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I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Meglio alla fine la coerenza francese, che il teatrino italiano con l'Egitto con Al Sisi che si prepara a diventare paladino dei diritti umani in Egitto

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Macron lo ha fatto intendere a chiare lettere. I diritti umani per quanto importanti, non possono sacrificare la cooperazione militare ed economica con quello che viene considerato come un partner determinante, quale l'Egitto. Al Sisi è stato accolto come una star in Francia. Bandiere dell'Egitto ovunque, certo, ci sono state alcune proteste, c'è stata l'iniziativa del Sindaco di Parigi con la quale ha bacchettato Al Sisi sui diritti umani, però, alla fine, ha prevalso la coerenza francese. La Francia nata dalla rivoluzione francese non esiste più da un pezzo. Incrementeranno i rapporti su più fronti. Da quello dell'istruzione pre-universitaria, all'istruzione superiore, dalle applicazioni di intelligenza artificiale, alla sicurezza informatica, dalla digitalizzazione, alla salute, alle infrastrutture, alla cooperazione militare che ne uscirà ancora più rafforzata. Hanno raggiunto accordi sul fronte turistico, sulla via di Hurghada, Sharm el Sheikh, Luxor e Asw...

La Francia stende il tappeto rosso per la dittatura egiziana, altro che libertà, uguaglianza e fratellanza

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Le vie di Parigi attraversate dal dittatore Al Sisi sono imbandierate con i colori francesi ed egiziani. Al Sisi è stato accolto letteralmente con il tappeto rosso appena atterrato in Francia. Gesto istituzionale di cortesia, di formalità. Chissà cosa ne pensano i detenuti politici rinchiusi nelle carceri egiziane, o le famiglie vittime delle violenze della dittatura egiziana che se si permette di essere così sicura di se stessa è perchè paesi come la Francia o l'Italia la legittimano. Diverse organizzazioni hanno affermato che ricevere il presidente El-Sisi in visita ufficiale "senza sollevare sufficientemente preoccupazioni sulla detenzione di molti attivisti e di difensori dei diritti umani  significherebbe minare la credibilità della Francia presso molti paesi della regione". La Francia, come ricordano le varie organizzazioni umanitarie "ha venduto grandi quantità di armi all'Egitto, superando gli Stati Uniti per diventare il principale fornitore di armi al...

Quella triplice alleanza italofrancoegiziana nella guerra in Libia e la verità per Giulio Regeni

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Libia fa rima con guerra. Non c'è una sola generazione forse che non sia cresciuta sotto una guerra o che non abbia conosciuto una guerra, in Libia. Nelle scuole è la normalità parlare di come comportarsi in caso di guerra, i bambini giocano alla guerra, quando poi questa diventa reale, scopriranno che non era così divertente come poteva apparire con i loro giochi. Il 2020 è iniziato male, anzi, malissimo. USA ed Iran da una parte, ed il solito, immancabile, caos libico, dall'altra. Al momento pare consolidarsi l'alleanza tra Egitto, Italia e Francia, contro la Turchia, che sostiene le milizie di Serraj. I contatti tra i ministri degli esteri di questi tre Paesi, sono consolidati e la triplice alleanza italofrancoegiziana si sta consolidando.  Ora, come è noto, siamo a quattro anni di mancata totale collaborazione reale da parte dell'Egitto verso l'Italia, per l'omicidio di stato di Giulio Regeni. I rapporti tra Italia ed Egitto sono solidi, l'unico acco...

Un anno di #GiletsJaunes nella Francia ad alta tensione sociale

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La Francia è una pentola pronta ad esplodere. Un anno di proteste, continue, sistematiche, con alti e bassi, ma costanti del movimento eterogeneo dei Gilet Gialli, Gilets Jaunes, hanno lasciato il segno in tutta la Francia. Proteste nate per il caro vita che hanno visto confluire dentro di tutto e di più, ognuno cerca di portare acqua al proprio mulino, ma tutti con il primario obiettivo di rovesciare forse quello che viene considerato come il Presidente più odiato della storia della Repubblica francese, Macron. Il rischio però che la Francia alla prossime elezioni svolti verso l'estrema destra, è altissimo, anche se le forze di sinistra sono messe meglio rispetto ad esempio alla tragedia che si registra in Italia. La repressione contro questo movimento è stata enorme e continua ad essere enorme. Si parla di oltre 10mila persone messe in custodia, oltre 3100 condanne, di cui 400 con prigione immediata e 600 con misure detentive alternative. La Francia ha usato il pugno durissi...

32 accordi firmati tra Francia ed Egitto. "I diritti umani per l'Egitto una priorità". Da quando?

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Nel momento in cui si inclina, a parole, parte del rapporto tra Italia ed Egitto, si infila la Francia, che in questo momento, vede il proprio governo essere contrapposto a quello italiano. Scontri tra poteri, interessi economici. Sono stati ben 32 gli accordi firmati lunedì 28/1/2019 durante il forum di investimento economico, co-ospitato dal Ministero degli investimenti e della cooperazione internazionale e dalla Camera di commercio e industria francese in Egitto (CCFE).  Gli accordi comprendono protocolli di cooperazione, memorandum d'intesa, dichiarazioni d'intenti e contratti d'investimento con investimenti nei settori delle energie rinnovabili, trasporti, salute, protezione sociale, approvvigionamento, imprenditorialità, telecomunicazioni, PMI, tecnologia automobilistica e responsabilizzazione delle donne. Interessante sottolineare quello che ha dichiarato Al Sisi, al potere per mano del colpo di stato del luglio 2013, legittimato da gran parte dei Paesi democr...

Ritorna l'ISIS? In rete si minaccia un natale di terrore in Occidente

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L'ultimo grande attentato è stato quello di Barcellona. 17 agosto del 2017. Centinaia di feriti, 15 morti. Poi, in Europa, nulla di eclatante, per arrivare a sparire dall'attenzione dei medi di tutto il mondo. Qualcuno diceva che in realtà era in corso una riorganizzazione del terrorismo islamista, con nuove alleanze. Nella serata dove gran parte dell'Europa era pronta a seguire una delle giornate più importanti di Champions League, in una Francia in subbuglio per le proteste dei gilet gialli, si colpisce a Strasburgo. Cuore dell'Europa, si scriverà. Anche se il vero cuore politico dell'Europa, in realtà, è Bruxelles. Colpi di pistola per le vie di Strasburgo. Urla. Panico. Morte. Come sempre l'attentatore era noto e per un pelo stavano per catturarlo prima che realizzasse quanto successo nella serata dell'11 dicembre. Stavano. Dopo un anno e più di silenzio pare che il fantomatico ISIS sia ritornato? Attraverso quell'infelice e tetra formula dei ...

Mireille Knoll, uccisa perchè ebrea al solito grido Allah Akbar. Ma nel mondo non è choc

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Sopravvissuta all'Olocausto, uccisa al grido forsennato che insulta, per come usato lo stesso Dio che vorrebbero lodare, Allah Akbar, è omicidio antisemita. Una violenza scatenata all'interno delle mura domestiche del suo appartamento di Parigi. Ma ciò che impressiona è che pur le indagini muovendosi in una direzione chiara, quello dell'odio razziale, antisemita, pur essendoci le "passeggiate" di protesta per la Francia, nel mondo non vi è stata una reazione da choc. Come se quanto accaduto fosse una robetta da ordinaria cronaca nera, forse nerissima, ma nulla di più che possa meritare un trafiletto, mezza paginetta di giornale, o qualche secondo nei Tg nazionali. Perchè? Questo è ciò che ci si deve domandare in un mondo sempre più incattivito dall'odio razziale. Uccidere in quel modo brutale un testimone vivente di una storia disumana, è come aver completato quell'Olocausto alla quale Mireille riuscì a fuggire, lei e tutte e tutti coloro che...

In partenza i lavori per il muro di Calais. Gli ultimi saranno i primi, ma a morire

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Milioni di sterline verranno spese per realizzare il muro di Calais. Ora dicono che lì vi è solo un recinto che non riesce a contenere le persone che continuamente cercano approdi di fortuna e rischiosi per l'incolumità di tutti per cercare di arrivare in Inghilterra.  Se ne parlava da diverso tempo, ma in base alle ultime notizie, pare essere qualcosa di giorni. I soldi ci sono, la volontà vi è, ed il muro che dovrà contenere la “Jungle” di Calais dove oltre 9 mila persone vivono in condizioni disumane è la soluzione che l'Occidente vuole dare per salvaguardare il proprio benessere materiale e lavarsi la coscienza con il non vedere. Come accaduto, d'altronde, con la Turchia. Miliardi per non vedere. Il tutto mentre si spendono miliardi di euro per il calciomercato, e non si riesce a trovare una soluzione per dare un minimo di dignità a queste povere persone, che vivono nel fango, che vivono in ambienti insalubri. Ogni Paese ha le sue nefandezze in materia di non ac...

I tanti punti interrogativi da Nizza al mancato colpo di Stato in Turchia

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La fretta è una brutta bestia. La frenesia prevale sulla logica. L'emotività domina la ragione. Ma in questa società non è più possibile avviare riflessioni compiute nello stile delle "bustine" di Eco, a distanza di qualche settimana dai fatti accaduti. Si deve riuscire a ragionare avendo la forza di mantenere intatta la lucidità, disintossicandosi dalle volontà del sistema, dalle verità del sistema in tempo reale, per cercare di mettere in discussione, in modo ragionato, la banalità della menzogna.  Su Nizza tanti sono gli interrogativi che sorgono. Si è puntato subito il dito contro l'ISIS, la cui rivendicazione è arrivata a 30 ore dal fatto. Fin dall'inizio si è voluto che quella strage fosse dell'ISIS. Strage arrivata poche ore dopo che era stato dichiarato che lo stato d'emergenza in Francia non sarebbe stato prorogato. Ora è stato prorogato per tre mesi con migliaia di soldati schierati per le strade francesi. Un TIR, la scusa del gelato da ...

Dopo Nizza, se la vita sembra un tremendo videogame

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Colpiscono, questi maledetti bastardi, dove vogliono, quando vogliono e come vogliono. Ogni volta con modalità diverse ed in tutto il mondo. Ed ogni volta è sempre peggio perché la realtà pare superare ogni più tetra immaginazione. Quanto accaduto a Nizza è allucinante e la prima cosa che ho pensato è ad una tipica scena da videogame. Dove ti puoi impossessare di un mezzo di trasporto fare fuori i passanti, i civili come se niente fosse, imbracciare armi e divertiti, se divertimento lo si può chiamare, a colpire uno alla volta quello che tu decidi essere il tuo bersaglio. Ma i videogame sono una finzione, una simulazione, il tuo personaggio può morire e rinascere e morire e rinascere con una pressione di un tasto. Nella vita no. Si muore e basta. Scene da videogame. L'estremismo religioso è solo una maschera. Nel nome delle religioni si è ucciso spesso, la storia ha ben insegnato cosa è stato fatto nel nome delle crociate. Le religioni diventano spesso scudo e maschera di a...

Euro2016: ma la prima partita che l'Italia perderà, cosa si dirà?

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Questi europei 2016 ,nella Francia travolta da sacrosante proteste sociali, in pressione per il terrorismo, sta accadendo di tutto. Nazionalismi che si scontrano con le peggiori nefandezze che riescono ad esprimere attraverso gli estremismi di alcune tifoserie, aria di guerra fredda, che si scaglia solo contro la Russia, come se le tifoserie coinvolte non fossero anche quelle di altri paesi, incluse quelli francesi. Ma la Francia, ad esempio, non può essere sanzionata, ha già pagato un prezzo caro, purtroppo, e pare evidente che questo Europeo lo vincerà, salvo risultati sportivi diversi, la Francia, perché è la Francia che deve vincerlo e nessuno oserà dire nulla. Europei dove tutto pare possibile, e nello stesso tempo ove tutto pare essere già scritto. Ma la cosa che ha colpito di più in questi giorni è l'assoluta ipocrisia che è maturata in Italia. In Italia si è veramente ai limiti del ridicolo. E' bastata un vittoria contro il più quotato Belgio per pompare all...

Gli incidenti ad Euro 2016: sono un segnale del ritorno dei nazionalismi estremi

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Non mi sono mai definito europeo, perché essere europeo non significa assolutamente nulla. Ho invece sostenuto l'europeismo, perché mi piaceva l'idea di poter circolare liberamente tra i vari Stati, non avere più confini, ma senza compromettere le specificità dei vari Paesi. Hanno fatto l'Europa senza aver fatto gli europei. E' mancato qualsiasi processo di intermediazione graduale culturale. hanno, nel nome dell'omologazione neoliberista europea, massacrato l'Europa del Sud, ammazzato la nostra economia, le nostre peculiarità, dall'agricoltura alla pesca, il famigerato made in Italy non significa più nulla, ma si è ridotto ad un mero slogan banale ed elettorale, perché oggi superato dalla costante omologazione nella globalizzazione diffusa. Lo Stato deve ritornare ad essere Stato, i beni comuni devono ritornare ad essere beni comuni, i beni pubblici, pubblici, nel tempo ove tutto è stato venduto e svenduto al capitale privato. Quando si impongono le ...

Terrorismo: se si punta il dito contro la rotta balcanica, la Serbia, la Croazia e la Bosnia

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Il "terrorista" più ricercato del mondo è stato arrestato a Bruxelles, in quello che per molto tempo era noto anche per alcuni come ex quartiere italiano, per una consistente presenza di italiani e di attività di italiani, anche se nessuna TV o giornale al momento dell'arresto ha mostrato il suo volto. Misteri del mondo della comunicazione, a volte non aspettano altro che mostrarti in faccia il super ricercato appena arrestato, pensiamo ai boss mafiosi nostrani,  come trofeo, altre volte, invece, regna la prevalenza di una sorta di privacy, o di sicurezza, anche se non si capisce di che privacy o sicurezza si possa mai parlare quando per mesi hanno sbattuto in pasto ai media il volto dell'uomo più ricercato del mondo, e dopo il suo arresto, hanno continuato a mostrare momenti della sua vita privata. Già. Rimarrà impressa la scena di quell'uomo con un cappello in testa che fugge nella direzione opposta rispetto a quella delle forze speciali, per poi essere colp...

Più dettati e riassunti nella scuola primaria? Non serve solo la forma ma anche il contenuto

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Nei siti della scuola, dopo l'ennesimo intervento di Renzi, nel settore scolastico, è partito il dibattito. Su cosa? Sul fatto che Renzi abbia lanciato la proposta, come suggerita da qualcuno che vive il mondo della scuola, riguardante una problematica reale, il non saper più scrivere. Problema che colpisce spesso gli italianissimi, basta fare un giro su facebook, ad esempio, e dilettarsi nel leggere i madornali errori se non orrori di grammatica, come posti in essere soprattutto da chi difende la presunta  supremazia millenaria della "cultura "italiana, o di Dante e così via scrivendo. Renzi dice meno T9 e più dettati e riassunti. In parte ha ragione, il dipendere dalla tecnologia, dai computer, ha de facto comportato il non saper più scrivere in italiano. Spesso ci si affida ai correttori automatici, il vocabolario non lo si apre più. Ed il rischio è che un giorno si perda anche "la mano" a furia di scrivere con la tastiera o con il dito.  Peggiorando ...

L'Unione Europea agirà come gli USA dopo l'11 settembre

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L'articolo  42 (ex articolo 17 del TUE)  comma 7 del Trattato sull'Unione Europea afferma espressamente che: "Qualora uno Stato membro subisca un'aggressione armata nel suo territorio, gli altri Stati membri sono tenuti a prestargli aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso, in conformità dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. Ciò non pregiudica il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa di taluni Stati membri." Il punto successivo, invece che "gli impegni e la cooperazione in questo settore rimangono conformi agli impegni assunti nell'ambito dell'Organizzazione del trattato del Nord-Atlantico che resta, per gli Stati che ne sono membri, il fondamento della loro difesa collettiva e l'istanza di attuazione della stessa". Dunque è evidente che anche l'Italia sarà pienamente e militarmente coinvolta.  L'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite afferma: "Nessuna disposizione d...

Dopo aver cantato l'inno alla vendetta francese, in Europa si canterà quello russo?

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I colori della francia, che poi sono i colori che accomunano tante bandiere, hanno, in segno di lutto e rispetto e condivisione del dolore, trovato spazio in diverse città del nostro Occidente. E si è cantato l'inno francese. Forse neanche senza conoscere il testo, il senso di quelle parole. Inno che invita i cittadini a prendere le armi, a formare i battaglioni, a marciare, a sostenere le braccia vendicatrici , la vendetta nel sublime orgoglio. Questo si è cantato. Spirito di vendetta comprensibile, umanamente comprensibile. Qualsiasi padre di famiglia reagirebbe nello stesso modo. A rischio di sacrificare altre vite, le libertà che la Francia dice di voler rivendicare. La vendetta sarà vendetta, all'interno della guerra. Una guerra dichiarata, non si capisce da chi per primo, senza carta e bolli. Ma non è più il tempo della formalità o della galanteria guerrafondaia questa. E' già successo altre volte. Il 6 aprile del 1941, senza dichiarazione di guerra alcuna, inizie...