Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

E' in arrivo la legge sull'utilizzo del corpo post mortem




Che fare del proprio corpo dopo la morte?
Un problema etico complesso specialmente in una società, quale quella italiana, governata dai precetti antiquati del cattolicesimo.
Un problema etico e sociale che dovrebbe essere caratterizzato dal dibattito e dalla discussione e confronto, un problema che troverà la sua soluzione in una legge in arrivo, avvolta dal velo del silenzio.

Con otto articoli, il progetto di legge unificato (A.C. 746 ed abb.) colma il vuoto normativo in tema di donazione del corpo post mortem.
Tra i motivi che hanno determinato questa scelta ne emergono specialmente due, ovvero le lamentele manifestate più volte dagli studenti di medicina italiani ai quali manca un’effettiva possibilità di approfondire le proprie conoscenze anatomiche e dalla mancata possibilità al cittadino di donare il proprio corpo affinché possa essere utilizzato per fini di alto valore etico e umano, quali lo studio, appunto, e la ricerca scientifica.

All'interno di questo testo, di cui a livello mediatico ed informativo non è stata spesa una sola riga od una sola parola, si evidenzia che l’utilizzo del corpo umano e dei tessuti post mortem avviene mediante una dichiarazione di utilizzo del corpo post mortem redatta nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata.

Una copia di tale dichiarazione dovrà essere consegnata al centro di riferimento competente per territorio o all’azienda sanitaria di appartenenza, cui spetta comunque l’obbligo di consegnarla
al suddetto centro di riferimento.

E' importante rilevare che gli oneri per il trasporto della salma dal momento del decesso fino alla sua restituzione, le spese relative alla tumulazione, nonché le spese per l’eventuale cremazione, sono a carico delle istituzioni in cui hanno sede i centri che l’hanno presa in consegna, ma specialmente che l’utilizzo del corpo umano e dei tessuti post mortem non può avere fini di lucro.

Forse il silenzio che governa la navigazione di questa legge, giunta al porto dell'approvazione, non è casuale. Ma se i precetti del disposto normativo verranno rispettati, dalla sua entrata in vigore, vi dovranno essere delle campagne informative mirate e specifiche ed ovviamente l'oceano delle polemiche non tarderà ad arrivare.

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