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Visualizzazione dei post con l'etichetta rotta balcanica

Alla fine cosa è cambiato dai tempi della cortina di ferro?

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    La celebre frase di Churchill «da Stettino, sul Baltico, a Trieste, sull’Adriatico, una cortina di ferro è calata attraverso il continente» faceva parte di un discorso pronunciato a Fulton, nel Missouri (Stati Uniti), il 5 marzo 1946.  L'inglese aveva utilizzato l’espressione «cortina di ferro» quasi un anno prima, in un telegramma personale inviato al presidente Truman il 12 maggio 1945.   Si tratta di un messaggio accorato, nel quale Churchill esprime la propria «profonda inquietudine» riguardo alle intenzioni dei russi nell’Europa orientale: “ Una cortina di ferro è calata sul loro fronte [dei russi]. Non sappiamo che cosa stia succedendo dietro di essa. Non c’è dubbio che l’intera regione ad est della linea Lubecca – Trieste – Corfù sara presto completamente nelle loro mani. A ciò inoltre bisogna aggiungere l’enorme area tra Eisenach e l’Elba che gli americani hanno conquistato e che presumo i russi occuperanno fra poche settimane, quando gli americ...

Giusto preoccuparsi della rotta balcanica nel monfalconese, ma per le condizioni dei migranti

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Qualche indumento abbandonato sul Carso Monfalconese, ha acceso l'allarme rosso sulla rotta Balcanica in questo Territorio. Rotta che toccò la sua punta massima nel 2015, con quasi un milione di migranti che attraversarono intemperie, e tragitti tortuosi per cercare di raggiungere la salvezza nell'Europa che si è chiusa come una fortezza negli ultimi anni. E per quanto intenso fu quel fenomeno, sfiorò minimamente la nostra regione. Eppure divenne il pretesto perfetto, tra politiche di accoglienza non brillanti, per essere buoni, e muri, per il teatro politico del consenso elettorale. Il monfalconese è stato interessato in modo sostanzialmente irrilevante in questi anni dalla rotta Balcanica, eppure, ogni volta che si verifica un qualcosa che possa accendere il faro dell'attenzione, o meglio della distrazione, sulla questione dei migranti, si urla ai quattro venti, pretendendo le solite misure, dicendo le solite cose, accendendo il solito nastro. Le solite cose....

La Grecia "difende" l'Europa, violando i diritti umani

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L' hashtag diffuso in rete è   #Greece _defends_Europe.  Ma c'è anche quello che presenta la Grecia sotto attacco. #Greece_under_attack La situazione ai confini della Grecia è tragica. Di difficile gestione. Della Grecia ci ricordiamo nei momenti di dramma, quando era sul fallimento e quando deve diventare la barriera d'urto per respingere i migranti. Sono 3/4 milioni in Turchia. Una roba impressionante. Ci sono rifugiati politici, ci sono rifugiati di guerra, ci sono migranti economici, in cerca di una vita migliore. Ci sono semplicemente persone. L'Europa non le vuole, non c'è posto per tutti, i soliti discorsi.  Una soluzione è difficile. Per ora si è scelta la soluzione di comodo, la più immediata. Si è pagata la Turchia a caro prezzo per non averli in Europa e bloccarli lì. Un prezzo alto che ha mandato a fanculo ogni carta costituzionale, trattato sui diritti umani, perchè la Turchia ha carta bianca, e se osi criticarla ti ricatta con i missili umani. ...

Tra coronavirus e la ripresa della rotta balcanica, si rischia la tempesta perfetta

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Migliaia di migranti, nell'ordine di cento mila, ma probabilmente anche più, "imprigionati" dalla Turchia che l'Europa, ivi inclusa l'Italia, ha pagato miliardi di euro per fermare la corsa dei migranti nel vecchio continente, sono in cammino sulla rotta balcanica. " Liberati" volutamente dalla Turchia per ricattare l'Europa. Per chiedere di più. Le persone vengono usate come missili. Si specula sui drammi delle persone. Questo fanno le dittature. La rotta balcanica che porterà in Serbia, in Croazia, in Slovenia, con destinazione i soliti Paesi. E' inutile dirlo. La situazione rischia di diventare ingestibile. Per quello che ne potrà derivare. Il coronarivus sta paralizzando l'Europa, il picco deve ancora manifestarsi, l'Italia ne è il Paese più esposto e colpito. Non sono stati chiusi i confini, non sono state chiuse le frontiere con il coronavirus, anche se qualche sciacallo ha provato a portare a casa questo risultato. Ma stiamone ...

FVG groviera.Altro che Lampedusa,i migranti arrivano via Trieste.Il fallimento dei muri

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La politica dei muri è stato un chiaro ed evidente fallimento. Da quando si è detto che i confini in FVG sono blindati si è registrata una grande ondata di migranti, oltre 5 mila in meno di un anno. E non c'è un solo giorno che tramite la via di Trieste non si registrano arrivi. Ogni giorno. A Trieste la situazione rischia di implodere se non si potenzia il sistema di accoglienza, d'altronde basta farsi un giro in alcuni punti della città, come la zona della stazione per capire la situazione. Città che al momento regge l'urto ma gli effetti disastrosi dei precedenti interventi governativi hanno lasciato il segno. Altro che Lampedusa. I migranti arrivano via Trieste. Ma l'attenzione mediatica e politica è tutta focalizzata sul Mediterraneo, ovviamente perchè c'è il problema dei morti in mare. Nessun muro, nessun filo spinato, nessun drone, salvo che non si decida di ritornare ai tempi della Germania nazista, potrà arrestare questa ondata di migrazioni. Niente d...

Altro che sbarchi nel Sud. I migranti arrivano in FVG. Oltre 5000 arrivi in un solo anno

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La caccia ai migranti con il pattugliamento misto è stata un clamoroso flop, ma usata ad ogni appuntamento politico, per dire che qui, in Venezia Giulia, i confini sono presidiati.  Si tratta di pattuglie impiegate in quattro turni da sei ore alla settimana come è stato reso noto durante l'audizione in VI Commissione dei prefetti del Friuli Venezia Giulia su tale questione, quella dei migranti. Servirebbero un centinaio di uomini in più per presidiare i confini, che qualcuno in modo scellerato voleva blindare con dei muri per una 30 di km. Baggianate politiche populiste che non servono a nulla se non a fare propaganda. Ma il vero dato è che in FVG sono arrivati più di 5000 migranti. Numeri enormi, pur essendo nell'insieme un nulla e assolutamente gestibile.Anche se al governo probabilmente sarebbero stati altri, sicuramente i toni sarebbero stati ben diversi. Si sarebbe invocata emergenza, eserciti, droni, e quant'altro. Un quant'altro che in parte è già operativo....

Facile così. Prima si celebra l'occupazione di città croate, poi si chiede l'aiuto dei croati per i migranti

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Il mini flusso della famigerata rotta balcanica nei suoi punti massimi arrivò a sfiorare quasi 1 milione di passaggi. Si era nel 2015. Il Friuli Venezia Giulia non venne praticamente interessato da questo fenomeno, ma vi è stata invece una incapacità gestionale pessima dei migranti, venendosi solo per queste pessime incapacità gestionali a determinare situazioni di emergenza in alcune zone della regione. A partire da Gorizia. Poi sappiamo come è andata a finire. Cambiato il colore politico di chi governa regione e comuni, non si è più parlato di emergenza. Finito tutto.  Per mesi hanno mediaticamente solo parlato di questo, poi, tutto svanito nel nulla. Intanto, hanno smantellato il sistema di accoglienza goriziano, chiuso la commissione territoriale, incentrando tutto su Trieste, che ha certamente una concentrazione forse leggermente superiore rispetto alla media. In quella Trieste dove c'è chi ha celebrato l'occupazione di Fiume, marcia di stampo fascista capeggiata da D...

I muri della "rotta balcanica"servono solo a dividere i Paesi. In FVG arrivano centinaia di migranti

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Oramai il giochino è chiaro ai più. La Croazia si divide dalla Serbia e dalla Bosnia, la Slovenia dalla Croazia e l'Italia in moto morbido, per ora, dalla Slovenia, dalla Bosnia sono pronti ad arrivare passando anche da Trieste migliaia di migranti. Numeri irrisori rispetto al passato, ma comunque importanti. I muri realizzati per respingere i migranti si sono rivelati essere inutili, troppo grande il territorio, diverse le modalità con sui si può oltrepassare il confine e sono stati solo uno strumento politico per marcare i confini tra alcuni Paesi balcanici che in questo periodo sono ai ferri corti. Soprattutto sloveni con croati, croati con serbi, croati con bosniaci e viceversa. Muri, filo spinato, telecamere, blindati, droni, ronde, pattugliamenti misti. La caccia al migrante. Migranti in fuga dalla disperazione, in cerca di una vita migliore, imprigionati nei campi terra di nessuno che ultimamente sono finiti sotto i riflettori di alcuni media. Mentre l'attenzione è t...

La Slovenia con la scusa dei migranti blinda il confine con la Croazia. Blindati, militari e filo spinato e droni

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Al filo spinato made in Polonia ora si aggiungeranno altri 40 chilometri di rete questa volta made in Serbia. Come si apprende sul Piccolo, la Slovenia, blinda i suoi confini con la Croazia. Ogni scusa è buona, pare. Ci sono già 35 militari, una inezia, che comunque simbolicamente ha il suo effetto, impiegati al pattugliamento dei confini con la Croazia ed è previsto l'utilizzo anche dei blindati per controllare territori difficilmente percorribili con i mezzi ordinari, si apprende. Senza dimenticare i droni. A ciò si aggiunge il pattugliamento misto in atto con l'Italia sul confine italiano. Ricordiamo che tra Slovenia e Croazia le acque, appunto sono abbastanza agitate per la questione del golfo di Pirano. Si ha la sensazione che quella di blindare i propri confini in stile ungherese sia solo una scusante per chiudersi verso la Croazia. I Balcani stanno vivendo un periodo di transizione difficile a livello economico e sociale, c'è chi in Europa vi è entrato, come la...

Si fermano gli sbarchi, si chiudono i porti, ma ritorna la rotta Balcanica. Un centinaio gli arrivi in pochi giorni

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Il Piccolo lo ha denunciato con chiarezza. La Rotta Balcanica, che in passato ha solo sfiorato il FVG, ora, evidentemente interessa maggiormente questa regione. L'ultimo caso, è quello della zona di Domio , in provincia di Trieste, al confine con la Slovenia. Un centinaio circa i migranti individuati. Ovviamente il dibattito in rete si è scatenato, facile intuire i tipi di commenti.  Il caso più eclatante è stato sicuramente l'inseguimento iniziato a Trieste e finito nel primo Friuli, con  poco più di una decina di migranti rinchiusi come pacchi all'interno di un furgone. Si tratta di casi dovuti alla casualità, perchè individuati, altri, sono riusciti sicuramente ad attraversare il Paese per dirigersi verso le solite mete, Germania, prima di tutto. Attraversano Croazia e Slovenia, ricordiamo che si erano in parte chiuse con il filo spinato, per frenare la rotta Balcanica. Il Ministero dell'Interno, focalizza la propria attenzione solo sulla questione degli sba...