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Tra piazza Oberdan e il natale di Roma "ronchese": quando anche a Ronchi nel 1926 si gridava «Alalà» per Mussolini

Quando noi pensiamo a Ronchi, ci viene subito in mente una storia fieramente, visceralmente antifascista.    Il contributo di questa terra alla Resistenza è stato enorme, drammatico.  La Liberazione non è avvenuta il 25 aprile, ma  il primo maggio del ’45, con quel grandioso corteo unitario di partigiani italiani e sloveni che sfilarono fino in piazza Oberdan, e la gente che scriveva sull'asfalto i messaggi di fraternità per i caduti sloveni ed italiani. Eppure la storia è sempre più complessa, più sfaccettata di come ce la raccontiamo. Perché se noi andiamo a scavare  nel passato scopriamo che cent’anni fa  una parte della popolazione alle cerimonie del regime ci andava eccome. Il 1926. Quello è un anno pazzesco, un anno di svolta, in cui il fascismo stringe la presa sull'Italia e Mussolini rischia la pelle un giorno sì e l'altro pure. A febbraio, al Teatro Eden della vicina Monfalcone, c'è il "veglionissimo" delle Camicie Nere, ed è pieno di...

Quelle catene di supermercati che continuano a promuovere l'Egitto

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L'appello della mamma di Giulio per un turismo etico, invitando ad evitare l'Egitto, sta ottenendo centinaia e centinaia di condivisioni in rete. Quell'Egitto dove il presidente Abdel Fattah El Sisi ha ricevuto l'Ordine di San Giorgio di Dresda del Semper Opera Ball, " in riconoscimento dei suoi sforzi per raggiungere la sicurezza, la stabilità e lo sviluppo in Egitto ." Premio che poi è stato ritirato, come è emerso sulla stampa tedesca " Vorremmo scusarci per questa cerimonia di premiazione e prendere le distanze da essa. La cerimonia di premiazione è stata un errore ", ha dichiarato il capo del club di ballo a Dresda. " Siamo consapevoli delle irritazioni sorte e ce ne pentiamo profondamente ." Un premio che segue, ciò va detto, quella legittimazione politica ed economica, e turistica, che la Germania come Stato continua a riconoscere all'Egitto. E qui, di indignazioni così profonde, va detto, in Germania non sembra che...

La scuola supermarket

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Se da un lato lo Stato taglia i finanziamenti alle scuole pubbliche, attingendo da risorse già predestinate alle scuole per finanziare nuove attività, imporre nuovi obblighi, a costo zero, per il personale scolastico, dall'altro le scuole, pur di rimanere al passo delle direttive ministeriali e di competere per attrarre nuovi studenti, devono pur inventarsi qualcosa. E questo qualcosa è spesso ai danni delle famiglie, penso, per esempio, al contributo volontario che per prassi è diventato moralmente obbligatorio. Ma vi è dell'altro. Lo scorso anno scolastico ben 4.542 istituti scolastici distribuiti su tutto il territorio nazionale hanno ricevuto in “dono” 17.663 attrezzature informatiche e multimediali, tra cui PC notebook e desktop, stampanti e lavagne interattive multimediali. Come? Tramite un progetto che si inserisce nel quadro delle attività di progettazione di reperimento risorse del CO.GE , gruppo di lavoro ministeriale che sviluppa modelli di effi...