Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

Il monologo dei quattro candidati alla Presidenza del FVG


Era atteso, doveva essere l'evento degli eventi politici, quello organizzato da Ande, Aidda e il Piccolo, nella sala Tergeste dell’hotel Savoia a Trieste, dove i quattro candidati alla Presidenza della Regione del FVG, Renzo Tondo, Debora Serracchiani,Franco Bandelli,Saverio Galluccio, coordinati dal direttore del Piccolo ,Paolo Possamai, dovevano sfidarsi in una sorta di ring.
Ma in realtà più che di confronto o scontro, o sfida, quello che è emerso è stato un lungo monologo.
Ognuno dei candidati ha risposto alle puntuali domande del direttore del Piccolo, esplicando in sostanza il proprio programma elettorale, senza mia guardarsi in faccia gli uni con gli altri, d'altronde non poteva che essere così.
Un programma che è noto da tempo, consultabile nei rispettivi siti internet, nei gazebo di Piazza della Borsa a Trieste o nei vari punti sparsi per il Friuli Venezia Giulia.

La sala era gremita, molti dei partecipanti certamente erano di parte, tanto che lo stesso Possamai all'inizio dirà “applaudire è un conto, le claque sono altra cosa”, ribadendo che “lo stadio è altra roba.”
La prima domanda, che è quella più importante riguarda il modo in cui il prossimo Presidente della Regione del FVG affronterà la crisi in regione, tenendo conto che il bilancio attuale è di circa 4 miliardi di euro, come insomma ristrutturare la spesa?
Il primo a prendere la parola sarà Tondo, il quale dirà in sostanza e senza mezzi termini, cosa non scontata, visto che si è in campagna elettorale, che si deve rivedere la macchina organizzativa, continuare con il blocco del turnover, vedere i costi del personale; la Serracchiani, la seconda a prendere la parola, incentrerà il suo discorso su come e dove prendere le risorse, ricordando che si deve guardare all'Unione Europea ai finanziamenti delle politiche comunitarie, ricontrattando il federalismo fiscale, applicando una revisione alle spese del Consiglio Regionale e rivedere alcune grandi opere come la terza corsia, che a detta della Serracchiani andrà fatta ma con finanziamenti diversi.
Poi sarà il turno di Bandelli il quale debutterà con un discorso di principi e generico, evidenziando in una seconda fase in modo più specifico l'importanza del sistema incentivi per le imprese che trasferiscono la propria sede legale in Friuli Venezia Giulia.

Genericità dell'intervento, che comunque non si ripeterà successivamente, che verrà rimproverata da Possamai, il quale a parer mio ha stuzzicato più di una volta, con stoccate sottili il Presidente uscente Tondo ponendo in dubbio la imparzialità della conduzione della serata.
L'ultimo intervento, e questo sarà l'ordine degli interventi per tutta l'evento, sarà quello di Galluccio, del M5S, parlerà di una politica che deve prestare attenzione ai costi, di una Regione che deve garantire i servizi sociali, parlerà di sanità funzionante ed informatizzazione.
E sarà su tutta questa linea il mancato confronto o scontro tra i quattro candidati, salvo qualche replica satirica che Bandelli farà a Tondo.

Dal punto di vista comunicativo, perché è questo che mi interessava, non entro nel merito dei programmi elettorali o delle questioni affrontate successivamente, chi ha assistito a quel dibattito certamente non vedrà mutare la propria maturata opinione sul chi votare, o sul chi non votare o sul non votare proprio, è da sottolineare la pragmaticità della politica esperta ed abituata a questi tipi di confronti, e la timidezza, che a parer mio è emersa in sala, da parte invece del candidato del M5S.
Altra annotazione riguarda la mancata regolamentazione del tempo durante gli interventi. Una non regolamentazione che è stata certamente ben usata dalla Serracchiani prima, Tondo e Bandelli al secondo posto a “pari merito” e Galluccio alla fine.
Si deve registrare che all'inizio dell'evento, innanzi l'Hotel Savoia che ospitava questo pseudo-ring, si è svolto un volantinaggio da parte della Casa delle Culture, che ricorda come in città, centinaia, forse migliaia, di persone necessitano di una risposta al problema della casa, sfratti,alloggi sfitti.
Già, contraddizioni esistenti in una Regione che per ribaltare la crisi, deve necessariamente guardare all'Unione Europea che a sua volta deve invertire radicalmente rotta, una UE che deve puntare principalmente alla solidarietà sociale, ai diritti, al lavoro che svanisce giorno dopo giorno, alla cultura, alla ricerca, è necessaria se non vitale una politica che deve vivere tra la gente e con la gente, e non solo per ragioni strumentali, una politica tutta che ad oggi, se continua su questa strada, non sarà e non è rappresentativa delle principali esigenze della gente comune.
Quanti monologhi ancora?


Marco Barone






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