I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

Immagine
C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Tagli delle province, si rischia la chiusura delle scuole


-->



La Corte Costituzionale doveva pronunciarsi a breve sul ricorso di ben otto Regioni italiane che contestavano la legittimità costituzionale del decreto Salva Italia sulle disposizioni relative al destino, scritto, delle Province. Una pronuncia che è stata rinviata probabilmente per la complessità della materia e per il carattere strettamente politico della stessa.
Ma le province non ci stanno.
Gestiscono oltre 5000 edifici scolastici, più di 115 mila classi, hanno la responsabilità della tutela dell'integrità psicofisica di oltre due milione di studenti e migliaia di lavoratori, e minacciano, a causa dei tagli come imposti dal Governo centrale, la chiusura anticipata delle scuole a causa della impossibilità di pagare il costo del riscaldamento.
Scuole insicure, scuole precarie, e come sempre chi paga e rischierà di pagare il tutto è la comunità scolastica.
Il diritto allo studio è un diritto relativo e non assoluto e ciò trova conferma nell'iniziativa proposta dalle province italiane.
Buona parte delle scuole italiane sarebbero a rischio di chiusura per la violazione della normativa in essere in tema di sicurezza dell'edilizia scolastica, ma nonostante tutto, con proroghe ed atti di burocrazia, si continua ad andare avanti, sino alla realizzazione di quella tragedia prevedibile ed evitabile, che mi auguro non accadrà mai, ma se troverà luogo, le lacrime della demagogia non saranno ammesse.
Studiare e lavorare al freddo è una situazione a dir poco surreale, spesso realtà in vari casi che difficilmente diventano notizia.
Si continua ad attaccare, con ritorsioni o direttamente, sempre il settore dell'istruzione.
E' in atto un processo di distruzione pubblica.
L'intervento dei privati a questo punto rischierà di essere inevitabile, probabilmente è quello che il sistema vuole ed impone con i soliti e noti tagli al settore dell'istruzione.
Diciamo una volte per tutte basta a questo modo di fare politica, di gestire la cosa pubblica ed il bene comune, che giorno dopo giorno, diviene sempre più comune per le operazioni indegne che lo riguardano e meno comune come bene della collettività.
Lavorare e studiare al freddo non si può, lavorare e studiare in scuole insicure non si può.

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?