Aquileia: il porto dell'Impero e l'ombra del Ventennio

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  Quando si cammina tra le rovine di Aquileia, non si sta passeggiando in una cittadina qualsiasi: si sta attraversando quella che era, a tutti gli effetti, la seconda città dell'Impero!  Una metropoli pazzesca. Però, oggi, per cogliere questa immensità ci vuole un grandissimo sforzo di immaginazione. Le pietre sopravvissute al tempo sono lì che vorrebbero disperatamente raccontarci una storia straordinaria, ma noi, spesso, facciamo fatica ad ascoltarla.  Perché c'è un problema. E il problema è che se vogliamo davvero capire e valorizzare Aquileia, dobbiamo liberarci di un ingombro non da poco: dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la visione che ci ha lasciato in eredità il fascismo e svecchiare, modernizzare il sito.  Prendiamo la fantomatica "via sacra". Voi andate lungo il porto fluviale, che all'epoca dei romani doveva essere un luogo vivacissimo, un viavai frenetico, un posto pieno di rumori, di mercanti, di facchini che imprecavano e caricavano merci.....

In partenza i lavori per il muro di Calais. Gli ultimi saranno i primi, ma a morire

Milioni di sterline verranno spese per realizzare il muro di Calais. Ora dicono che lì vi è solo un recinto che non riesce a contenere le persone che continuamente cercano approdi di fortuna e rischiosi per l'incolumità di tutti per cercare di arrivare in Inghilterra. 
Se ne parlava da diverso tempo, ma in base alle ultime notizie, pare essere qualcosa di giorni. I soldi ci sono, la volontà vi è, ed il muro che dovrà contenere la “Jungle” di Calais dove oltre 9 mila persone vivono in condizioni disumane è la soluzione che l'Occidente vuole dare per salvaguardare il proprio benessere materiale e lavarsi la coscienza con il non vedere. Come accaduto, d'altronde, con la Turchia. Miliardi per non vedere.
Il tutto mentre si spendono miliardi di euro per il calciomercato, e non si riesce a trovare una soluzione per dare un minimo di dignità a queste povere persone, che vivono nel fango, che vivono in ambienti insalubri. Ogni Paese ha le sue nefandezze in materia di non accoglienza. E' inutile perdersi nella retorica che siamo tutti uguali sotto le stelle, non è tempo per la poesia, per la filosofia. Questo è il tempo della peggiore miseria umana. 
Muri dopo muri, muri dopo muri, la strada pare essere tracciata. Nulla di buono si prospetta all'orizzonte. L'Europa in un colpo solo ha rinnegato i suoi valori fondanti. Siano essi laici, siano essi religiosi. Ripetono fino alla nausea che il cristianesimo è l'elemento fondante l'Europa. Ma quali precetti cristiani oggi giorno mai trovano applicazione? Menzogna e calunnia, falsità e meschinità. Odio per il diverso. E se potessero li ammazzerebbero come cani malati da abbattere. 
Questa è la verità. Probabilmente il sentimento nazista e fascista che ha contaminato l'Europa portandola all'autodistruzione non è stato estirpato. Altrimenti non si spiegherebbe il perchè di tali reazionarie chiusure. I muri sono il fallimento non solo dell'Europa unita, ma dei diritti umani. Non prendiamoci in giro, navighiamo in un mare di veleno, solo che ora questo veleno è destinato ai più deboli, ai "diversi" ma presto colpirà anche i propri connazionali, quelli che oggi si sentono superiori, quelli che oggi si sentono essere come soggetti prioritari da tutelare, con la formula idiota del prima gli italiani, francesi, inglesi, tedeschi, ecc.  Ad oggi l'unica fortuna che abbiamo in Europa è che non è consentita la diffusione delle armi così come accade in America o nelle zone di guerra. Perché, e di questo ne sono certo, queste armi avrebbero già sparato contro queste persone. Qualcuno disse che gli ultimi saranno i primi. Sì, è vero, saranno i primi ad essere violentanti nella loro dignità di essere umano. Perché è quello che sta accadendo ogni benedetto giorno.

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