Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Istat: le strade di Trieste sono quelle con il più basso tasso di mortalità, ok i servizi pubblici locali



La statistica ed i numeri parlano, anche se il periodo di riferimento è il 2011, ma lo studio è stato pubblicato dall'Istat in questi giorni e chiaramente molte situazioni sono variate in peggio nel corso del tempo.
Per l'Istat in 68 città il tasso di mortalità delle strade urbane supera il valore medio nazionale e in 16 il valore è più che doppio: tra queste ultime si contano oltre la metà dei capoluoghi laziali e piemontesi, un terzo di quelli sardi e Catania. Considerando invece le città di maggiore dimensione demografica, Bari e Trieste registrano tassi di mortalità sulle strade urbane inferiori alla media nazionale.
Questo ovviamente non deve giustificare il comportamento tipico di una moltitudine di automobilisti o motociclisti, che spesso confondono le strade cittadine o la costiera, con manovre azzardate, per una sorta di autodromo.

Trieste è anche una delle città che ha i veicoli meno inquinanti, sia auto che motocicli, e sembrerebbe avere, nonostante la crisi economica e le risorse ridotte che hanno comportato, per esempio, lo stop dello storico Tram di Opicina, uno dei migliori servizi pubblici italiani.
A livello territoriale, sono più spesso soddisfatti i cittadini delle regioni del Nord-est (in particolare quelli delle province autonome di Trento e Bolzano e del Friuli-Venezia Giulia), e della Valle d’Aosta; all’opposto, sono meno frequentemente soddisfatti i residenti nelle regioni del Mezzogiorno.
Nonostante l'offerta di trasporto pubblico urbano sia mediamente in calo tra i comuni di maggiore dimensione demografica o centro di area metropolitana un’elevata offerta caratterizza nel Centro-Nord le città di Firenze (522,2 km per 100 km2), Trieste (416,6), Milano (387,0) e Genova (313,5).
Anche per la dotazione dei mezzi pubblici vede Trieste essere tra le prime città italiane.
Milano primeggia tra i comuni di maggiore dimensione con 21,9 veicoli ogni 10 mila abitanti, seguita da Cagliari (20,6), Torino (15,9), Firenze (13,8) e Trieste (13,6).

Livelli consistenti (superiore ai 4.000 posti-km per abitante) caratterizzano anche Torino, Genova, Trieste, Firenze, Roma e Catania e Cagliari nel Mezzogiorno per la copertura del territorio, ma nel 2011, periodo di riferimento dello studio dell'Istat, che probabilmente su vari fronti non corrisponde più alla situazione attuale, gli autobus dei comuni capoluogo di provincia offrono, mediamente, 3.125 posti-km per abitante (-5,4% sul 2010). I livelli più elevati si osservano a Cagliari (7.259), Trieste (6.021), Venezia (5.993), Bergamo (5.938), Siena (5.904) e Firenze (5.179),

Trieste invece risulta essere una delle città peggiori nell’ambito delle politiche volte a favorire l’intermodalità nella mobilità urbana in merito alla disponibilità di parcheggi situati nei pressi dei nodi di scambio con il trasporto pubblico (parcheggio di corrispondenza o scambio).
Questo studio non ha affrontato la problematica del trasporto ferroviario, dei gironi dell'inferno che vivono ogni giorno i pendolari, un problema che merita una soluzione immediata perchè il diritto alla mobilità deve essere garantito a tutti anche in tempo di "crisi".





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