Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

#18 ore per tutte e tutti




Prima semplici voci di corridoio, anzi di quel lungo corridoio che attraversa il Palazzo di Viale Trastevere, poi bozze, poi la conferma. Al personale docente che opera nelle scuole secondarie di secondo grado, si incrementa, con un colpo di penna, che salta ogni tavolo di contrattazione sindacale, l'orario di lavoro.
Possono, non possono?
Se hanno proposto ciò, vuol dire che possono.
A prescindere da quanto ciò sia legittimo o legale.
Dunque si deve andare oltre il concetto del possono o non possono.
I sindacati giustamente si mobilitano, per la prima volta, dopo decenni di conflitti, il 24 novembre vi sarà probabilmente uno sciopero unitario con tanto di manifestazione nazionale, manca all'appello la sola CGIL, che non potrà non aderire.
Precari, docenti, tutti uniti da una sola norma.
Ma emergono i primi e comprensibili malumori.
I docenti della scuola dell'infanzia e della primaria, scrivendo anche in rete, lasciano trapelare che loro da anni svolgono 24, 25 ore, con uno stipendio più basso rispetto a quello dei docenti delle scuole superiori, nonostante siano tutti laureati.
Dunque il trattamento salariale, già misero , differenziato, oggi, non ha più motivo di sussistere.
Partiranno nuovi ricorsi per pretendere una parità di trattamento salariale?
Probabilmente chi vuole annientare la coscienza conflittuale della categoria, già precaria ed a rischio estinzione, per relegarla nelle vie legalitarie dal grande business, lo farà.
A parer mio deve essere la lotta,che passerà anche per la via dello sciopero, a dover determinare ciò.
Se la lotta sarà condivisa, si possono violare anche le regole che disciplinano lo sciopero.
Si potrebbe osare anche lo sciopero selvaggio, continuativo, per più giorni.
Ma perché ciò possa accadere vi deve essere unità di intenti.
Cosa farà lo Stato? Licenzierà tutti i docenti che sciopereranno in violazione delle normi esistenti?
Se lo sciopero selvaggio volto a contrastare delle norme selvagge verrà condiviso, certamente lo Stato non potrà licenziare i dipendenti, ma licenzierà il suo modo di denigrare la dignità dei lavoratori.
Dunque, ora non si dovrà solo pretendere la cancellazione di quella norma che incrementa l'orario di lavoro a 24 ore, ma l'intera revisione della disciplina, pretendendo 18 ore per tutti e tutte, in tutti gli ordini e gradi di scuole con uno stipendio non inferiore alla media europea.
Se questa rivendicazione verrà condivisa, l'intera categoria sarà unità ed ogni azione di lotta e di massa sarà legittima e legittimata.
Parità di trattamento, parità di orario, e lavoro ai precari.
Se vuoi, puoi.
A noi la scelta.


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