L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

Le 39 domande della Chiesa ed il matrimonio tra le coppie dello stesso sesso



Un documento di 8 pagine e 39 domande, l'ultima aperta a proposte.
Un documento che in via superficiale potrebbe essere letto come una sorta di apertura della Chiesa nei confronti di tematiche fondamentali per i diritti civili, come il matrimonio tra le persone dello stesso sesso, o come una mera apertura verso le opinioni dei fedeli.
E' certamente una iniziativa particolare ma che ben si pone in linea con la politica adottata dal nuovo Papa, ovvero quello di evangelizzare ovunque e dovunque.
Il documento si apre con una premessa ove emerge che la missione di predicare il Vangelo a ogni creatura è stata affidata direttamente dal Signore ai suoi discepoli e di essa la Chiesa è portatrice nella storia. Nel tempo che stiamo vivendo l’evidente crisi sociale e spirituale diventa una sfida pastorale, che interpella la missione evangelizzatrice della Chiesa per la famiglia, nucleo vitale della società e della comunità ecclesiale.
I risultati del questionario saranno utili per il sinodo straordinario delle Conferenze episcopali nazionali che dovrebbe svolgersi nel mese di ottobre 2014.
Ma come si può leggere nei passi che anticipano le 39 domande, in realtà la Chiesa, mantiene fermi i propri precetti conservatori e tradizionali e sembrano essere quasi un monito per i fedeli.

Per esempio si affermerà che attraverso la procreazione l’uomo e la donna compiono nella fede la vocazione all’essere collaboratori di Dio nella custodia del creato e nella crescita della famiglia umana.

Oppure che proprio attraverso la straordinaria bellezza dell’amore umano – già celebrata con accenti ispirati nel Cantico dei Cantici, e del legame sponsale richiesto e difeso da Profeti come Osea (cf. Os 1,2-3,3) e Malachia (cf. Ml 2,13-16) –, Gesù ha affermato l’originaria dignità dell’amore dell’uomo e della donna.

Ciò per rinforzare quel concetto che vuole e vorrà, per la Chiesa, il matrimonio, come riconosciuto e legittimato da Dio, solo quello tra uomo e donna.

Infatti, si preciserà che anche i Successori di Pietro dopo il Concilio Vaticano II hanno arricchito con il loro Magistero la dottrina sul matrimonio e sulla famiglia, in particolare Paolo VI con la Enciclica Humanae vitae, che offre specifici insegnamenti di principio e di prassi. Successivamente il Papa Giovanni Paolo II nella Esortazione Apostolica Familiaris consortio volle insistere nel proporre il disegno divino circa la verità originaria dell’amore sponsale e della famiglia: «Il “luogo” unico, che rende possibile questa donazione secondo l’intera sua verità, è il matrimonio, ossia il patto di amore coniugale o scelta cosciente e libera, con la quale l’uomo e la donna accolgono l’intima comunità di vita e d’amore, voluta da Dio stesso (cfr. Gaudium et Spes, 48), che solo in questa luce manifesta il suo vero significato. L’istituzione matrimoniale non è una indebita ingerenza della società o dell’autorità, né l’imposizione estrinseca di una forma, ma esigenza interiore del patto d’amore coniugale che pubblicamente si afferma come unico ed esclusivo perché sia vissuta così la piena fedeltà al disegno di Dio Creatore. Questa fedeltà, lungi dal mortificare la libertà della persona, la pone al sicuro da ogni soggettivismo e relativismo, la fa partecipe della Sapienza creatrice»(FC 11).

Od ancora che il Catechismo della Chiesa Cattolica raccoglie questi dati fondamentali: «L’alleanza matrimoniale, mediante la quale un uomo e una donna costituiscono fra loro un’intima comunione
di vita e di amore, è stata fondata e dotata di sue proprie leggi dal Creatore. Per sua natura è ordinata al bene dei coniugi così come alla generazione e all’educazione della prole. Tra battezzati essa è stata elevata da Cristo Signore alla dignità di sacramento [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 48; Codice di Diritto Canonico, 1055, 1]» (CCC 1660)


Il matrimonio, tra uomo e donna, viene dunque in sostanza identificato come il naturale disegno di Dio “la sua pastorale trova ispirazione nella verità del matrimonio visto nel disegno di Dio che ha creato maschio e femmina e nella pienezza del tempo ha rivelato in Gesù anche la pienezza dell’amore sponsale elevato a sacramento”.

Ed infine si ricorderà che la recente Enciclica di Papa Francesco, Lumen Fidei, parla della famiglia nel suo legame con la fede che rivela «quanto possono essere saldi i vincoli tra gli uomini quando Dio si rende presente in mezzo ad essi» (LF 50). «Il primo ambito in cui la fede illumina la città degli uomini si trova nella famiglia. Penso anzitutto all’unione stabile dell’uomo e della donna nel matrimonio. Essa nasce dal loro amore, segno e presenza dell’amore di Dio, dal riconoscimento e dall’accettazione della bontà della differenza sessuale, per cui i coniugi possono unirsi in una sola carne (cf. Gn 2,24) e sono capaci di generare una nuova vita, manifestazione della bontà del Creatore, della sua saggezza e del suo disegno di amore. Fondati su quest’amore, uomo e donna possono promettersi l’amore mutuo con un gesto che coinvolge tutta la vita e che ricorda tanti tratti della fede. Promettere un amore che sia per sempre è possibile quando si scopre un disegno più grande dei propri progetti, che ci sostiene e ci permette di donare l’intero futuro alla persona amata» (LF 52). «La fede non è un rifugio per gente senza coraggio, ma la dilatazione della vita. Essa fa scoprire una grande chiamata, la vocazione all’amore, e assicura che quest’amore è affidabile, che
vale la pena di consegnarsi ad esso, perché il suo fondamento si trova nella fedeltà di Dio, più forte di ogni nostra fragilità» (LF 53).

Insomma nessuna apertura verso il matrimonio per le coppie dello stesso sesso emerge da parte della Chiesa. Il questionario ha lo scopo da un lato di capire cosa pensano i fedeli, come si comportano gli “evangelizzatori”, per, questo è ciò che penso, imprimere il messaggio ed il precetto della Chiesa in modo diverso, più incisivo, ma in linea con i precetti e canoni tradizionali.

E' un questionario che vuole studiare la Chiesa periferica, che vuole studiare il rapporto tra fedeli e Chiesa, affinché la Chiesa possa capire come fare per contrastare quella realtà che non vuole accettare, e che rischia di catalogare come non collaboratori di Dio coloro che non si riconoscono nei precetti come sopra ben evidenziati. Comunque sia, la società laica, lo Stato laico, deve acquisire la forza per andare oltre ogni condizionamento diretto od indiretto da parte della Chiesa, i diritti civili sono diritti civili, ed il matrimonio tra le coppie dello stesso sesso è un diritto universalmente civile ed anche costituzionale che questo Stato tarda a riconoscere solo perché frenato dallo spirito di dipendenza dal potere Vaticano.


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