Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte? Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...
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Nuova scoperta di petrolio dell'ENI in Egitto, se solo i diritti umani andassero di pari passo con queste scoperte
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L'ENI è un pò come la Chiesa. Passeranno i Papa, ma l'ENI rimarrà sempre. Si è insediata in Egitto con la formula Mattei nel 1954, solo dopo un anno dalla sua nascita e da allora non ha mai mollato la presa. L'ENI, ergo articolazione dello Stato italiano, vive in una propria dimensione. Eppure potrebbe avere un ruolo fondamentale nel contribuire ad aiutare l'Egitto a diventare più umano ma per fare questo significherebbe doversi schierare contro la dittatura di turno. Intanto arriva l'ennesima comunicazione di una scoperta importante.
"Nuove risorse petrolifere sono state scoperte nel deserto occidentale dell'Egitto con un nuovo pozzo esplorativo nella concessione di Meleiha. La nuova scoperta aggiunge 10.000 barili di petrolio al giorno all'attuale produzione in concessione. La scoperta è stata realizzata tramite il pozzo Arcadia 9, perforato sulla struttura Arcadia Sud, che si trova a 1,5 km a sud del giacimento principale Arcadia già in produzione. Il pozzo ha incontrato 85 piedi di colonna di petrolio nelle arenarie del Cretaceo della formazione 3G di Alam El Bueib. Il pozzo è stato perforato vicino agli impianti di produzione esistenti ed è già vincolato alla produzione, con un tasso stabilizzato di 5.500 barili di petrolio al giorno." Si legge sempre nel comunicato che "il successo nell'implementazione della strategia di esplorazione guidata dalle infrastrutture nel Deserto Occidentale da parte di Eni attraverso AGIBA, joint venture tra Eni ed Egyptian General Petroleum Corporation (EGPC), consente una rapida valorizzazione di queste nuove risorse.
Eni, attraverso la controllata Ieoc, detiene una partecipazione del 38% nella concessione di Meleiha mentre Lukoil detiene il 12% e EGPC il 50%.
Eni è presente in Egitto dal 1954 dove è il principale produttore del Paese. L'attuale produzione di idrocarburi azionari di Eni è di circa 320.000 barili di petrolio equivalente al giorno". Una collaborazione fruttuosa e importante tra lo Stato italiano e quello egiziano, certo che se la tutela dei diritti umani in Egitto andasse di pari passo con queste scoperte si racconterebbe in Egitto una società completamente diversa. Ma così non è, aspettando la prossima fantomatica rivoluzione che farà cadere il dittatore di turno.
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