La grande ipocrisia: il caso Regeni e il bluff dell'amicizia egiziana

  Allora, guardate, la questione è d'un’evidenza quasi imbarazzante, e bisogna avere il coraggio di dirlo con grande chiarezza. Perché qui siamo di fronte a uno di quei casi in cui la storia — e la cronaca giudiziaria — ci mette sotto gli occhi una realtà drammatica, senza infingimenti. Il punto centrale è questo: l’Egitto, che a parole è sempre stato descritto come questo grande alleato, questo partner fondamentale dell’Italia nel Mediterraneo, sul piano della verità e della giustizia per Giulio Regeni non ha mosso un solo millimetro. Mai. E si è arrivati a questo paradosso straordinario — ed è una sentenza davvero incredibile — in cui la Corte ha condannato alcuni funzionari per il sequestro di Giulio, per quell'atto di violenza di Stato, ma non per la sua uccisione. L'accusa di omicidio, che la Procura contestava al solo Sharif e per la quale era stato chiesto l'ergastolo, non è stata riconosciuta.  In tutti questi anni, la cooperazione giudiziaria da parte egiziana ...

#18 ore per tutte e tutti




Prima semplici voci di corridoio, anzi di quel lungo corridoio che attraversa il Palazzo di Viale Trastevere, poi bozze, poi la conferma. Al personale docente che opera nelle scuole secondarie di secondo grado, si incrementa, con un colpo di penna, che salta ogni tavolo di contrattazione sindacale, l'orario di lavoro.
Possono, non possono?
Se hanno proposto ciò, vuol dire che possono.
A prescindere da quanto ciò sia legittimo o legale.
Dunque si deve andare oltre il concetto del possono o non possono.
I sindacati giustamente si mobilitano, per la prima volta, dopo decenni di conflitti, il 24 novembre vi sarà probabilmente uno sciopero unitario con tanto di manifestazione nazionale, manca all'appello la sola CGIL, che non potrà non aderire.
Precari, docenti, tutti uniti da una sola norma.
Ma emergono i primi e comprensibili malumori.
I docenti della scuola dell'infanzia e della primaria, scrivendo anche in rete, lasciano trapelare che loro da anni svolgono 24, 25 ore, con uno stipendio più basso rispetto a quello dei docenti delle scuole superiori, nonostante siano tutti laureati.
Dunque il trattamento salariale, già misero , differenziato, oggi, non ha più motivo di sussistere.
Partiranno nuovi ricorsi per pretendere una parità di trattamento salariale?
Probabilmente chi vuole annientare la coscienza conflittuale della categoria, già precaria ed a rischio estinzione, per relegarla nelle vie legalitarie dal grande business, lo farà.
A parer mio deve essere la lotta,che passerà anche per la via dello sciopero, a dover determinare ciò.
Se la lotta sarà condivisa, si possono violare anche le regole che disciplinano lo sciopero.
Si potrebbe osare anche lo sciopero selvaggio, continuativo, per più giorni.
Ma perché ciò possa accadere vi deve essere unità di intenti.
Cosa farà lo Stato? Licenzierà tutti i docenti che sciopereranno in violazione delle normi esistenti?
Se lo sciopero selvaggio volto a contrastare delle norme selvagge verrà condiviso, certamente lo Stato non potrà licenziare i dipendenti, ma licenzierà il suo modo di denigrare la dignità dei lavoratori.
Dunque, ora non si dovrà solo pretendere la cancellazione di quella norma che incrementa l'orario di lavoro a 24 ore, ma l'intera revisione della disciplina, pretendendo 18 ore per tutti e tutte, in tutti gli ordini e gradi di scuole con uno stipendio non inferiore alla media europea.
Se questa rivendicazione verrà condivisa, l'intera categoria sarà unità ed ogni azione di lotta e di massa sarà legittima e legittimata.
Parità di trattamento, parità di orario, e lavoro ai precari.
Se vuoi, puoi.
A noi la scelta.


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