Quanti sono i bambini piccoli in
possesso di un telefono cellulare? Magari all'ultima moda?
Consumismo sfrenato da un lato, senso
della sfiducia nei confronti delle scuole dall'altro, comportano la
realizzazione di quel gesto che condurrà il bambino nel mondo
dell'alta tecnologia, alienandolo dalla realtà sociale ed
immergendolo nella realtà virtuale ove ogni abuso è possibile ove
ogni violenza è reale.
Più di una volta ho sentito parlare di
casi di genitori che regalano cellulari ai bambini perché devono
controllarli, devono sapere dove sono, anche quando si trovano a
scuola.
La fiducia nella scuola è venuta meno?
Certamente il Garante della Privacy che
ora invoca l'uso responsabile dei social network, non ha ha aiutato.
Già, perché nel momento in cui, nel suo provvedimento generale, in
tema di Privacy a Scuola, afferma che l'uso di cellulari e
smartphone è in genere consentito per fini strettamente personali,
ad esempio per registrare le lezioni, e sempre nel rispetto delle
persone, pur ricordando che
spetta comunque agli istituti scolastici decidere nella loro
autonomia come regolamentare o se vietare del tutto l'uso dei
cellulari, di certo non aiuta.
Nel momento in cui
dico sì all'uso dei cellulari a scuola, che sono il primo strumento
che aprono le vie sia alle molestie virtuali che al cyberbullismo,
come posso contrastare seriamente questo fenomeno?
I docenti già si
trovano a dover vivere e frequentare classi ultra-affollate, non
possono mica diventare forze dell'ordine nella scuola e non devono
diventarlo.
Il problema è
semplicemente di business ed economico.
Esistono interessi
milionari in quel settore, urlare alla tragedia, allo scandalo,
manifestare dolore per la tragedia prevedibile ed evitabile è
certamente legittimo, ma ipocrita nel momento in cui legittimo già
per i bambini l'utilizzo di certi strumenti nella scuola pubblica.
E comunque non si
può scaricare tutto sulle spalle della scuola, il problema è la
società, che non è più comunità e forse mai lo è stata, il
problema è nelle famiglie, il problema è nella droga della
tecnologia, del consumismo, che ha come scusante spesso la mancanza
di fiducia nell'altro.
Ma puntare solo il
dito verso la scuola è sbagliato, il dito deve essere puntato verso
tutti coloro che hanno favorito la diffusione incontrollata e che ora
non può essere certamente fermata, di strumenti altamente
tecnologici a dei bambini,e quando sin da piccoli, anche a soli 6
anni li si abitua al cellulare cosa altro pretendere? Quale buon uso
del cellulare, della rete? Chi vigila?
E' un problema che
ora non potrà essere risolto e neanche controllato semplicemente
perché è tardi.
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