Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

#18 ore per tutte e tutti




Prima semplici voci di corridoio, anzi di quel lungo corridoio che attraversa il Palazzo di Viale Trastevere, poi bozze, poi la conferma. Al personale docente che opera nelle scuole secondarie di secondo grado, si incrementa, con un colpo di penna, che salta ogni tavolo di contrattazione sindacale, l'orario di lavoro.
Possono, non possono?
Se hanno proposto ciò, vuol dire che possono.
A prescindere da quanto ciò sia legittimo o legale.
Dunque si deve andare oltre il concetto del possono o non possono.
I sindacati giustamente si mobilitano, per la prima volta, dopo decenni di conflitti, il 24 novembre vi sarà probabilmente uno sciopero unitario con tanto di manifestazione nazionale, manca all'appello la sola CGIL, che non potrà non aderire.
Precari, docenti, tutti uniti da una sola norma.
Ma emergono i primi e comprensibili malumori.
I docenti della scuola dell'infanzia e della primaria, scrivendo anche in rete, lasciano trapelare che loro da anni svolgono 24, 25 ore, con uno stipendio più basso rispetto a quello dei docenti delle scuole superiori, nonostante siano tutti laureati.
Dunque il trattamento salariale, già misero , differenziato, oggi, non ha più motivo di sussistere.
Partiranno nuovi ricorsi per pretendere una parità di trattamento salariale?
Probabilmente chi vuole annientare la coscienza conflittuale della categoria, già precaria ed a rischio estinzione, per relegarla nelle vie legalitarie dal grande business, lo farà.
A parer mio deve essere la lotta,che passerà anche per la via dello sciopero, a dover determinare ciò.
Se la lotta sarà condivisa, si possono violare anche le regole che disciplinano lo sciopero.
Si potrebbe osare anche lo sciopero selvaggio, continuativo, per più giorni.
Ma perché ciò possa accadere vi deve essere unità di intenti.
Cosa farà lo Stato? Licenzierà tutti i docenti che sciopereranno in violazione delle normi esistenti?
Se lo sciopero selvaggio volto a contrastare delle norme selvagge verrà condiviso, certamente lo Stato non potrà licenziare i dipendenti, ma licenzierà il suo modo di denigrare la dignità dei lavoratori.
Dunque, ora non si dovrà solo pretendere la cancellazione di quella norma che incrementa l'orario di lavoro a 24 ore, ma l'intera revisione della disciplina, pretendendo 18 ore per tutti e tutte, in tutti gli ordini e gradi di scuole con uno stipendio non inferiore alla media europea.
Se questa rivendicazione verrà condivisa, l'intera categoria sarà unità ed ogni azione di lotta e di massa sarà legittima e legittimata.
Parità di trattamento, parità di orario, e lavoro ai precari.
Se vuoi, puoi.
A noi la scelta.


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