Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Scritto blasfemo.



Sentimento e ragione si oppongono.
Io provoco, provoco rabbia e riflessione, sono consapevole, ed in tale consapevolezza ora scriverò.
Non si può e non si deve più morire di religione, qualsiasi religione essa sia.

Non so ben dire come ciò sia possibile, eppure è possibile.
Millenni, secoli di guerre e devastazioni, di potere e contro-potere, di annichilimenti collettivi del popolo, di indirizzamento della volontà popolare, insomma la più grande, immensa e geniale truffa mai orchestrata con tanto di note stonate per ogni buon senso, nell'umanità.
Un uomo e la sua setta.
Un uomo potente, protetto ed immolato nel nome di quel potere che oggi giorno ancora iberna il cervello di milioni di persone dietro ogni Ave dietro ogni Amen.
A quando l'amen all'ave?
Probabilmente prima o poi ciò dovrà accadere.
Ed accadrà.
Magia, stregoneria, grandi effetti scenici, teatro moderno applicato in un tempo lontano, con le più sofisticate tecniche illusionistiche degne del miglior mago di questa presente epoca.
Un genio.
Un genio dell'annichilimento della coscienza collettiva.
Probabilmente aveva un gran fascino, circondato da uomini e donne, amato dal suo gregge odiato da quel potere che si apprestava a combattere e sovvertire, con lo strumento della demagogia e della parabola, con lo strumento dell'illusionismo e della magia; potere contro potere.
Leggende e mistificazioni, sin dal tempo della sua nascita, una bambina ed un soggetto anziano, che in questa epoca verrebbe denunciata come una grande meschina situazione di pedofilia, ma si diceva che a quell'uomo era stata solo affidata, che nessuna consumazione carnale aveva mai avuto luogo.
Lui, figlio della potente dinastia di Davide, ha evitato la lapidazione di quella bambina, ha offerto protezione e dignità economica e sociale a quella bambina ed al nascituro che nel corso del tempo che verrà conquisterà villaggi e città, emozioni e sentimenti, speranze e credo.
Già una bambina violentata a 12 anni per alcuni a 16 anni per altri, nella sua purezza ed integrità.
Una vergogna che dovrebbe far urlare ad ogni scandalo e deprecazione, ma invece è emersa la santificazione del suo protettore. 
Forse si dirà che in quel tempo era normale, cosa è normale? Cosa non lo è? Io, nella mia provocazione, la reputo come la realizzazione di una mera umiliazione senza tempo, mutata nella sua essenza in divino avvenire.

Magia teatrale ecco trasformare sei anfore di acqua in vino perché quest'ultimo era venuto a mancare, ma anche gran portatore di maldicenza, eccolo maledire un povero albero di fico e questo appassire. E nel teatro scenico lo vedrai camminare sulle acque del lago, pronunciare parole dal grande effetto come «Talità kum» o "Effatà"ed ecco lo spettacolo avere luogo e le persone perdersi nella più becera perdizione che ancora oggi condiziona l'esistenza di milioni di esseri umani.
Potere contro potere, conquistato con lo strumento della magia, il più grande mago della storia dell'umanità, che ha consentito l'edificazione di quel tempio del potere che oggi determina il modo di vivere le regole del nostro Paese, una realtà che ha procurato sofferenze e guerre, morti e vittime, nel nome di quella violenza chiamata religione.
Probabilmente questo scritto verrà reputato come blasfemo.
Ma è più blasfemo questo scritto, o quella violenza subliminale che l'umanità ogni giorno deve vivere a causa di quell'annichilimento della coscienza sociale e collettiva come determinata nel nome del credo?
Discutiamone.
Quell'individuo disse ad un suo discepolo : "Non essere più incredulo, ma credente!". Rispose il suo discepolo: "Mio Signore e mio Dio!". »
Già, mio signore e mio Dio, già, discepolo.
Discepoli dell'inibizione verso ogni umana ragione.


Marco Barone


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