Mentre si riapre il caso della "Uno Bianca" a Ronchi danneggiato il monumento dedicato ai Carabinieri

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Mentre si riaccendono i riflettori sui complici mai emersi della Uno Bianca, il destino, beffardo, si scaglia a Ronchi colpendo il primo monumento realizzato in Italia dedicato ai Carabinieri vittime della mano stragista dei componenti della Uno Bianca a Bologna.    Il danneggiamento accaduto a Ronchi segue  l’imbrattamento avvenuto a marzo del monumento in bronzo dedicato ai tre carabinieri uccisi al Pilastro per mano della banda della Uno Bianca il 4 gennaio 1991 realizzato proprio al quartiere Pilastro. Il Monumento ronchese dedicato a  Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini,  carabinieri vittime della banda della Uno   bianca, fu realizzato per mano dello scultore Giovanni Maier su impulso di  "Nicola" Rusca e inaugurato a Ronchi nell'aprile del 1991. Trent'anni dopo il manufatto ha visto essere completato alla base con un mosaico che richiama la bandiera italiana.  Nella mattinata del 15 maggio si apprendeva del danneggiamento di qu...

Ti fermi per 60 secondi davanti al Palazzo delle Istituzioni? Scatta l'allarme, succede a Bergamo




A Bergamo è stato introdotto un sistema di videosorveglianza che è composto da 10 telecamere, con inquadratura fissa, che azionano un allarme, a seguito della rilevazione dell' impegno prolungato dell'area virtuale contrassegnata da un'immaginaria linea di interdizione". In particolare, il sistema si attiva in caso di impegno e permanenza prolungata da parte di un soggetto, per oltre 30 secondi, nell'area adiacente i siti monumentali, e per oltre 60 secondi, per quella in prossimità delle sedi istituzionali.
L'allarme, di tipo ottico/acustico, si manifesta sul monitor della postazione di controllo, richiamando, con un'allerta immediata, l'attenzione dell'operatore di polizia locale addetto alla centrale operativa per il quale si rendono visibili le informazioni dettagliate dell'evento. In tali ipotesi, le immagini rilevate, che riguardano una "superficie congrua, (…) strettamente necessaria all'efficacia del sistema", vengono registrate.. ed il Garante per la Privacy con il provvedimento n. 136 del 21 marzo 2013 afferma che "Tale sistema di videosorveglianza, sulla base degli elementi acquisiti in atti, non comporta, in concreto, un pregiudizio rilevante per l'interessato, idoneo a determinare effetti particolarmente invasivi sulla sua sfera di autodeterminazione e, più in generale, sui suoi diritti e libertà fondamentali."
Anzi, specifica che le caratteristiche del sistema in esame nel rilevare la presenza prolungata dell'interessato nell'area adiacente determinati siti monumentali e sedi istituzionali puntualmente segnalati, producono l'effetto esclusivo di richiamare l'attenzione dell'operatore di polizia locale addetto alla centrale operativa, al fine di favorirne un eventuale tempestivo intervento.
Dalla documentazione trasmessa in atti, non risulta che il sistema attivi ulteriori funzionalità, anche eventualmente legate al comportamento dell'interessato ripreso, quali, ad esempio, la capacità di rilevare i percorsi, l'analisi audio, la geolocalizzazione o il riconoscimento tramite incrocio con ulteriori specifici dati personali o confronto con una campionatura precostituita Ed allora legittima tale sistema di controllo anche perchè, come sottolineato dal Garante, la dichiarata inadeguatezza delle misure di controllo alternative determinata dall'esiguità del personale impiegabile, giustifica in sostanza il trattamento dei dati personali che il Comune di Bergamo intende effettuare per le predette finalità di sicurezza urbana tramite il sistema di videosorveglianza in questione nei termini e con le modalità sopra descritte. L'unica prescrizione che viene invocata è quella di avvisare i cittadini della presenza di questo innovativo strumento di controllo. 
 Le telecamere sostituiscono da un lato gli operatori addetti al controllo del così detto ordine pubblico e dall'altro controllano ogni respiro dell'individuo. Certo, se ti fermerai 59 secondi davanti ad un Palazzo delle Istituzioni non scatterà alcun allarme, ma al sessantesimo secondo... così come se ti fermerai davanti ad un monumento per 29 secondi non scatterà alcun allarme ma al trentesimo secondo... D'altronde le azioni di vandalismo sono da contrastare, certamente e ci mancherebbe altro, ma quanto è tollerabile un sistema di controllo così invasivo ed estendibile anche ad azioni e gesti di non vandalismo? Che il Garante della Privacy ha anche legittimato?



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