Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Alla ricerca della pantera isontina e dell'orso carsico passando per il delfino triestino




Quando la realtà supera ogni fantasia ed immaginazione.
Alla ricerca della pantera isontina o dell'orso carsico o del delfino triestino.
Una sorta di libro della giungla tutto isontino e triestino.
Già perché ultimamente tra le campagne di Fossalon e le alture carsiche che uniscono Basovizza con Sesana, passando per le acque del golfo triestino è accaduto di tutto.
Go visto la pantera!
Mi go visto l'orso!
Mi go visto il delfino!
Tutte esclamazioni che qualcuno potrebbe ricondurre ad effetti collaterali di una estate letteralmente e climaticamente folle.
No.
Sembra invece essere tutto vero.
Chi con stratagemmi futuristici cerca di catturare in piena notte l'immagine che immortalerà l'orso, chi con l'aiuto dei lavoratori del circo Orfei e forze dell'ordine ma anche forestale andrà alla ricerca delle orme della pantera, chi osserva le acque del golfo attendendo il ritorno del delfino, ebbene questo chi è accaduto realmente.
La pantera o forse il puma, perchè ancora non chiaro di che animale trattasi, ed allora io voglio immaginare che sia una pantera, sarebbe stata vista da più persone, sono state visionate anche le sue impronte, si suggerisce anche di guardare in cima agli alberi, perché come il miglior felino potrebbe saltare tra gli alberi o nascondersi sugli alberi, quindi d'ora in avanti si dovrà osservare la campagna isontina a 360 gradi.
Ed allora ecco che partono le ricerche notturne, percorrendo la strada che conduce all'isola della Cona, il cuore batte silenziosamente, i fari della macchina cercano di far luce in quel buio che regna sovrano nelle strade di periferia, ma la pantera non si vede.
Pantera dove sei?
E qualcuno dirà, forse vi sarà uno scontro selvaggiamente naturale tra la pantera isontina e l'orso carsico ed il delfino farà da arbitro?
E se invece insieme si ritroveranno per fuggire dalla prigionia di questa società?
Perché una volta ritrovata, la pantera, che ne sarà di lei?
Cosa?
Sperando che qualche boom boom di un fucile del cacciatore, non la faccia secca.
Un colpo.
E la vita viene meno.
Sì, voglio credere che la pantera e l'orso si ritroveranno nei pressi di Opicina, per andar via, via da questa società, via dalla città per ritrovare quella felicità libera ed incondizionata che questo tempo dal vivo scontento mina come un campo di guerra ogni giorno.
L'argomento dell'estate che sovrasta ogni pensiero, in questa magica terra, è la pantera e l'orso passando dal delfino.
Un modo diverso per distrarsi da quella crisi che imprigiona risi e sorrisi lungi da ogni sentimento di umanità.

Marco Barone

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