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Scuola: “Io ne so di più” una competizione che non mi piace





Non si tratta di una fiera  dove si effettua attività di marketing riservata alle aziende e per le aziende, né di un luogo dove si presenta l'ultimo prodotto innovativo di qualche multinazionale, ma alla Stazione Marittima, giovedì 19 dicembre,  a Trieste, a partire dalle 15, saranno a disposizione gli stand espositivi delle scuole, proprio come accade nelle fiere riservate alle aziende e da qualche anno anche per le Università.
Una iniziativa ove si prevede la consegna, a tutti gli studenti che parteciperanno, di una chiavetta USB contenente la presentazione completa delle scuole cittadine, quadri degli orari “e una relazione contenente l’andamento del mercato”. Mercato. Quale mercato? Quello del pesce? Quello della finanza? Quello del lavoro? Quello delle scuole?
Contestualmente a ciò si svolge La mia scuola in 1000 caratteri patrocinato dalla Provincia di Trieste e dall'Ufficio Scolastico Regionale FVG e promossa dal Piccolo. ll post più “consigliato” (fino alle ore 18.00 del 18 dicembre 2013) riceverà un premio per acquisti. Si possono esprimere anche più preferenze ed è ovviamente rivolto agli studenti della terza media. 
Perché coinvolgere gli studenti in attività di marketing? Cosa hanno deliberato, a tal proposito, i vari Consigli d'Istituto o collegi docenti? Hanno espresso condivisione per questo tipo di iniziativa? Visto e rilevato che ciò che verrà scritto dallo studente x o y avrà certamente ricadute sulla scuola considerata? Con quale criterio vengono selezionati gli interventi degli studenti correlati alla presentazione della propria scuola? E le classi? E se gli studenti vogliono esprimere considerazioni critiche, visto anche lo stato fatiscente in cui si trovano molte scuole triestine, ovviamente non potranno farlo, perché la tua scuola, tramite l'intervento dello studente, dovrà essere attraente, bella, dovrà apparire ed essere spendibile nel mercato della competizione. Una iniziativa certamente legale ed anche legittima per come funziona il sistema, ma non la condivido e mi spiace che il Piccolo sia tra i soggetti promotori di questa iniziativa anche perché è sempre stato attento alle dinamiche scolastiche curando uno specifico spazio rivolto e gestito proprio dagli studenti, dove in quel caso emergeva, sì un contributo critico e costruttivo alla scuola e per la scuola, che nella sua eterogeneità formativa non deve perdere il carattere della omogeneità sostanziale e strutturale e dove nessuna attività di marketing aveva luogo.
D'altronde il tutto si pone in linea con il vergognoso piano scuola lavoro, che vedrà coinvolti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, anche i liceali, in percorsi di stage o tirocini nelle aziende ed addirittura si prevede, con il nuovo decreto istruzione, la possibilità della realizzazione di corsi di formazione per il personale docente in azienda. La scuola non deve produrre né lavoratori, né capitale umano, né risorse umane, anzi la scuola non deve proprio produrre nulla, ma formare  cittadini liberi e consapevoli e solidali e per questo ho espresso forte contrarietà all'introduzione dell'apprendistato fin dai quindici anni ed al percorso scuola lavoro come definito nel nuovo decreto istruzione. Purtroppo sia il concetto dello stand, del 19 dicembre, che il concorso per la scuola io ne so di più, si pongono in linea con la logica della scuola azienda, della scuola della competizione, della scuola che deve fare attività di marketing, e l'Invalsi nefasto,  a tal proposito, con i suoi processi di omologazione, di quiz, e standardizzazione del (non)sapere, avrà un ruolo,nell'immediato futuro, determinante, ed il tutto si scontra contro ogni principio di unicità e solidarietà ed integrazione che dovrebbe caratterizzare la scuola pubblica italiana, ma questi sono solo alcuni effetti della scellerata autonomia voluta anche dalla sinistra istituzionale e da alcuni sindacati rappresentativi ma c'è chi dice no, ed io sono tra questi.
Marco Barone



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