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Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

I simboli della guerra in Ucraina, da Marina Julia al Carso isontino

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  C’è una vecchia verità che noi storici conosciamo fin troppo bene, e cioè che le guerre si sa sempre come e quando cominciano, ma non si sa mai, mai, come andranno a finire . È la tragica, quasi grottesca banalità del disastro, che di umano non ha niente perchè le guerre, tutte le guerre, sono semplicemente l'apice della disumanità.  Oggi, di fronte a quello che sta accadendo in Ucraina, l’opinione pubblica si è spaccata – com’è sempre accaduto nella storia – in due grandi scuole di pensiero.  Da un lato c’è la narrazione di chi vi dice: "No, badate, questa è un’operazione speciale, un atto preventivo necessario per anticipare le mosse della NATO" .  Dall’altro lato , invece, c’è chi constata una realtà molto più classica, e vi dice: "Ma quale operazione speciale! Queste sono le canoniche, vecchie mire espansionistiche di un impero in declino" . Un impero decadente che lancia il suo ultimo, feroce ruggito. Ad un prezzo elevatissimo.  Spaventoso.  Pagato ...

Andare avanti con il passo del gambero..c'erano una volta i bunker della guerra fredda e GLADIO

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L'organizzazione GLADIO fu voluta non tanto dalla NATO ma dagli americani per costituire un gruppo paramilitare, clandestino e incostituzionale, di migliaia di persone, prevalentemente civili, pronto ad intervenire in caso di invasione da parte dei comunisti jugoslavi od eventualmente sovietici. Come la storia ha insegnato non ci fu alcuna invasione, ma i rapporti tra pezzi di GLADIO e la strategia della tensione rimangono una delle pagine più nebulose della storia repubblicana italiana su cui probabilmente non ci sarà mai piena verità. Collisioni tra massoneria, servizi deviati, neofascisti, con l'obiettivo unico di non consentire l'avanzata del comunismo in Italia ed in Europa, perchè Stay Behind era presente ovunque non solo in Italia, ma quello che accadde in Italia non ebbe eguali nel resto d'Europa.    Attraversando il Carso, devastato dalle trincee, può capitare di imbattersi anche in  alcuni bunker della guerra fredda che dovevano essere utilizzati per cercare d...

La guerra in Ucraina dimostra che a più di cent'anni dalla prima guerra mondiale nulla è mutato

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La catastrofe della prima guerra mondiale fu una guerra di logoramento, di posizionamento, di stanziamento, una guerra che ebbe origine con lo scopo di annientare l'Impero Austroungarico, che fu in parte artefice della propria fine, cogliendosi la palla al balzo offerta dall'aggressione alla Serbia. La storia si ripete, disse Polibio, ovviamente con gli adattamenti e con le circostanze del proprio tempo. La Russia invade l'Ucraina per rivendicare territori considerati russi. Un pò come fece il Regno d'Italia nella Venezia Giulia, verrebbe da dire. E la cosa interessante è che si ripetono le stesse meccaniche, gli stessi schemi, salvo avere armi più devastanti e distruttive. Prova ne è ad esempio la repressione o la diffamazione che viene esercitata verso chi non si allinea alla logica di guerra, o con l'Ucraina o contro l'Ucraina, la terza via, quella pacifista, non è ammessa. Il Piccolo del 4 marzo 1915 racconta ad esempio della distruzione di cartoline pacifi...

Discriminare i russi, non ci renderà migliori di chi ha invaso l'Ucraina

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La guerra è guerra, si dice. Ogni regola, ogni logica, salta, informazione e propaganda si mescolano, e tutta l’erba diventa un solo fascio. Così è quello che sta accadendo ora contro molti cittadini russi che pagano per il solo fatto di essere russi, sulla propria pelle, ingiustizie e discriminazioni, che rimarranno nel tempo. Indelebili o meno sarà la storia a dirlo. Semplicemente è ingiusto, inaccettabile, discriminatorio e fomenta anche razzismo, escludere, bandire, isolare, non invitare, eliminare, i russi, solo perché russi. Dalla cultura, allo sport, dall’arte, alla musica, presente e passato, uniti dall’omologazione dell’esistente che vuole vedere nei russi una sorta di nazismo del terzo millennio e in quanto tale da bandire da ogni dove. Qui non è in discussione la condanna all’invasione criminale posta in essere dal dittatore Putin. Ma il modo con il quale l’Occidente sta generalizzando l’odio e l’intolleranza contro chi non ha colpa alcuna se non quella di e...

La guerra in Ucraina renderà i rapporti tra Italia ed Egitto ancora più stretti, mentre la giustizia per Giulio non c'è

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Le conseguenze che si stanno determinando con la guerra in Ucraina, che in Russia chiamano operazione militare speciale, a livello geopolitico sono importanti. Si sta affermando un nuovo "mondo", con l'attacco al sistema economico russo senza precedenti nella storia recente e forse anche passata. Ciò avrà delle ricadute tutt'altro che negative nei tra Italia ed Egitto. L'Italia se dovesse rinunciare al gas russo, cosa che sarebbe auspicabile a detta dell'Europa, non potrà che vedere nei rapporti con l'Egitto un qualcosa di assolutamente indispensabile. ENI, infatti, come rende noto la stampa inglese, potrebbe fornire 15 milioni di tonnellate all'anno di gas naturale liquefatto (GNL) entro il 2025, grazie al potenziamento della produzione da Congo, Angola, Egitto, Indonesia, Nigeria e Mozambico.  Eni è il più grande produttore estero di petrolio e gas dell'Africa, ha avuto una rapida espansione nel Golfo e punta a crescere in Asia. Le attività d...

E ora ci sono le prove. Abbiamo armato i gruppi nazisti ucraini. Finita la guerra, si rischia il terrorismo nazista

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E adesso le prove ci sono. Armi italiane son finite nelle mani dei gruppi nazisti Azov. Assorbiti dall'esercito ucraino per contrastare l'avanza russa in Ucraina. Nel 2016 un rapporto dell'OSCE ritenne il battaglione "Azov" responsabile dell'uccisione di massa di prigionieri, di occultamento di cadaveri nelle fosse comuni e dell'uso sistematico di tecniche di tortura fisica e psicologica come si può leggere su varie fonti in rete. Abbiamo armato, volendo o non volendo, direttamente o per il tramite dell'esercito ucraino, milizie naziste. Questo è un fatto gravissimo. Quando finirà il conflitto in Ucraina con la Russia, si aprirà probabilmente la spirale del terrorismo nero. La responsabilità sarà anche dell'Occidente che nell'armare l'Ucraina ha favorito suo malgrado il perdurare di un conflitto armato perso in partenza. Avrebbe dovuto prevalere la via della diplomazia, ha prevalso quella della forza muscolare e delle armi. Abbiamo armato ...

La guerra ai confini con l'Europa, come quando si sparò alle porte di Gorizia. Conflitti nazionali ma dai risvolti geopolitici internazionali

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Piovono missili a pochi minuti di distanza dai confini attuali dell'Unione Europea. La guerra in Ucraina, chiamata dai russi operazione militare speciale, ricorda per alcuni aspetti quanto accadde nei territori dell'ex Jugoslavia. La fuga della Slovenia, i dieci giorni di guerra alle porte dell'Europa, in quel fine giugno del 1991, che determinò una cinquantina di morti e centinaia di feriti, e soprattutto l'inizio della caduta della Jugoslavia. Dopo la Slovenia, fu la Croazia ad andare via e poi, come ben sappiamo, una guerra fratricida devastante che vide anche la NATO far piovere i suoi democratici missili nel cuore di Belgrado in un conflitto complessivamente decennale che segnò la fine, drammatica, della Jugoslavia.  L'Europa si è schierata apertamente a sostegno dell'Ucraina, armandola, sanzionando i russi, aprendo le porte all'adesione all'UE di un Paese che forse farebbe bene a rimanere cuscinetto tra Europa e Russia. Conflitti nazionali, naziona...

Né con Zelenskyy, né con Putin

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  Il mondo sta vivendo il conflitto ucraino quasi come se fosse una questione di tifoseria. Da ultras della peggiore specie. Da un lato chi vede nella Russia la Germania nazista, dall'altro chi vede nell'Ucraina la nuova Resistenza di questo millennio. Narrazioni pessime, antistoriche, sballate, frutto di una propaganda allucinante che sta annichilendo ogni dibattito critico. Nessuno in questa crisi ha ragione. La Russia ha invaso un Paese sovrano che voleva aderire alla NATO, la NATO ha circondato la Russia, organizzazione che oggi non avrebbe più alcuna ragione di esistere, e ne sta uscendo rinforzata da questa situazione avendo ritrovato la propria vitalità perduta. L'Ucraina, tra i Paesi più corrotti al mondo, tra i più poveri del continente europeo, si è resa responsabile di una situazione in Donbass criminale, con un conflitto che ha procurato 14 mila vittime.    La strage di Odessa ne è uno dei tanti esempi. Territorio dove l'Ucraina ha supportato militarmente mi...

Se gli ucraini son diventati esuli, ma quella volta che si osò chiamare esuli i siriani e gli afghani...E quando a fuggire saranno i russi, che si farà?

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Nel cortocircuito del conflitto ucraino, dove Putin e Zelensky stanno entrambi dando il peggio di sé, il primo, invadendo un Paese sovrano, il secondo, credendosi l'eroe del terzo millennio esaltato come pochi che vorrebbe trascinare l'Europa in guerra contro la Russia, chi paga le conseguenze di questa atrocità ancora una volta è la povera gente. Interessante osservare come l'Occidente abbia, per ora, spalancato le porte agli ucraini. Giusto e doveroso accogliere chi fugge dalla guerra. Ma è altrettanto curioso notare che la stessa calorosa accoglienza non c'è stata per gli altri fuggiaschi da guerre che in ogni caso vedevano l'Occidente come parte in causa. Siria, Afghanistan, per citare le ultime.  Per non parlare poi delle guerre che non interessano quasi a nessuno, dico quasi perché qualcuno nel mondo che denuncia certe oscenità c'è ed esiste, ad esempio come il massacro che si sta compiendo in modo indisturbato nel Tigray da mesi e mesi. In tutto ciò non s...

Dopo il muro di Berlino, il muro di Kiev

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La guerra fredda ebbe origine a Trieste, con la questione triestina, con il mondo che non voleva fare una terza guerra mondiale per quella fetta di terra del confine orientale italiano, ma lo scontro tra blocco Occidentale e quello Sovietico, fu ad un passo. La situazione nel confine orientale mutò grazie alla rottura storica tra Tito e Stalin, che comportò la trasformazione della Jugoslavia in uno Stato socialista cuscinetto e lo spostamento della tensione sul blocco tedesco che porterà alla realizzazione del muro di Berlino. L'ultimo muro a cadere in Europa fu quello però tra Gorizia e Nova Gorica, nel 2004, con l'entrata in Europa della Slovenia. Il mondo, intanto, ne ha vissute di cotte e di crude, dalla fine della seconda guerra mondiale, fino alla disgregazione della Jugoslavia, guardando ai fatti europei. Con l'operazione speciale russa in Ucraina, diventata invasione, si sta delineando un nuovo muro, quello di Kiev. Se poi sorgerà materialmente o meno lo scopriremo ...

Quando l’Italia voleva occupare l’Ucraina...

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  Nella seduta parlamentare del 3 agosto del 1948 , il deputato socialista triestino Tolloy, ricordò un fatto particolare, che nella situazione odierna, con il conflitto ucraino russo, sicuramente offre elementi di riflessione. Così il deputato: Posso ricordare qui qualche cosa che non rechi danno al nostro onore e che oggi potrà solo fare sorridere, e per questo lo faccio. Per esempio, conosce la Camera questo particolare e cioè che ad un certo momento arrivò al Comando dell’VIII Armata una delegazione del Ministero degli esteri italiano, guidata da un diplomatico, la quale venne per lo sfruttamento dell’ucraina, sfruttamento industriale ed agricolo a favore del nostro Paese e le cui direttive erano quelle di assicurare possibilmente per sempre all’ltalia lo sfruttamento industriale ed economico dell’ucraina, anche a guerra finita? Un episodio umoristico, ripeto, ma esso mette in luce quali sono le nostre responsabilità nazionali di fronte ad altri popoli.   mb nella foto...