Il Niente Sovrano e la Trincea della Bellezza

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Non sarà l'arte a salvarci dal naufragio della storia, ma rimarrà l'ultima trincea, l'ultimo rifugio dell'anima. Viviamo nel crepuscolo delle grandi ideologie, in un millennio dove la globalizzazione ha cannibalizzato il pensiero, portando il consumismo alla sua ennesima, feroce potenza. Da un lato assistiamo al boom osceno e indomabile delle diseguaglianze sociali; dall'altro, l'arte contemporanea vaga come un fantasma, interrogandosi sul proprio senso dentro una società sbandata, cieca, che consuma l'esistenza alla giornata. Questa non è anarchia creativa: è il trionfo del vuoto assoluto. Un nichilismo sistematico che annichilisce ogni visione prospettica. L'ossessione dell'originalità a tutti i costi ha prosciugato le sorgenti della creatività differente, e l'arte, drammaticamente, si è adeguata. Si è sottomessa, facendosi merce tra le merci, un feticcio speculativo il cui unico scopo è alimentare i flussi del capitale. Una banana brutalmente ...

I muri della "rotta balcanica"servono solo a dividere i Paesi. In FVG arrivano centinaia di migranti

Oramai il giochino è chiaro ai più. La Croazia si divide dalla Serbia e dalla Bosnia, la Slovenia dalla Croazia e l'Italia in moto morbido, per ora, dalla Slovenia, dalla Bosnia sono pronti ad arrivare passando anche da Trieste migliaia di migranti. Numeri irrisori rispetto al passato, ma comunque importanti. I muri realizzati per respingere i migranti si sono rivelati essere inutili, troppo grande il territorio, diverse le modalità con sui si può oltrepassare il confine e sono stati solo uno strumento politico per marcare i confini tra alcuni Paesi balcanici che in questo periodo sono ai ferri corti. Soprattutto sloveni con croati, croati con serbi, croati con bosniaci e viceversa. Muri, filo spinato, telecamere, blindati, droni, ronde, pattugliamenti misti. La caccia al migrante. Migranti in fuga dalla disperazione, in cerca di una vita migliore, imprigionati nei campi terra di nessuno che ultimamente sono finiti sotto i riflettori di alcuni media. Mentre l'attenzione è tutta focalizzata per ragioni politiche sui porti, si ignora totalmente quello che accade al confine orientale. Non c'è un solo giorno che non sia segnato da nuovi arrivi, ondate variegate,  a volte importanti, a volte minimali. Il tutto mentre in modo irresponsabile si è colpito il sistema dell'accoglienza. Se la situazione continua così, con la fine della stagione estiva, si rischia un disastro sociale enorme. La politica in parte fa finta di non voler vedere quello che sta accadendo. Preferendo nascondere per ragioni di opportunismo ciò che succede ogni giorno. L'emergenza con cui il confine triestino e forse anche goriziano dovranno fare i conti sarà determinata non tanto dalla della rotta balcanica, mini o non mini che questa sia,  con numeri assolutamente gestibili, ma dalle misure che hanno affossato il sistema dell'accoglienza rendendo il territorio fragile da questo punto di vista. Ma qui la priorità pare essere il CPR, la demagogia e non il voler affrontare in modo responsabile ciò che sarà inevitabile affrontare. Puoi chiuderti come vuoi ma i migranti qui arriveranno, ti piaccia o non ti piaccia è così. 

mb

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