La mostra "memorie ritrovate" di Monfalcone? Mostra politica di stampo nazionalista

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Dobbiamo dircelo chiaramente, senza girarci intorno: quando prendi l’arte e la schiaffi a forza dentro la politica, cosa pretendi che ne esca fuori?! Ne esce una cosa che con l'arte non c'entra più un accidente! Ne esce propaganda, pura. Ed è esattamente quello che sta succedendo con la mostra "Memorie ritrovate" a Monfalcone. Ma io vi sfido ad entrarci! Voi entrate lì e cosa vi trovate davanti? Una galleria d'arte? Ma neanche per idea! Vi sembra di essere piombati a piedi giunti dentro la sede di una di quelle organizzazioni ultra-nazionaliste che per decenni hanno fatto dell'antijugoslavismo il loro dogma sacro e intoccabile! È un'operazione scopertamente politica, di uno stampo nazionalista che fa rizzare i capelli! E badate bene: il problema non sono gli artisti! Sia chiara una cosa: qui nessuno sta mettendo in discussione la grandezza o la qualità delle opere di Pietro Fragiacomo, di Guido Grimani, di Piero Coelli o di Carà. Per carità divina! L...

Trieste: una macchina, la Bora e tre fotografi.


Correva il 1 febbraio 2012.
Un pomeriggio borizzato, dove nell'intento di attraversare Piazza dell'Unità d'Italia, ibernavi ogni pensiero, ogni sensazione, ogni senso, in quel freddo non più tipico dell'inverno perduto ed ora ritrovato.
Il semaforo era ancora rosso.
Erano le ore 16.00 circa.
Nonostante la Bora persistente, osservavi il Molo Audace circondato dalla furia delle acque del golfo triestino.
Soffiava, e soffia la Bora.
Ma all'improvviso, notavi un qualcosa di stravagante, di audace ma nello stesso tempo di folle.
Una persona di ritorno dal Molo, nella classica sfida uomo-natura, ma la cosa che più di ogni altra carpiva la mia attenzione era il notare una utilitaria color rosso che veniva guidata sul  Molo.
Tre fotografi, protetti dal chiosco di cemento nei pressi del Molo Audace, erano pronti a fotografare quell'auto, condotta da qualche testa non pensante.
La Bora e la fotografia, nella città hanno avuto sempre un rapporto affascinante ma a volte anche turbolento come la storia d'amore tra il controverso Vidali e la rivoluzionaria Tina Modotti.
Quindi, incontrar in tempo di Bora amanti della fotografia, della violenza dolce della natura, è un fatto più che naturale.
Ma le coincidenze a volte lasciano riflettere.
Specialmente quando sul giornale principale della Città, il giorno dopo, il 2 febbraio 2012, leggi un breve articolo che immortalava proprio quella scena, l'utilitaria rossa sul Molo e ricordando ai triestini che in tempo di Bora vi è sempre qualcuno che sfida la Bora.
Quel Molo Audace che forse si prepara a vivere il suo divenir ghiaccio, come accadde nel lontano febbraio del 1954 dove il freddo gelò anche il mare baciante le Rive.
Sarà stata solo una coincidenza incontrare tre fotografi, lì, sul Molo nell'atto di immortalare con uno scatto automatico quell'utilitaria rossa, che in barba ad ogni divieto ed ogni senso di coscienza, girovagava sul suo manto di cemento, oppure il tutto era stato concordato, contro ogni buon senso contro ogni stato di sicurezza, per crear l'effetto scoop su tal giornale?
Anche perché, pur se breve notizia, in verità, lascerà discutere, si parlerà dell'utilitaria in giro sul Molo.
Le coincidenze possono esistere, ma a volte a pensar in modo diffidente, non si erra certamente.
Anzi si svelano tante falsità ed ipocrisie.
Si svelano le idiozie di tal società.

Marco Barone


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