L'organizzazione O che ha anticipato GLADIO aveva come principale obiettivo il monfalconese ma fu Gorizia ad avere il primato di strutture paramilitari

Da pochi mesi è disponibile una mole di documentazione enorme che riguarda l'attività della commissione Moro (XVII legislatura),  come desecretata dall’Ufficio di presidenza della Camera dei deputati. Tra i vari documenti che interessano le indagini sulle zone ancora oggi tutt'altro che pienamente risolte sull'omicidio di Moro e gli agenti della sua scorta ve ne sono alcuni focalizzati su GLADIO e le organizzazioni di guerra ritenute non ortodosse che hanno avuto affermazione anche nel nostro territorio. Come la Organizzazione O    derivata dalla analoga organizzazione "Osoppo", che a sua volta traeva origine dalla omonima formazione partigiana anticomunista. Secondo quanto affermato in una scheda informativa proveniente dal Sismi alla quale ha attinto anche il Comitato Parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza per la relazione presentata il 4 marzo 1992, dopo la smobilitazione della formazione partigiana, avvenuta in data 24 giugno 194...

Scritto blasfemo.



Sentimento e ragione si oppongono.
Io provoco, provoco rabbia e riflessione, sono consapevole, ed in tale consapevolezza ora scriverò.
Non si può e non si deve più morire di religione, qualsiasi religione essa sia.

Non so ben dire come ciò sia possibile, eppure è possibile.
Millenni, secoli di guerre e devastazioni, di potere e contro-potere, di annichilimenti collettivi del popolo, di indirizzamento della volontà popolare, insomma la più grande, immensa e geniale truffa mai orchestrata con tanto di note stonate per ogni buon senso, nell'umanità.
Un uomo e la sua setta.
Un uomo potente, protetto ed immolato nel nome di quel potere che oggi giorno ancora iberna il cervello di milioni di persone dietro ogni Ave dietro ogni Amen.
A quando l'amen all'ave?
Probabilmente prima o poi ciò dovrà accadere.
Ed accadrà.
Magia, stregoneria, grandi effetti scenici, teatro moderno applicato in un tempo lontano, con le più sofisticate tecniche illusionistiche degne del miglior mago di questa presente epoca.
Un genio.
Un genio dell'annichilimento della coscienza collettiva.
Probabilmente aveva un gran fascino, circondato da uomini e donne, amato dal suo gregge odiato da quel potere che si apprestava a combattere e sovvertire, con lo strumento della demagogia e della parabola, con lo strumento dell'illusionismo e della magia; potere contro potere.
Leggende e mistificazioni, sin dal tempo della sua nascita, una bambina ed un soggetto anziano, che in questa epoca verrebbe denunciata come una grande meschina situazione di pedofilia, ma si diceva che a quell'uomo era stata solo affidata, che nessuna consumazione carnale aveva mai avuto luogo.
Lui, figlio della potente dinastia di Davide, ha evitato la lapidazione di quella bambina, ha offerto protezione e dignità economica e sociale a quella bambina ed al nascituro che nel corso del tempo che verrà conquisterà villaggi e città, emozioni e sentimenti, speranze e credo.
Già una bambina violentata a 12 anni per alcuni a 16 anni per altri, nella sua purezza ed integrità.
Una vergogna che dovrebbe far urlare ad ogni scandalo e deprecazione, ma invece è emersa la santificazione del suo protettore. 
Forse si dirà che in quel tempo era normale, cosa è normale? Cosa non lo è? Io, nella mia provocazione, la reputo come la realizzazione di una mera umiliazione senza tempo, mutata nella sua essenza in divino avvenire.

Magia teatrale ecco trasformare sei anfore di acqua in vino perché quest'ultimo era venuto a mancare, ma anche gran portatore di maldicenza, eccolo maledire un povero albero di fico e questo appassire. E nel teatro scenico lo vedrai camminare sulle acque del lago, pronunciare parole dal grande effetto come «Talità kum» o "Effatà"ed ecco lo spettacolo avere luogo e le persone perdersi nella più becera perdizione che ancora oggi condiziona l'esistenza di milioni di esseri umani.
Potere contro potere, conquistato con lo strumento della magia, il più grande mago della storia dell'umanità, che ha consentito l'edificazione di quel tempio del potere che oggi determina il modo di vivere le regole del nostro Paese, una realtà che ha procurato sofferenze e guerre, morti e vittime, nel nome di quella violenza chiamata religione.
Probabilmente questo scritto verrà reputato come blasfemo.
Ma è più blasfemo questo scritto, o quella violenza subliminale che l'umanità ogni giorno deve vivere a causa di quell'annichilimento della coscienza sociale e collettiva come determinata nel nome del credo?
Discutiamone.
Quell'individuo disse ad un suo discepolo : "Non essere più incredulo, ma credente!". Rispose il suo discepolo: "Mio Signore e mio Dio!". »
Già, mio signore e mio Dio, già, discepolo.
Discepoli dell'inibizione verso ogni umana ragione.


Marco Barone


Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?