Come
è noto, il 26 maggio Bologna vivrà un momento di fondamentale
importanza per la scuola pubblica. Perché il referendum consultivo
che chiederà ai bolognesi se vogliono che i finanziamenti comunali
continuino ad andare alle scuole paritarie (opzione B) o debbano
essere dirottati sulle scuole pubbliche (opzione A), avrà chiari
riflessi anche sulla politica nazionale.
Ed
allora ecco che i deputati CAPARINI, GIANLUCA PINI, GIOVANNI FAVA,
MOLTENI, FEDRIGA, MATTEO BRAGANTINI, GRIMOLDI, ALLASIA, BORGHESI,
BUSIN, CAON, MARCOLIN, PRATAVIERA, RONDINI, hanno depositato la
proposta di Legge A.C.
441 nella cui
premessa si evidenzia che “sembra piu` che mai attuale ora, alla
luce della nuova normativa, una rilettura di questo inciso in modo da
dare una copertura costituzionale all’istituto del « buono scuola
» gia` introdotto a livello regionale in Veneto e in Lombardia.”
Sempre secondo i parlamentari proponenti “ e` necessario infatti
che lo Stato metta a disposizione i mezzi economici idonei affinché´
possa nel concreto realizzarsi un sistema scolastico pluralistico. La
riforma proposta avrebbe, infine, il pregio di riconoscere che anche
i privati possono concorrere alla realizzazione di funzioni pubbliche
e cio` in piena armonia con il principio di sussidiarietà`
orizzontale.”
In
cosa consiste la proposta di Legge?
Al
terzo comma dell’articolo 33 della Costituzione, le parole: « ,
senza oneri per lo Stato » sono soppresse e dunque l'articolo 33 terzo comma
della Costituzione verrebbe riscritto in questo modo: “Enti e
privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di
educazione.”
Ovviamente
occorrerà del tempo perché la norma in questione possa giungere
nelle aule del Parlamento, ma una parte della politica istituzionale
strettamente sottomessa ai voleri del Vaticano, mette le mani avanti.
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