Alla fine cosa è cambiato dai tempi della cortina di ferro?

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    La celebre frase di Churchill «da Stettino, sul Baltico, a Trieste, sull’Adriatico, una cortina di ferro è calata attraverso il continente» faceva parte di un discorso pronunciato a Fulton, nel Missouri (Stati Uniti), il 5 marzo 1946.  L'inglese aveva utilizzato l’espressione «cortina di ferro» quasi un anno prima, in un telegramma personale inviato al presidente Truman il 12 maggio 1945.   Si tratta di un messaggio accorato, nel quale Churchill esprime la propria «profonda inquietudine» riguardo alle intenzioni dei russi nell’Europa orientale: “ Una cortina di ferro è calata sul loro fronte [dei russi]. Non sappiamo che cosa stia succedendo dietro di essa. Non c’è dubbio che l’intera regione ad est della linea Lubecca – Trieste – Corfù sara presto completamente nelle loro mani. A ciò inoltre bisogna aggiungere l’enorme area tra Eisenach e l’Elba che gli americani hanno conquistato e che presumo i russi occuperanno fra poche settimane, quando gli americ...

No alla valutazione no al capitale umano



Sono contrario ad ogni tipo di valutazione nella scuola e nella società in genere, abolirei voti e giudizi e pagelle. Chi ha deciso che i criteri di valutazione adottati sono quelli più consoni a formare l'individuo? Chi valuta il valutatore? Chi definisce i criteri? Quale oggettività? E specialmente siamo certi che la valutazione è uno strumento eticamente e moralmente utile per la società e che non è lo strumento per dividere le individualità nella società?
Si dice che la vita umana, in quanto tale, non può avere prezzo.
Ma ciò che ha un prezzo è la prestazione dell'individuo.
Ma conferendo un prezzo, dunque un valore economico alla prestazione dell'individuo, non si assegna un prezzo, un valore anche alla persona umana? Come accade similmente nel mondo del calcio. Dove i giocatori hanno un cartellino, che è valutato dal mercato e quel giocatore, che è una persona, verrà identificata in base al valore che ha sul mercato, dunque si è conferito un prezzo alla persona.
Questo è quello che vuole il capitalismo,prezzare ogni respiro dell'individuo.
Perché continuare a parlare per esempio di capitale umano?
L'essere umano non è un capitale, ma una persona, essere vivente, la cui esistenza non deve aver valore di mercato, ma nel momento in cui introduco il concetto di capitale umano, come accaduto negli ultimi anni, eticamente vado oltre la non valutazione economica dell'individuo. Conferire un valore economico alla prestazione, vuol dire conferire un valore economico all'individuo, dunque prezzare la vita, l'esistenza.
Il problema in realtà è dato dal sistema vigente, il capitalismo.
La valutazione altro principio concreto non è che quello di porre l'individuo in competizione, in “falsa” concorrenza, per il conseguimento dell'obbiettivo finale, l'oltre, ovvero il profitto.
Nessun processo di solidarietà, solo bieca competitività finalizzata alla realizzazione di quel profitto individuale che verrà assorbito dal profitto generale del capitalismo nell'ottica del grande cartello protetto dal capitalismo di Stato.
Questo non è il tempo dell'approfondimento critico, questo è il tempo dell'affondamento del pensiero e della ragione complessa ed articolata.
Dovremmo forse riscrivere il primo comma della nostra Costituzione in questo modo, l'Italia è una Repubblica democratica, fondata sull'uguaglianza, per invertire anche con la forma, che poi sarà sostanza, il processo sociale in itinere, che pone prima il profitto e poi l'essere umano.
Dunque anche per questi motivi dico no alla valutazione, no al capitale umano.


Commenti

  1. Se lei sta male va a farsi curare da un medico senza esperienza e con una laurea stiracchiata o si cerca un medico bravo,esperto, coscienzioso? Non fa anche lei una valutazione? Non esprime un giudizio con la sua scelta? Non cerca il meglio? È se cerca il meglio vuol dire che c'è un peggio. Col cazzo che siamo tutti uguali,uno si alza alle 5 e lavora fino a tardi e alleva figli e cerca di migliorare se stesso,la sua famiglia e la società indirettamente, e c'è un altro che sfrutta la pensione della nonna per comprarsi le sigarette e passa le giornate al bar,schifando il lavoro. Siamo uguali? Meritiamo la stessa ricompensa? Abbiamo lo stesso valore?

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  2. giudizio e valutazione sono due cose diverse.
    La valutazione è valorizzazione dell'individuo nel senso voluto dal capitalismo, ma forse è cosa troppo ardua da comprendere,
    da anticapitalista non posso ragionare come un capitalista e se si è educati in tal senso il problema lo si può risolvere con una sana autocritica senza insultare, ma in questo paese governato dalla balena bianca prima e dal berlusconismo poi ha insegnato solo all'insulto e ciò non mi sorprende visto lo spessore politico di certi soggetti votati da milioni xxxxxx

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