I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone
C’è qualcosa di profondamente epico quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Perché parli di occupazione di Fiume se ai tempi era una città a maggioranza italiana? In che lingua scrivi tu? Perché non è un momento da ricordare un atto che poi portò all'unificazione di un territorio a maggioranza di cultura e lingua italiana.
RispondiEliminaIl Patto di Londra relativamente alla Dalmazia era stato totalmente disatteso perché il presidente Wilson si inventò la storiella dei territori assegnati solo in base alla maggioranza del luogo, poi se all'Italia fu data Fiume per quei principi, più che per D'Annunzio, perché parli di occupazione?
Oggi la storia è andata come è andata e amen, ma non vedo perché genti di cultura italiana non possono ricordare una vittoria di popolo e culturale in un'area dove ancora oggi vivono "italianissimamente" persone sebbene in Croazia.
Parla correttamente di occupazione, perché è un termine tecnico che esprime il concetto per cui un esercito entra in un luogo dove la sovranità spetta a Stato diverso da quello rappresentato da quell'esercito. Anche Trieste nel 1918 fu occupata, perché non era sotto sovranità italiana, e quest'ultima venne estesa a Trieste appena alla fine del 1920, con l'annessione avvenuta nel gennaio del 1921. Sono processi che durano anni. Non è mica che un esercito occupa un territorio e finisce lì, fatta, in un giorno diventa suo. Ci vogliono accordi, che sfociano in un trattato, questo deve venir ratificato dalle parti, ed entrare in vigore. Poi si passa alla fase di applicazione di ciò che il trattato prevede, con legge di annessione.
EliminaInoltre il fatto che a Fiume ci fossero tante persone di lingua italiana (erano circa la metaà, non la maggioranza, ma comunque il gruppo più cospicuo), non significa che la città debba far parte dell'Italia. Ricordo che nel Canton Ticino le persone di lingua italiana sono circa 300.000, e non sognano di venir "liberati", ne di far parte dello Stato italiano.
Il Trattato di Rapallo che stabilì il confine tra Italia e Jugoslavia nel 1920, non diede Fiume all'Italia, ma per Fiume fu previsto lo Stato Libero di Fiume, ben accolto dalla popolazione della città. Solo per successivi eventi, la città venne annessa all'Italia, nel 1924, con nuovo trattato. Per quanto riguarda la Dalmazia, gli italiani erano solamente il 3%, che corrispondevano a circa 20.000 persone, di cui metà nella sola Zara, unica città annessa all'Italia. Per annettere all'Italia i rimanenti 10.000 dalmati di lingua italiana, sparsi in varie città, si sarebbe dovuto quindi annettere all'Italia circa 600.000 croati.