I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

La Francia stende il tappeto rosso per la dittatura egiziana, altro che libertà, uguaglianza e fratellanza


Le vie di Parigi attraversate dal dittatore Al Sisi sono imbandierate con i colori francesi ed egiziani. Al Sisi è stato accolto letteralmente con il tappeto rosso appena atterrato in Francia. Gesto istituzionale di cortesia, di formalità. Chissà cosa ne pensano i detenuti politici rinchiusi nelle carceri egiziane, o le famiglie vittime delle violenze della dittatura egiziana che se si permette di essere così sicura di se stessa è perchè paesi come la Francia o l'Italia la legittimano. Diverse organizzazioni hanno affermato che ricevere il presidente El-Sisi in visita ufficiale "senza sollevare sufficientemente preoccupazioni sulla detenzione di molti attivisti e di difensori dei diritti umani  significherebbe minare la credibilità della Francia presso molti paesi della regione".
La Francia, come ricordano le varie organizzazioni umanitarie "ha venduto grandi quantità di armi all'Egitto, superando gli Stati Uniti per diventare il principale fornitore di armi all'Egitto tra il 2013 e il 2017. Solo nel 2017 ha consegnato attrezzature militari e di sicurezza per oltre 1,4 miliardi di euro. La Francia ha fornito navi da guerra, aerei da combattimento e veicoli blindati, mentre le compagnie francesi - con l'approvazione del governo - hanno fornito strumenti di sorveglianza e controllo della folla, con poca trasparenza e senza un'adeguata supervisione per l'uso finale di queste armi fornite all'esercito". L'esercito egiziano è tra i dieci più potenti al mondo grazie agli assegni in bianco americani, alle forniture d'armi effettuate da Francia o Italia e Germania complici della dittatura di Al Sisi appoggiata fin dal suo avvento nel 2013 senza mezzi termini. Inutile girarci attorno. E adesso che si è costituito l'Eastmed l'Egitto avrà un ruolo di primissimo piano. Insomma, libertà, uguaglianza e fratellanza sono andarsi a fare benedire. Se Al Sisi si fosse chiamato Mussolini, lo avrebbero ricevuto lo stesso con tutti gli onori? Eppure cambia il cognome, ma il modo di fare è lo stesso della dittatura fascista da cui gli egiziani hanno imparato parecchio su come comportarsi in un Paese dove il suo popolo è tenuto in ostaggio da una dittatura militare. Ma come ben la storia ha insegnato basta un niente per cambiare il vento del potere in un Paese dove  è stato in modo disarmante costituzionalizzato il potere governativo riconosciuto all'esercito.

mb

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