Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

L'ENI potrebbe fare di più per la collaborazione giudiziaria tra Italia ed Egitto sull'omicidio di Stato di Giulio Regeni?

 


Quando parliamo di ENI parliamo di Italia, della più importante multinazionale creata dallo Stato italiano convertita poi in società per azioni. I rapporti tra ENI ed Egitto sono noti, sono storici, risalgono all'anno successivo alla fondazione della stessa ENI. Nel 1954 l'ENI era già in Egitto ed opera attraverso la controllata IEOC Production. Nacque nel 1953.  L'ultimo accordo dell'ENI in Egitto è quello avvenuto con  Egyptian Electricity Holding Company (EEHC) e Egyptian Natural Gas Holding Company (EGAS)  per valutare la fattibilità tecnica e commerciale di progetti per produzione di idrogeno nel paese. I rapporti con l'Egitto sono stati sempre ottimali applicandosi pienamente la formula Mattei secondo la quale doveva esserci un rapporto diretto tra il Paese produttore e il Paese consumatore senza alcun intermediario in mezzo. Il 14 luglio presso l'Aula del II piano di Palazzo San Macuto, la Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Giulio Regeni si è svolta l'audizione dell’amministratore delegato di Eni spa, Claudio Descalzi. Ha affermato che "il nostro potere d'azione è limitato, per il ruolo che ricopriamo", in riferimento al potere di intervento dell'ENI sull'omicidio di Giulio. "In quel periodo, ha detto Descalzi, sono andato diverse volte in Egitto, anche nel periodo in cui non c'era il nostro ambasciatore ed ho ribadito anche ad Al Sisi la necessità di fare chiarezza per il bene della verità, dell'Italia e dell'Egitto, perchè non si possono lasciare ombre di questo tipo su eventi così gravi. Mi sono fermato a quello essendo una persona che rappresenta l'industria non parla in modo diretto, ma il credito era importante, abbiamo fatto scoperte, non dico che abbiamo salvato il Paese, era importante ed è importante ancora adesso riuscire a capire le ragioni, perchè è successa una cosa così grave tra due Paesi che sono amici, dal punto di vista diplomatico, a quello commerciale" Per concludere  "Con l'Egitto non siamo in una situazione commerciale, ma investiamo. Prendiamo dei rischi, il gas che troviamo lo vendiamo all'Egitto. L'ENI non ha avuto contraccolpi. Nel nostro perimetro c'è sia la bandiera egiziana che quella italiana".  Come è noto il codice etico dell'ENI afferma: Integrità, rispetto e tutela dei Diritti Umani, trasparenza, promozione dello sviluppo, eccellenza operativa, innovazione, team work e collaborazione sono i valori che raccontano chi siamo, in cosa crediamo, valori che guidano le nostre azioni, caratterizzano il nostro impegno e indirizzano il comportamento nostro e di chi interagisce con noi.

L'ENI, vista la sua storia, vista l'importanza che ha per l'Egitto, che non può rinunciare all'operato dell'ENI, potrebbe fare di più nel sollecitare la collaborazione giudiziaria tra Italia ed Egitto nell'omicidio di Stato di Giulio Regeni? Questo è ciò che bisogna chiedersi. Sarebbe importante, tanto per iniziare, che lo striscione verità per Giulio, ad esempio, si ponesse in mezzo alle bandiere tra Italia ed Egitto che condividono lo stesso perimetro.Anche il simbolismo ha la sua importanza. Specialmente in Egitto.

mb

note: immagine tratta da documentario ENI

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