratico. Questo è un grave errore che rischia di delegittimare l'operato dell'antinazisfascismo e ciò non lo dobbiamo consentire. 


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