Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Tagli delle province, si rischia la chiusura delle scuole


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La Corte Costituzionale doveva pronunciarsi a breve sul ricorso di ben otto Regioni italiane che contestavano la legittimità costituzionale del decreto Salva Italia sulle disposizioni relative al destino, scritto, delle Province. Una pronuncia che è stata rinviata probabilmente per la complessità della materia e per il carattere strettamente politico della stessa.
Ma le province non ci stanno.
Gestiscono oltre 5000 edifici scolastici, più di 115 mila classi, hanno la responsabilità della tutela dell'integrità psicofisica di oltre due milione di studenti e migliaia di lavoratori, e minacciano, a causa dei tagli come imposti dal Governo centrale, la chiusura anticipata delle scuole a causa della impossibilità di pagare il costo del riscaldamento.
Scuole insicure, scuole precarie, e come sempre chi paga e rischierà di pagare il tutto è la comunità scolastica.
Il diritto allo studio è un diritto relativo e non assoluto e ciò trova conferma nell'iniziativa proposta dalle province italiane.
Buona parte delle scuole italiane sarebbero a rischio di chiusura per la violazione della normativa in essere in tema di sicurezza dell'edilizia scolastica, ma nonostante tutto, con proroghe ed atti di burocrazia, si continua ad andare avanti, sino alla realizzazione di quella tragedia prevedibile ed evitabile, che mi auguro non accadrà mai, ma se troverà luogo, le lacrime della demagogia non saranno ammesse.
Studiare e lavorare al freddo è una situazione a dir poco surreale, spesso realtà in vari casi che difficilmente diventano notizia.
Si continua ad attaccare, con ritorsioni o direttamente, sempre il settore dell'istruzione.
E' in atto un processo di distruzione pubblica.
L'intervento dei privati a questo punto rischierà di essere inevitabile, probabilmente è quello che il sistema vuole ed impone con i soliti e noti tagli al settore dell'istruzione.
Diciamo una volte per tutte basta a questo modo di fare politica, di gestire la cosa pubblica ed il bene comune, che giorno dopo giorno, diviene sempre più comune per le operazioni indegne che lo riguardano e meno comune come bene della collettività.
Lavorare e studiare al freddo non si può, lavorare e studiare in scuole insicure non si può.

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