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I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Il Batiscafo Trieste, costruito nel Territorio libero di Trieste, omaggiato dalla CIA e dalla NASA .Questo è il nome di Trieste che ci piace far emergere nel mondo

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C'era una volta il Territorio Libero di Trieste, sulla carta almeno, anche se il governatore non venne mai nominato. Una zona cuscinetto tra comunismo e capitalismo, tra Oriente ed Occidente, amministrata dal giugno del 1945 fino al 26 ottobre del 1954 dagli angloamericani. E poco meno di un anno dalla fine del TLT, nei cantieri navali triestini venne realizzato un batiscafo che fece la storia del mondo. Un batiscafo dimenticato dai più, ma che è stato omaggiato dalla CIA e anche dalla NASA come si può leggere nei rispettivi siti. Costruito nel 1953 dal fisico svizzero Auguste Piccard a Trieste, acquistato dalla US Navy. Divenne famoso a livello internazionale quando il 23 gennaio 1960 fu il primo batiscafo pilotato a raggiungere il fondo della Fossa delle Marianne.  Una foto bellissima sul sito della CIA ritrae il gigante URSUS con il batiscafo Trieste. Due giganti del mare che hanno fatto la storia con il nome di Trieste. Nel sito della NASA si ricorda, a tal proposito, ...

Entro il 2040 sarà pronta la Trieste del "futuro" con un Porto Vecchio "stravolto", ma è ciò che vuole la città? I prossimi vent'anni saranno cruciali

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      Si chiama Consorzio per la valorizzazione del porto vecchio ''Ursus''. Hanno dovuto scomodare anche il vecchio gigante dormiente, l'URSUS che è un pò il simbolo di una Trieste che non sa che pesci pigliare. E alla fine l'URSUS se ne stava scappando da Trieste, come hanno fatto migliaia di triestini in questi decenni, essendo una delle città italiane con il tasso emigratorio più alto. Dovevano metterci l'ascensore, doveva diventare una sorta di Disneyland in salsa triestina, doveva tante cose.  Entro il 2040 si dovrebbe portare a compimento la Trieste del futuro. Quella che passa dal Porto Vecchio. Area immensa, di circa 601.403 mq, la cui estensione va dallo sbocco del Canale di Ponte Rosso a Barcola. Cinque moli (moli 0, I, II, III, IV), 3100 metri di banchine di carico e scarico merci, ventitrè grandi edifici e direttamente collegato alla vecchia ferrovia del 1857. Questo quanto si può leggere in sintesi in uno dei tanti allegati all...

L'URSUS ed il sottomarino Trieste, il primo a raggiungere la fossa della Marianne, sul sito della CIA

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Un dossier di una quarantina di pagine, nel sito della CI A, racconta la storia del sottomarino Trieste, costruito nel 1953 dal fisico svizzero Auguste Piccard a Trieste, acquistato dalla US Navy. Divenne famoso a livello internazionale quando il 23 gennaio 1960 fu il primo batiscafo pilotato a raggiungere il fondo della Fossa delle Marianne. Solo dopo il Trieste furono altri tre sottomarini a raggiungere la fossa delle Marianne. Una storia in parte dimenticata a Trieste ed una foto bellissima sul sito della CIA ritrae il gigante URSUS con il Trieste. Due giganti del mare che hanno fatto la storia con il nome di Trieste. mb

Trieste: L'Ursus non è monumento nazionale ma “solo” bene culturale?

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Cent'anni di storia, di lotte, di rischi e contese, tra fughe ed immobilismi, l'Ursus, festeggia in questo 2014 il centenario del suo primo varo.  Come è noto attualmente è ormeggiato nei pressi del Molo IV, nel 2011 in città dilagava come un fiume in piena la bella notizia che sarebbe divenuto monumento nazionale, uno dei 60.000 monumenti italiani, protetti e tutelati dal competente ministero e finanziato anche dallo Stato per divenire il simbolo di un secolo, di una Città che ha visto crescere la propria attività portuale e non solo proprio grazie al gigante del mare.  Ma facendo una ricerca in rete, con tutte le valutazioni ovvie del caso, l'Ursus non risulterebbe essere mai stato dichiarato monumento nazionale.  A Trieste risultano solo tre monumenti nazionali adottati con appositi provvedimenti normativi, il DPR, e sono la foiba di Basovizza di Monrupino( nei confronti delle quali esistono dubbi non ritrovandosi le fonti normative) e la Risiera di San Sabba....

Eva il simbolo della siderurgia triestina

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Percorrendo le rive triestine, lì fermo ed immobile come quel tempo che mai potrà esser rimosso da ogni ignoranza disumana, giace il simbolo della siderurgia triestina. Si chiama Eva. Eva in cerca del suo Adamo, ma corteggiata dall'amo invisibile di quell' Ursus che si pone innanzi al suo essere storia. Quell'Ursus che dalla via Valdirivo di Cergoly mostra tutta la sua maestosa eleganza. Quell'Ursus che sfugge alla viltà di questa società. Eva una grande lingottiera per acciaieria prodotta negli anni della riconversione post-bellica dalla Ferriera di Servola. E' stata la seconda dei primi due pezzi “colati nella nuova fonderia Lingotterie, impianto che fù per 25 anni tra i più grandi e moderni del mondo, dismesso negli anni '90, superato da nuove tecnologie”. Questo è quanto si legge in una targa macchiata dal solito e non insolito vandalismo metropolitano. Come il corpo di Eva. Rispetto? Lungi da ogni speranza di civiltà. ...

L'Ursus da monumento nazionale a pubblicità commerciale

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Il gigante del mare di Trieste continua a far discutere, sognare e polemizzare. L'Ursus una gru immensa, enorme, realizzata nella versione attuale presso il Cantiere San Marco di Trieste tra il 1930 ed il 1931 che nel 1900 ha aiutato la città a crescere a svilupparsi, dove operai con il loro sudore manovrando quel gigante hanno contribuito alla ricchezza di materiale, economica e storica di Trieste, ora si trova in uno strano limbo. Attualmente è ormeggiato nei pressi del Molo IV, nel 2011 in città dilagava come un fiume in piena la bella notizia che sarebbe divenuto monumento nazionale, uno dei 60.000 monumenti italiani, protetti e tutelati dal competente ministero e finanziato anche dallo Stato per divenire il simbolo di un secolo, di una Città che ha visto crescere la propria attività portuale e non solo proprio grazie al gigante del mare. Un gigante che ha sfidato il silenzio e l'indifferenza rompendo gli ormeggi e navigando in solitudine nelle acque del g...

Sale sull'Ursus per dire no alla direttiva Bolkestein.

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    Le torri nel corso della storia hanno rappresentato il simbolo del potere. Una torre più era alta più era elevato il potere del committente. Ma le torri rappresentano anche uno strumento di diffusione della voce della protesta. Penso a Luca in Val di Susa, ai ferrovieri di Milano, ed ora a Marcello Di Finizio a Trieste. La torre, un traliccio, una gru, che ti sollevano materialmente dalla terra ferma, per urlare al popolo sottostante, la rivendicazione di un diritto. Cosa è giusto cosa è sbagliato è difficile dirlo. A volte vivi la sensazione che forse ciò che reputi giusto sia errato e ciò che reputi errato sia giusto, è solo una questione di prospettiva, di sensibilità, che può mutare l'intera rappresentazione di una vita. Quella di Marcello è una vicenda che da due giorni fa parlare. Almeno a Trieste. E' questo è già qualcosa. Però prima voglio sottolineare una piccola ma significativa esperienza. Una di quelle cose, chiamale s...