Prima del Ventennio: cronache di intolleranza e squadrismo nel Monfalconese di fine Ottocento

Noi abbiamo questa immagine del vecchio Impero asburgico come di un meraviglioso mosaico di popoli.  Dove italiani, sloveni, tedeschi, ungheresi vivevano tutti insieme appassionatamente, l'imperatore Francesco Giuseppe che vegliava su tutti, e le lingue e le identità di ciascuno venivano rispettate. E in parte è vero. In verità, se andiamo a stringere l'obiettivo, se andiamo a guardare cosa succedeva davvero tutti i giorni, ad esempio nel Monfalconese e anche a Ronchi, scopriamo che la realtà era un bel po' più spigolosa. Nei documenti e nelle cronache troviamo episodi che, a leggerli oggi, mettono i brividi. Roba che noi chiameremmo squadrismo bello e buono, ma vent'anni prima che nascessero i fasci di combattimento! Un'intolleranza becera verso gli sloveni e verso l'uso stesso della loro lingua. I giornali dell'epoca non facevano una piega. Anziché inorridire davanti alla violenza, si schieravano apertamente, senza il minimo pudore, dalla parte di chi mena...

E' in arrivo la legge sull'utilizzo del corpo post mortem




Che fare del proprio corpo dopo la morte?
Un problema etico complesso specialmente in una società, quale quella italiana, governata dai precetti antiquati del cattolicesimo.
Un problema etico e sociale che dovrebbe essere caratterizzato dal dibattito e dalla discussione e confronto, un problema che troverà la sua soluzione in una legge in arrivo, avvolta dal velo del silenzio.

Con otto articoli, il progetto di legge unificato (A.C. 746 ed abb.) colma il vuoto normativo in tema di donazione del corpo post mortem.
Tra i motivi che hanno determinato questa scelta ne emergono specialmente due, ovvero le lamentele manifestate più volte dagli studenti di medicina italiani ai quali manca un’effettiva possibilità di approfondire le proprie conoscenze anatomiche e dalla mancata possibilità al cittadino di donare il proprio corpo affinché possa essere utilizzato per fini di alto valore etico e umano, quali lo studio, appunto, e la ricerca scientifica.

All'interno di questo testo, di cui a livello mediatico ed informativo non è stata spesa una sola riga od una sola parola, si evidenzia che l’utilizzo del corpo umano e dei tessuti post mortem avviene mediante una dichiarazione di utilizzo del corpo post mortem redatta nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata.

Una copia di tale dichiarazione dovrà essere consegnata al centro di riferimento competente per territorio o all’azienda sanitaria di appartenenza, cui spetta comunque l’obbligo di consegnarla
al suddetto centro di riferimento.

E' importante rilevare che gli oneri per il trasporto della salma dal momento del decesso fino alla sua restituzione, le spese relative alla tumulazione, nonché le spese per l’eventuale cremazione, sono a carico delle istituzioni in cui hanno sede i centri che l’hanno presa in consegna, ma specialmente che l’utilizzo del corpo umano e dei tessuti post mortem non può avere fini di lucro.

Forse il silenzio che governa la navigazione di questa legge, giunta al porto dell'approvazione, non è casuale. Ma se i precetti del disposto normativo verranno rispettati, dalla sua entrata in vigore, vi dovranno essere delle campagne informative mirate e specifiche ed ovviamente l'oceano delle polemiche non tarderà ad arrivare.

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