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Visualizzazione dei post con l'etichetta eni

Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

La guerra in Ucraina renderà i rapporti tra Italia ed Egitto ancora più stretti, mentre la giustizia per Giulio non c'è

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Le conseguenze che si stanno determinando con la guerra in Ucraina, che in Russia chiamano operazione militare speciale, a livello geopolitico sono importanti. Si sta affermando un nuovo "mondo", con l'attacco al sistema economico russo senza precedenti nella storia recente e forse anche passata. Ciò avrà delle ricadute tutt'altro che negative nei tra Italia ed Egitto. L'Italia se dovesse rinunciare al gas russo, cosa che sarebbe auspicabile a detta dell'Europa, non potrà che vedere nei rapporti con l'Egitto un qualcosa di assolutamente indispensabile. ENI, infatti, come rende noto la stampa inglese, potrebbe fornire 15 milioni di tonnellate all'anno di gas naturale liquefatto (GNL) entro il 2025, grazie al potenziamento della produzione da Congo, Angola, Egitto, Indonesia, Nigeria e Mozambico.  Eni è il più grande produttore estero di petrolio e gas dell'Africa, ha avuto una rapida espansione nel Golfo e punta a crescere in Asia. Le attività d...

Intanto, un nuovo accordo record, da 1 miliardo di dollari, tra l'ENI e l'Egitto

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La normalizzazione dei rapporti tra Egitto ed Italia è una cosa oramai consolidata. Anche se qualcuno dice che così non è, ma i numeri continuano a smentire i negazionisti della realtà dei rapporti italo egiziani. Ultimo tassello di questa normalizzazione arriva dall'accordo, a ridosso del Natale, tra la Egyptian General Petroleum Corporation (Egpc), e l'ENI. L'accordo riguarda l'esplorazione nelle regioni del Golfo di Suez e del Delta del Nilo per un valore di "non inferiore ad un miliardo di dollari" di investimenti. L’accordo è stato firmato dal ministro del Petrolio egiziano, Tarek el Molla, dal presidente della Egpc, Abed Ezz El Regal, e dal Chief Operating Officer Natural Resources di Eni, Alessandro Puliti. L'ENI il suo lavoro continua a farlo e bene. Ma non bisogna dimenticarsi che quando parliamo di ENI parliamo di Stato italiano. Quello Stato che non riesce a notificare gli atti delle indagini ai quattro imputati per l'omicidio di Stato di...

L'ENI potrebbe fare di più per la collaborazione giudiziaria tra Italia ed Egitto sull'omicidio di Stato di Giulio Regeni?

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  Quando parliamo di ENI parliamo di Italia, della più importante multinazionale creata dallo Stato italiano convertita poi in società per azioni. I rapporti tra ENI ed Egitto sono noti, sono storici, risalgono all'anno successivo alla fondazione della stessa ENI. Nel 1954 l'ENI era già in Egitto ed opera attraverso la controllata IEOC Production. Nacque nel 1953.  L'ultimo accordo dell'ENI in Egitto è quello avvenuto con  Egyptian Electricity Holding Company (EEHC) e Egyptian Natural Gas Holding Company (EGAS)  per valutare la fattibilità tecnica e commerciale di progetti per produzione di idrogeno nel paese. I rapporti con l'Egitto sono stati sempre ottimali applicandosi pienamente la formula Mattei  secondo la quale doveva esserci un rapporto diretto tra il Paese produttore e il Paese consumatore senza alcun intermediario in mezzo. Il 14 luglio presso l'Aula del II piano di Palazzo San Macuto, la Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Giulio...

Nuova scoperta di petrolio dell'ENI in Egitto, se solo i diritti umani andassero di pari passo con queste scoperte

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L'ENI è un pò come la Chiesa. Passeranno i Papa, ma l'ENI rimarrà sempre. Si è insediata in Egitto con la formula Mattei nel 1954, solo dopo un anno dalla sua nascita e da allora non ha mai mollato la presa. L'ENI, ergo articolazione dello Stato italiano, vive in una propria dimensione. Eppure potrebbe avere un ruolo fondamentale nel contribuire ad aiutare l'Egitto a diventare più umano ma per fare questo significherebbe doversi schierare contro la dittatura di turno. Intanto arriva l'ennesima comunicazione di una scoperta importante .  " Nuove risorse petrolifere sono state scoperte nel deserto occidentale dell'Egitto con un nuovo pozzo esplorativo nella concessione di Meleiha. La nuova scoperta aggiunge 10.000 barili di petrolio al giorno all'attuale produzione in concessione. La scoperta è stata realizzata tramite il pozzo Arcadia 9, perforato sulla struttura Arcadia Sud, che si trova a 1,5 km a sud del giacimento principale Arcadia già in produzione...

Mentre l'Egitto cerca di salvarsi la faccia in modo ridicolo sui diritti umani, arrivano nuovi accordi con l'ENI

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L'Egitto è indebitato, parecchio. Se gli americani staccano l'assegno, sono dolori. E Biden lo ha detto chiaramente che il tempo degli assegni in bianco è finito.  E per questo ora gli egiziani iniziano a liberare qualche prigioniero politico. Sono 60 mila quelli arrestati. Tenteranno di salvarsi la faccia in modo ridicolo, liberando una manciata di detenuti, magari quelli dove le attenzioni internazionali sono state alte, e possono avere le simpatie degli americani ad esempio, ma tutto ciò non servirà a salvare la dittatura di Al Sisi, che comunque continua almeno sul fronte italiano ad ottenere accordi. Mentre negano ogni cooperazione giudiziaria con l'Italia sull'omicidio di Stato di Giulio, anzi, perseverano nella via diabolica del fango, mentre filtrano notizie che Fincantieri e Leonardo potrebbero aprire stabilimenti sul suolo egiziano , arriva il nuovo accordo con l'ENI che come è ...

Il tappeto rosso steso all'Egitto. Non solo vendiamo le fregate ma addestriamo anche il personale. L'Italia ha rinunciato alla verità per Giulio

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Saranno circa duecento i militari egiziani ospitati alla Spezia per essere addestrati nell'utilizzo delle due fregate Fremm intitolate a Spartaco Schergat ed Emilio Bianchi, entrambi arruolati volontari nella Decima Mas e premiati per la loro operazione portata in essere ad Alessandria d'Egitto nel 1941 contro gli inglesi. E questo nomi pare rimarranno anche quando le due fregate entreranno in servizio in Egitto. La commessa militare è andata a buon fine per la dittatura egiziana e per Fincantieri. Dunque non solo si venderanno le navi militari all'Egitto, contribuendo ad armare in modo importante una dittatura militare, alleata dell'Italia nell'Eastmed, ma si addestrerà anche il personale per utilizzare quelle navi come si apprende dalla stampa locale . Nulla di stupefacente e sorprendente. Il tappeto rosso all'Egitto è stato steso da un pezzo. Da quando con la rinuncia alla verità processuale per Giulio Regeni, coincisa con il rinvio dell'ambasciatore ita...

Se dal 2016 i pagamenti dell'ENI al governo egiziano sono aumentati in modo consistente. Continua ad applicarsi la "formula Mattei"

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L'ENI è stata fondata nel 1953 e già l'anno dopo metteva piede in Egitto. A significare i rapporti strettissimi che ci sono tra Italia ed Egitto e a confermare il fatto che alla fine dei conti è forse più l'Italia ad aver bisogno dell'Egitto che il contrario. Presente nella terra delle piramidi dal 1954, dove opera tramite IEOC Production e nel corso dei decenni l'intervento strutturale dell'ENI, che seppur quotata in borsa il controllo da parte dello Stato italiano sussiste. Dunque quando si parla di ENI si parla anche di effettivo coinvolgimento di interesse di Stato. L'attività di questo gruppo in Egitto è enorme. Si legge:  Le attività di esplorazione e produzione in Egitto sono regolate da contratti di Production Sharing Agreement (PSA). Le principali attività produttive sono condotte nel blocco Shorouk (Eni 50%), nell’ offshore del Mediterraneo , con il giacimento giant a gas di Zohr ​  nella concessione Sinai, principalmente nei giacimenti Belayim ...

L'ENI, l'Egitto, il gas e la verità per Giulio Regeni

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L a partecipazione dell'Egitto alla conferenza del Consiglio mondiale dell'energia ha evidenziato il ruolo strategico che ha l'Egitto in questo campo. Paese che sta diventando un partner principale nel settore del gas naturale. Ed una delle principali realtà che opera nel settore del gas in Egitto è l'ENI,attualmente società per azioni ma con delle quote ancora in possesso dello Stato italiano che comunque esercita del potere. L'ENI ha un modo di operare che viene definito approccio integrato , cioè, questo significa contribuire allo sviluppo dei Paesi in cui operano. "La convinzione, avviata da Enrico Mattei, è quella di rendere autonomi i Paesi produttori dal punto di vista dell’approvvigionamento energetico. Instauriamo un rapporto di fiducia con chi lavora con noi e creiamo valore sostenibile nel lungo periodo". Valore sostenibile e rapporto di fiduc...

In autunno Putin a Trieste per sbloccare il rigassificatore?

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Salvo imprevisti, salvo caduta anticipata del Governo Letta/Alfano, in autunno a Trieste si svolgerà il summit tra Italia e Russia. Son certo che l'argomento principale sarà solo quello del rigassificatore il resto è solo specchietto per le allodole. Ricorsi al TAR , petizioni alla Commissione, Petizioni del Parlamento Europeo , proteste, delibere e tanto altro questo autunno rischiano di essere superati dall'accordo tra Italia e Russia. Coincidenza vuole che il ministero dello Sviluppo economico ha comunicato al Comune di Trieste la sospensione del procedimento di autorizzazione alla costruzione ed esercizio del terminale di rigassificazione di Gnl localizzato nel porto di Trieste-località Zaule, progettato da Gas Natural per un periodo di sei mesi, la cui  scadenza, coincide con il summit triestino. E' vero che a Tarvisio ci sarà il “capolinea” del gasdotto che partirà dalla Russia, ma è anche vero che Gazprom, che coltiva una partnership strategica con ...