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Visualizzazione dei post con l'etichetta bora

La mostra "memorie ritrovate" di Monfalcone? Mostra politica di stampo nazionalista

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Dobbiamo dircelo chiaramente, senza girarci intorno: quando prendi l’arte e la schiaffi a forza dentro la politica, cosa pretendi che ne esca fuori?! Ne esce una cosa che con l'arte non c'entra più un accidente! Ne esce propaganda, pura. Ed è esattamente quello che sta succedendo con la mostra "Memorie ritrovate" a Monfalcone. Ma io vi sfido ad entrarci! Voi entrate lì e cosa vi trovate davanti? Una galleria d'arte? Ma neanche per idea! Vi sembra di essere piombati a piedi giunti dentro la sede di una di quelle organizzazioni ultra-nazionaliste che per decenni hanno fatto dell'antijugoslavismo il loro dogma sacro e intoccabile! È un'operazione scopertamente politica, di uno stampo nazionalista che fa rizzare i capelli! E badate bene: il problema non sono gli artisti! Sia chiara una cosa: qui nessuno sta mettendo in discussione la grandezza o la qualità delle opere di Pietro Fragiacomo, di Guido Grimani, di Piero Coelli o di Carà. Per carità divina! L...

Come chiamare il verso della Bora?

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E' mancata, mancata per un lungo periodo, ma è arrivata, l'amata Bora. Scivolando dall'alto ponte di Veglia, poi schiaffeggiato il nudo Carso, sino al seno di Trieste e la via per la Bisiacaria, spazzando via la ruggine dalla strade dei borghi e di città, e la Bora divenne il vento dell'Impero perduto. Prima il vuoto. Poi un colpo di sciabola violento. Non la puoi vedere, non è come la pioggia, come la neve, come la grandine, ma la puoi sentire e la senti e l'ascolti. Sbatte contro i muri, attraversa secoli di natura, solleva macigni di modernità ed allevia la nostalgia per l'antichità. Fermo lì con le mani a cercar l'equilibrio per non cadere rovinosamente per terra, colpito alle spalle, come un traditore, ti chiederai ma che verso è quello della Bora? Ulula? Urlo lamentoso, lungo ed inquietante che ricorda le lamentazioni perdute nelle foreste nere? Grido di rabbia?  Sviolinata carsica? Una miscela di indie ed  elettro-pop ? Ma è un suono od un rumore?...

Trieste: la follia sfidare la bora sul Molo Audace

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La bora è una sorta di requiem itinerante. Cammini per la città e vivi una situazione a volte spettrale. Oggetti rotolare con furia per le strade, altri rompersi in mille frantumi, gli alberi dondolare con vigore, il cielo aprirsi per una nuova vita che verrà. La bora spazza via tutto ed il tutto. La bora urlando si riprende i propri spazi, i luoghi edificati dall'umanità selvaggia. Ma vi è un luogo a Trieste ove la bora prende forma. Il Molo Audace. Lì la potrai non solo sentire, in tutta la sua potenza, ma anche vedere e toccare. Prende forma sulla cresta delle mille ed infine onde del golfo triestino. Prende forma con le gocce salate dell'acqua di mare. Ed è una tentazione forte, irrazionale, quella di voler fare schiaffeggiare il proprio corpo dalla dea bora e sfidarla. In tale metà  novembre ci hanno provato, come da consuetudine, diverse persone. Verso il calar del sole, alle spalle della periferia triestina, vedrai prima una coppia tenta...

La Bora sul Canal Grande di Trieste

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Acque di Canal Grande e  scivola la bora sul tuo maestoso vello  tra quelle lignee barche che cercano di sguinzagliarsi dalle piccole e possenti bitte per navigare oltre il ponte di città. Sospeso sul ponte curto tra le colonne ioniche della Chiesa di Sant'Antonio lo sguardo bronzeo di James Joyce e quella alta, altissima cupola  avvolta dal rame e dominata dall'aquila napoleonica che pur ti ricorda nel tempo della irrequieta Trieste quali fasti quale gloria quale storia scivola sulle acque del canal Grande della vecchia Tergeste. E l'amata Bora, regina dei venti, sospinge il mare verso  l'attesa  infinità . E la Bora non si nasconde ma  si materializza sulla cresta di tante e minute onde. Marco Barone

Il tempo della Rivoluzione è finito. Amen.

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Ascolto la bora bramire rabbia. Invade e conquista ogni spazio vitale, dormiente e pulsante emozione. Tremano le case, si ribaltano i mezzi di trasporto, spazzatura libera e vagante per le strade della Città deserta, però, nonostante tutto, la bora è una sensazione di vita da provare. Nonostante tutto Trieste senza la bora, non sarebbe Trieste. Sarà per via di questo freddo gelido, sarà per via il vento dell'Est, che turba e iberna ogni pensiero, che il non pensiero mi accompagna verso una lucidità mentale, incredibilmente dolorosa. Dolorosa perché devo prendere atto di una sconfitta. Non sarò in ogni caso disfattista, giammai, sarò propositivo, questo sempre. Ma è giunto il momento di ammetterlo. Abbiamo perso. Sì, abbiamo perso. Il Capitalismo nell'enorme menzogna teatrale dagli effetti ovvi e reali della Crisi, chi ha fucilato, ci ha ucciso. Ha ucciso ogni solidarietà sociale, ha ucciso ogni pretesa, ha ucciso ogni concessione, ha ucciso ogni dignità, ha ucciso ogni fi...

Trieste: una macchina, la Bora e tre fotografi.

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Correva il 1 febbraio 2012. Un pomeriggio borizzato , dove nell'intento di attraversare Piazza dell'Unità d'Italia, ibernavi ogni pensiero, ogni sensazione, ogni senso, in quel freddo non più tipico dell'inverno perduto ed ora ritrovato. Il semaforo era ancora rosso. Erano le ore 16.00 circa. Nonostante la Bora persistente, osservavi il Molo Audace circondato dalla furia delle acque del golfo triestino. Soffiava, e soffia la Bora. Ma all'improvviso, notavi un qualcosa di stravagante, di audace ma nello stesso tempo di folle. Una persona di ritorno dal Molo, nella classica sfida uomo-natura, ma la cosa che più di ogni altra carpiva la mia attenzione era il notare una utilitaria color rosso che veniva guidata sul  Molo. Tre fotografi, protetti dal chiosco di cemento nei pressi del Molo Audace, erano pronti a fotografare quell'auto, condotta da qualche testa non pensante. La Bora e la fotografia, nella città hanno avuto sempre un rapporto affascinante ma a vol...

Uomo libero

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Onde ribelli inondano le piazze indignate sgomberate dalla bieca apparenza in un tempo ove senza altrove, l'età umana non si conta più in lustri, nell'epoca della meccanica frenesia, chiusi nei lor Palazzi vetusti, lor non Signori, decidono nella veste lugubre dell'Autorità, chi può anche perire nell'angolo della dimenticanza.  Ho conosciuto uomini e donne libere, dalla barba incolta per la società, imprigionata negli allori delle sue regole catene, ma colta per una vita nuda nelle strade sempre uguali ma non rituali. Ho conosciuto uomini e donne vagabondando nel silenzio della notte schiaffeggiato dall'imperiosa Bora, uniti dalla povertà, accolti dal degrado dimenticato, nascosti dalla Città che deve manifestar la sua gloria, la sua potenza, la sua magnificenza, la sua frivola essenza di muri cadenti, e fabbriche ardenti servitù. Chi per scelta, chi per costrizione, chi senza alcun perché, ha ritrovato la libertà nella libertà di vagabondare senza mai spegner qu...

Trieste, tragedia evitata ma le scuole rimangono aperte.

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Era stata annunciata. E' arrivata. La Bora. Da giorni conquista le strade di Trieste. Da giorni invade animi e sentimenti siano essi ribelli siano essi dormienti. Doveva arrivare in Città l'A.d  del Gruppo FS Mauro Moretti.  Per parlar di cosa non era chiaro, ma da varie fonti è giunta voce che il suo incontro sarebbe stato fulmineo. Ma il maltempo ha rinviato la sua visita, e tutti quelli che si son attivati per render più bella e pulita la stazione di Trieste, certamente non saranno contenti, così come non lo sono i senzatetto sgomberati dalla stazione, così come non lo sono tutte quelle persone che aspettano il treno in piedi. Vedi carte svolazzare per la città. Chi aiuta le persone a raccogliere fogli di carta fuggiti dalla burocrazia, chi raccoglie pezzi di plastica vaganti per gettarli nei contenitori dell'immondizia. Eppure  non è una Bora da record, eppure i triestini hanno nel corso del tempo conosciuto altra bora, forse più intensa, forse p...