Un
documento di 8 pagine e 39 domande, l'ultima aperta a proposte.
Un
documento che in via superficiale potrebbe essere letto come una
sorta di apertura della Chiesa nei confronti di tematiche
fondamentali per i diritti civili, come il matrimonio tra le persone
dello stesso sesso, o come una mera apertura verso le opinioni dei
fedeli.
E'
certamente una iniziativa particolare ma che ben si
pone in linea con la politica adottata dal nuovo Papa, ovvero quello
di evangelizzare ovunque e dovunque.
Il
documento si apre con una premessa ove emerge che la missione di
predicare il Vangelo a ogni creatura è stata affidata direttamente
dal Signore ai suoi discepoli e di essa la Chiesa è portatrice
nella storia. Nel tempo che stiamo vivendo l’evidente crisi
sociale e spirituale diventa una sfida pastorale, che interpella la
missione evangelizzatrice della Chiesa per la famiglia, nucleo
vitale della società e della comunità ecclesiale.
I
risultati del questionario saranno utili per il sinodo straordinario
delle Conferenze episcopali nazionali che dovrebbe svolgersi nel mese
di ottobre 2014.
Ma
come si può leggere nei passi che anticipano le 39 domande, in
realtà la Chiesa, mantiene fermi i propri precetti conservatori e
tradizionali e sembrano essere quasi un monito per i fedeli.
Per
esempio si affermerà che attraverso la procreazione l’uomo
e la donna compiono nella fede la vocazione all’essere
collaboratori di Dio nella custodia del creato e nella crescita
della famiglia umana.
Oppure
che proprio attraverso la straordinaria bellezza dell’amore umano –
già celebrata con accenti ispirati nel Cantico dei Cantici, e del
legame sponsale richiesto e difeso da Profeti come Osea (cf. Os
1,2-3,3) e Malachia (cf. Ml 2,13-16) –, Gesù ha affermato
l’originaria dignità dell’amore dell’uomo e della donna.
Ciò
per rinforzare quel concetto che vuole e vorrà, per la Chiesa, il
matrimonio, come riconosciuto e legittimato da Dio, solo quello tra
uomo e donna.
Infatti, si preciserà che anche i Successori di Pietro dopo il Concilio
Vaticano II hanno arricchito con il loro Magistero la dottrina sul
matrimonio e sulla famiglia, in particolare Paolo VI con la Enciclica
Humanae vitae, che offre specifici insegnamenti di principio e di
prassi. Successivamente il Papa Giovanni Paolo II nella Esortazione
Apostolica Familiaris consortio volle insistere nel proporre il
disegno divino circa la verità originaria dell’amore sponsale e
della famiglia: «Il “luogo” unico, che rende possibile questa
donazione secondo l’intera sua verità, è il matrimonio, ossia il
patto di amore coniugale o scelta cosciente e libera, con la quale
l’uomo e la donna accolgono l’intima comunità di vita e
d’amore, voluta da Dio stesso (cfr. Gaudium et Spes, 48), che solo
in questa luce manifesta il suo vero significato. L’istituzione
matrimoniale non è una indebita ingerenza della società o
dell’autorità, né l’imposizione estrinseca di una forma, ma
esigenza interiore del patto d’amore coniugale che pubblicamente
si afferma come unico ed esclusivo perché sia vissuta così la piena
fedeltà al disegno di Dio Creatore. Questa fedeltà, lungi dal
mortificare la libertà della persona, la pone al sicuro da ogni
soggettivismo e relativismo, la fa partecipe della Sapienza
creatrice»(FC 11).
Od
ancora che il Catechismo della Chiesa Cattolica raccoglie questi dati
fondamentali: «L’alleanza matrimoniale,
mediante la quale un uomo e una donna costituiscono fra loro
un’intima comunione
di
vita e di amore, è stata fondata e dotata di sue proprie leggi dal
Creatore. Per sua natura è ordinata
al bene dei coniugi così come alla generazione e all’educazione
della prole. Tra battezzati essa
è stata elevata da Cristo Signore alla dignità di sacramento [Cf
Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et
spes, 48; Codice di Diritto Canonico, 1055, 1]» (CCC 1660)
Il
matrimonio, tra uomo e donna, viene dunque in sostanza identificato
come il naturale disegno di Dio “la sua pastorale trova ispirazione
nella verità del matrimonio visto nel disegno di Dio che
ha creato maschio e femmina e nella pienezza del tempo ha rivelato in
Gesù anche la pienezza dell’amore
sponsale elevato a sacramento”.
Ed
infine si ricorderà che la recente Enciclica di Papa Francesco,
Lumen Fidei, parla della famiglia nel suo legame con la fede che
rivela «quanto possono essere saldi i vincoli tra gli uomini quando
Dio si rende presente in mezzo ad essi» (LF 50). «Il primo ambito
in cui la fede illumina la città degli uomini si trova nella
famiglia. Penso anzitutto all’unione stabile dell’uomo e della
donna nel matrimonio. Essa nasce dal loro amore, segno e presenza
dell’amore di Dio, dal riconoscimento e dall’accettazione
della bontà della differenza sessuale, per cui i coniugi possono
unirsi in una sola carne
(cf. Gn 2,24) e sono capaci di generare una nuova vita,
manifestazione della bontà del Creatore,
della sua saggezza e del suo disegno di amore. Fondati su
quest’amore, uomo e donna possono
promettersi l’amore mutuo con un gesto che coinvolge tutta la vita
e che ricorda tanti tratti della
fede. Promettere un amore che sia per sempre è possibile quando si
scopre un disegno più grande
dei propri progetti, che ci sostiene e ci permette di donare l’intero
futuro alla persona amata» (LF
52). «La fede non è un rifugio per gente senza coraggio, ma la
dilatazione della vita. Essa fa scoprire
una grande chiamata, la vocazione all’amore, e assicura che
quest’amore è affidabile, che
vale
la pena di consegnarsi ad esso, perché il suo fondamento si trova
nella fedeltà di Dio, più forte di
ogni nostra fragilità» (LF 53).
Insomma
nessuna apertura verso il matrimonio per le coppie dello stesso sesso
emerge da parte della Chiesa. Il questionario ha lo scopo da un lato
di capire cosa pensano i fedeli, come si comportano gli
“evangelizzatori”, per, questo è ciò che penso, imprimere il
messaggio ed il precetto della Chiesa in modo diverso, più incisivo, ma in linea con
i precetti e canoni tradizionali.
E'
un questionario che vuole studiare la Chiesa periferica, che vuole
studiare il rapporto tra fedeli e Chiesa, affinché la Chiesa possa
capire come fare per contrastare quella realtà che non vuole
accettare, e che rischia di catalogare come non collaboratori di Dio
coloro che non si riconoscono nei precetti come sopra ben
evidenziati. Comunque
sia, la società laica, lo Stato laico, deve acquisire la forza per
andare oltre ogni condizionamento diretto od indiretto da parte della
Chiesa, i diritti civili sono diritti civili, ed il matrimonio tra le
coppie dello stesso sesso è un diritto universalmente civile ed
anche costituzionale che questo Stato tarda a riconoscere solo
perché frenato dallo spirito di dipendenza dal potere Vaticano.
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