Se gli ucraini son diventati esuli, ma quella volta che si osò chiamare esuli i siriani e gli afghani...E quando a fuggire saranno i russi, che si farà?
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Per non parlare poi delle guerre che non interessano quasi a nessuno, dico quasi perché qualcuno nel mondo che denuncia certe oscenità c'è ed esiste, ad esempio come il massacro che si sta compiendo in modo indisturbato nel Tigray da mesi e mesi. In tutto ciò non sarà sfuggito ai più che gli ucraini son stati definiti come esuli. Esuli per il ministero dell'Istruzione, ad esempio. Eppure quando si osò usare questo termine per i siriani, si scatenò il putiferio. Quando si parla di esuli nell'immaginario collettivo viene a galla la vicenda degli esuli istriani, fiumani, dalmati. La differenza è sottile, ma c'è. Prendiamo come riferimento quanto scritto proprio dalle associazioni delle comunità istriane:
"Se diamo un’occhiata al vocabolario o alle enciclopedie troviamo che la parola “profugo” deriva dal latino “profugus” derivato da “profugere” che significa “cercare scampo”. In particolare si tratta di quella situazione nella quale vengono a trovarsi quegli individui costretti a cercare rifugio in paesi “stranieri” a seguito di sconvolgimenti che hanno reso impossibile l’esistenza nei rispettivi territori nazionali. Tale è il caso di catastrofi naturali o conseguenti a eventi bellici, di persecuzioni razziali o politiche. I conflitti mondiali e locali, l’affermazione di regimi totalitari e il manifestarsi nel loro seno di politiche razziali hanno fatto sì che il fenomeno del profugo assumesse rilevanti dimensioni. Da ciò sono scaturiti nuovi e più urgenti problemi per gli Stati nei cui territori i profughi si sono insediati, problemi di varia e complessa natura giuridica, politica e sociale che solo attraverso una cooperazione internazionale possono trovare soluzione. Il concetto di “esule” trova la sua radice nel verbo “esulare” che significa andare in esilio, andar ramingo, emigrare, espatriare; da cui il concetto di esodo (la partenza e per estensione la partenza di un gran numero di persone – exodos – fuori, via)".
Dunque è evidente che gli ucraini non sono esuli, ma profughi di guerra. Chiamarli esuli è solo una semplice operazione mediatica con lo scopo di avvicinare sentimentalmente e forzatamente quanto subito dagli ucraini, a quanto subito dagli esuli sulle vicende del confine Orientale. Obbrobrio dal punto di vista storico.
In tutto ciò bisogna anche porsi una domanda. Quando saranno i russi a fuggire dalla Russia, a causa della conseguenza delle sanzioni subite dall'Occidente, che ha generalizzato colpendo tutti i russi, indistintamente, come andranno considerati? Anche loro saranno vittime di questa guerra e meriteranno accoglienza. Ma nel mondo che gioca alla guerra in casa di altri e si esalta a sventolare le bandiere del momento opportunista che va di moda, siamo certi che non tutti i profughi di guerra continueranno a meritare la stessa dignità e umanità e considerazione.
mb
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