Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Alla ricerca della pantera isontina e dell'orso carsico passando per il delfino triestino




Quando la realtà supera ogni fantasia ed immaginazione.
Alla ricerca della pantera isontina o dell'orso carsico o del delfino triestino.
Una sorta di libro della giungla tutto isontino e triestino.
Già perché ultimamente tra le campagne di Fossalon e le alture carsiche che uniscono Basovizza con Sesana, passando per le acque del golfo triestino è accaduto di tutto.
Go visto la pantera!
Mi go visto l'orso!
Mi go visto il delfino!
Tutte esclamazioni che qualcuno potrebbe ricondurre ad effetti collaterali di una estate letteralmente e climaticamente folle.
No.
Sembra invece essere tutto vero.
Chi con stratagemmi futuristici cerca di catturare in piena notte l'immagine che immortalerà l'orso, chi con l'aiuto dei lavoratori del circo Orfei e forze dell'ordine ma anche forestale andrà alla ricerca delle orme della pantera, chi osserva le acque del golfo attendendo il ritorno del delfino, ebbene questo chi è accaduto realmente.
La pantera o forse il puma, perchè ancora non chiaro di che animale trattasi, ed allora io voglio immaginare che sia una pantera, sarebbe stata vista da più persone, sono state visionate anche le sue impronte, si suggerisce anche di guardare in cima agli alberi, perché come il miglior felino potrebbe saltare tra gli alberi o nascondersi sugli alberi, quindi d'ora in avanti si dovrà osservare la campagna isontina a 360 gradi.
Ed allora ecco che partono le ricerche notturne, percorrendo la strada che conduce all'isola della Cona, il cuore batte silenziosamente, i fari della macchina cercano di far luce in quel buio che regna sovrano nelle strade di periferia, ma la pantera non si vede.
Pantera dove sei?
E qualcuno dirà, forse vi sarà uno scontro selvaggiamente naturale tra la pantera isontina e l'orso carsico ed il delfino farà da arbitro?
E se invece insieme si ritroveranno per fuggire dalla prigionia di questa società?
Perché una volta ritrovata, la pantera, che ne sarà di lei?
Cosa?
Sperando che qualche boom boom di un fucile del cacciatore, non la faccia secca.
Un colpo.
E la vita viene meno.
Sì, voglio credere che la pantera e l'orso si ritroveranno nei pressi di Opicina, per andar via, via da questa società, via dalla città per ritrovare quella felicità libera ed incondizionata che questo tempo dal vivo scontento mina come un campo di guerra ogni giorno.
L'argomento dell'estate che sovrasta ogni pensiero, in questa magica terra, è la pantera e l'orso passando dal delfino.
Un modo diverso per distrarsi da quella crisi che imprigiona risi e sorrisi lungi da ogni sentimento di umanità.

Marco Barone

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