La Venere, gli stracci e la misura del tempo
Ma capite la genialità? Bisogna figurarsela, quella scena, perché noi spesso ce ne dimentichiamo.Siamo innanzi ad un qualcosa di magistrale che continua a stupire continuamente dagli anni Sessanta. C’è un fondo nero, buio, assoluto. E poi, lì nel mezzo, questo fondoschiena bianchissimo. È la Ed è pazzesco, se ci pensate, perché qui – tra quell’oscurità e il marmo contaminato – Michelangelo Pistoletto non sta solo facendo un'opera d’arte. Sta mettendo in scena il cortocircuito di una società spietata, che ha del tutto smarrito i suoi valori. Ma come nasce un capolavoro? La cosa meravigliosa – e qui sta la grandezza vera – è che quest'idea folle nasce quasi per caso. Un’intuizione estemporanea, casuale! E invece, da oltre sessant’anni, questa combinazione continua a colpire, a sbalordire chiunque la guardi. È una delle opere più significative e impattanti del nostro tempo. E sapete perché? Perché a un certo punto l’arte smette di essere pura decorazion...

"visto che Trieste è in Italia"
RispondiEliminaPremesse sbagliate.
E, sbagliando le premesse, spesso è facile sbagliare tutto il resto: se il tribunale di Trieste NON dev'essere (e non deve) un tribunale italiano, il fatto che la larga maggioranza dei funzionari sia stata inviata (e vi stazioni da decenni) appositamente dal Sud dell'Italia non ha connotazioni discriminatorie, se non da parte di chi — come lo stato italiano — si prende illegittimamente una "colonia" che ha ottenuto in amministrazione civile provvisoria, applicandovi una sovranità simulata.
Si tratta quindi di un aspetto pratico, ma indicativo di un modus operandi sprezzante dei triestini — ebbene sì, anche dei triestini italiani. Anche dei triestini che hanno origini meridionali.
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"giunta probabilmente alla sua fine e non sapendo più a cosa appellarsi"
yawn. L'importante è esserne convinti. Noi, nel frattempo, continuiamo a tutta come sempre.