Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Giornata internazionale contro l'omofobia, il diritto e il rovescio (video)

***



 Perché questo video?

8 dicembre 2012 - Joseph Ratzinger afferma che parificare il matrimonio per le coppie omosessuali al matrimonio fra un uomo e una donna è "un'offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace"
17 dicembre - parte la campagna «Si va DIRITTI all'amore», promossa dal Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica sugli autobus di Trieste per superare l'omofobia e la transfobia, con il patrocinio di Comune e Provincia di Trieste
21 dicembre - le autorità vietano un presidio contro le dichiarazioni omofobe del Papa sotto la curia di Trieste per motivi di ordine pubblico
7 gennaio 2013 - La curia triestina giudica il patrocinio "molto spiacevole" perché «lo scopo è di far passare l'idea che tutte le famiglie, comprese quelle omosessuali, sono famiglie»
12 gennaio - i liberi cittadini di Trieste rispondono con una grande manifestazione in via Cavana sotto la curia

 Testo Canzone

Il diritto
e il rovescio


Ed ora ti scrivo

per dirti che

io son ancora qua,

eh
già,

a lottare sai perché

nell'al di qua

esiste per fortuna

la
dignità.

Non posso sposare,

figurarsi adottare

non posso
abbracciare,

baciare, amare,

ma io amerò

bacerò sposerò adotterò e
abbraccerò

E corrono

le luci

della mia città,

mentre sfogli

quelle
vie

quei percorsi senza età,

e forse pensi a un treno

che un giorno
passerà

si fermerà per te

e per me si fermerà

su quel binario zero


dove si quieta il mio pensiero

un treno beninteso

a bassa velocità


Pagine di

emozioni

e illusioni

negazioni e delusioni

e poi

ecco
l'attimo che

cercavo e pensavo
e impensato ho trovato

nella via
Cavana

di quella Trieste

con fiere finestre di libertà

C'è un'Italia
che sale

e un'Italia che scende

C'è un'Italia che i diritti

Ancora
li pretende

Lontana da quei luoghi

Dove si apprestano i roghi

Dove
si accende la follia

Della sacra omofobia

Nel silenzio assenzio

Nel
diritto e nel rovescio

Siamo l'eterna differenza

Nella vostra
benevolenza

Non chiamateci eroi

Siamo solo noi

Solo uomini e donne


Pantaloni e gonne

E salgono gli odori

dei nostri folli amori

e si
perdono nel vento

come ali d'argento

e prenderemo il treno

che
presto partirà

un po' ci baceremo

e un po' si piangerà

su quel
binario zero

dove ripartirà il futuro

su un treno beninteso

di
pendolarità

pagine di

emozioni .......

e
Fulvio Bozzetta

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