Sono
contrario ad ogni tipo di valutazione nella scuola e nella società
in genere, abolirei voti e giudizi e pagelle. Chi ha deciso che i
criteri di valutazione adottati sono quelli più consoni a formare
l'individuo? Chi valuta il valutatore? Chi definisce i criteri? Quale
oggettività? E specialmente siamo certi che la valutazione è uno
strumento eticamente e moralmente utile per la società e che non è lo strumento per
dividere le individualità nella società?
Si
dice che la vita umana, in quanto tale, non può avere prezzo.
Ma
ciò che ha un prezzo è la prestazione dell'individuo.
Ma
conferendo un prezzo, dunque un valore economico alla prestazione
dell'individuo, non si assegna un prezzo, un
valore anche alla persona umana? Come accade similmente nel mondo del
calcio. Dove i giocatori hanno un cartellino, che è valutato dal
mercato e quel giocatore, che è una persona, verrà identificata in
base al valore che ha sul mercato, dunque si è conferito un prezzo
alla persona.
Questo
è quello che vuole il capitalismo,prezzare ogni respiro
dell'individuo.
Perché
continuare a parlare per esempio di capitale umano?
L'essere
umano non è un capitale, ma una persona, essere vivente, la cui
esistenza non deve aver valore di mercato, ma nel momento in cui
introduco il concetto di capitale umano, come accaduto negli ultimi
anni, eticamente vado oltre la non valutazione economica
dell'individuo. Conferire un valore economico alla prestazione, vuol
dire conferire un valore economico all'individuo, dunque prezzare la
vita, l'esistenza.
Il
problema in realtà è dato dal sistema vigente, il capitalismo.
La
valutazione altro principio concreto non è che quello di porre
l'individuo in competizione, in “falsa” concorrenza, per il
conseguimento dell'obbiettivo finale, l'oltre, ovvero il profitto.
Nessun processo di solidarietà, solo bieca
competitività finalizzata alla realizzazione di quel profitto
individuale che verrà assorbito dal profitto generale del
capitalismo nell'ottica del grande cartello protetto dal capitalismo
di Stato.
Questo
non è il tempo dell'approfondimento critico, questo è il tempo
dell'affondamento del pensiero e della ragione complessa ed
articolata.
Dovremmo
forse riscrivere il primo comma della nostra Costituzione in questo
modo, l'Italia è una Repubblica democratica,
fondata sull'uguaglianza, per invertire anche
con la forma, che poi sarà sostanza, il processo sociale in itinere,
che pone prima il profitto e poi l'essere umano.
Dunque
anche per questi motivi dico no alla valutazione, no al capitale
umano.
Se lei sta male va a farsi curare da un medico senza esperienza e con una laurea stiracchiata o si cerca un medico bravo,esperto, coscienzioso? Non fa anche lei una valutazione? Non esprime un giudizio con la sua scelta? Non cerca il meglio? È se cerca il meglio vuol dire che c'è un peggio. Col cazzo che siamo tutti uguali,uno si alza alle 5 e lavora fino a tardi e alleva figli e cerca di migliorare se stesso,la sua famiglia e la società indirettamente, e c'è un altro che sfrutta la pensione della nonna per comprarsi le sigarette e passa le giornate al bar,schifando il lavoro. Siamo uguali? Meritiamo la stessa ricompensa? Abbiamo lo stesso valore?
RispondiEliminagiudizio e valutazione sono due cose diverse.
RispondiEliminaLa valutazione è valorizzazione dell'individuo nel senso voluto dal capitalismo, ma forse è cosa troppo ardua da comprendere,
da anticapitalista non posso ragionare come un capitalista e se si è educati in tal senso il problema lo si può risolvere con una sana autocritica senza insultare, ma in questo paese governato dalla balena bianca prima e dal berlusconismo poi ha insegnato solo all'insulto e ciò non mi sorprende visto lo spessore politico di certi soggetti votati da milioni xxxxxx